Lo zibaldone azzurro : Roma-Napoli dalla A alla Z!

Tutto (o quasi) quello che è successo dalla conferenza pre-gara al post-partita lettera per lettera.

Affamati, ce li aspettavamo così gli azzurri, dopo la sosta e le dichiarazioni della vigilia; in molti invece, alla vigilia di Pasqua, hanno scelto di assomigliare a dei teneri agnellini.

Braccio, Rizzoli punì quello di Mexes in un Napoli-Roma del 2010; questa volta grazia De Rossi, sarebbero stati 70’ in superiorità numerica: errore da matita blu.

Callejon, che abbia le polveri bagnate lo si era capito da un po’, ma che dalla sua posizione preferita rinunci a calciare non lo avevamo mai visto. #inedito

De Sanctis, dopo aver raccolto cinque palloni nei quattro precedenti da ex fa un figurone salvando la Roma sulla conclusione ravvicinata di Gabbiadini.

Europa, il Napoli ci gioca da cinque anni e con determinati valori presenti in rosa è un qualcosa di lecito; ciò che fa rabbrividire è che se il campionato finisse oggi gli azzurri sarebbero fuori anche dalla Europa League.

Forma, due punti conquistati nelle ultime 5 partite, solo il Cagliari ha fatto peggio; la Lazio ne ha conquistati 15, e si capisce  perché anche il terzo posto sia diventato ormai un miraggio.

Gabbiadini, entra e come al solito da un piglio diverso all’attacco; ha due grandi occasioni, in una De Sanctis fa il fenomeno, nell’altra lui diventa tutto d’un tratto delicato e l’appoggia docilmente invece di rompere la porta.

Higuain, si muove tantissimo il Pipita, quasi mai al centro dell’area,  e  a Benitez spiega anche il perché: non arriva mezzo pallone giocabile.

Insigne, la notizia più lieta (forse l’unica) della giornata : cinque mesi dopo, è tornato lo scugnizzo di Frattamaggiore!

Limiti, un parco attaccanti mostruoso mal supportato da centrocampo e difesa : i risultati parlano chiaro, insomma.

Mertens, senza dubbio il migliore in campo nella sfida dell’Olimpico; quasi tutte le azioni di attacco passano da lui, l’arrivo della Primavera l’ha ridestato dal torpore di inizio stagione.

Nero, nerissimo, il pomeriggio di Jorginho : da il via al gol-vittoria della Roma, non regge in un contrasto e sbaglia anche gli appoggi più elementari; il mistero di questa stagione.

Orrori, perché se subisci gol sempre allo stesso modo non sono più semplici errori : palla indietro e nessuno a contrastare l’avversario a rimorchio sul dischetto del rigore. Sempre così.

Pjanic, come l’anno scorso è il mattatore degli azzurri all’Olimpico in campionato : quella Roma volava, questa ha il freno a mano tirato da tre mesi.

Quattro, le sconfitte consecutive in trasferta in campionato: l’anno scorso fu record di vittorie.. non serve andare oltre.

Rafa, parla di sconfitta immeritata e molto probabilmente ha ragione, considerando il conto delle palle gol, ma questo Napoli è l’immagine sbiadita di quello, brillante, di inizio 2015.

Sin, prisa, sin pausa : il motto di casa Benitez. Passi per la fretta, ma la sosta c’è stata, e bella lunga pure.

Tensione, tanta a fine partita, sui volti di tecnico e calciatori; la pressione aumenta vertiginosamente, tocca ripartire immediatamente!

Urge, il ritorno in mezzo al campo di Walter Gargano; il periodo buio coincide con la sua assenza, e , per il modo in cui gli azzurri stanno regalando punti al campionato, questo non può essere un caso.

Vittoria, manca da troppo tempo e di occasioni per conquistare i tre punti ce ne sono state a volontà; peccato, quaranta giorni rischiano di rovinare il lavoro di due anni.

Zone, quelle alte della classifica oggi non frequentate dagli azzurri : dopo Napoli-Sassuolo si era a +5 sulla Lazio, ora a -8.

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