YO SOY NICOLAS NAVARRO

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Nicolàs Navarro, 23 anni, classe 1985, argentino. Napoli non conosceva, Marino sì, sapeva delle sue qualità, sapeva che un portiere lì giù in Argentina, non diventa capitano in rosa età solo per caso, non si diventa campione del mondo under 20 con la nazionale del proprio paese solo perché la divina provvidenza è stata gaia, senza qualità non si può esordire in casa di fronte al tutto esaurito in un Napoli-Milan, non si può uscire tra gli applausi sentiti e sinceri solo per curriculum o sentito dire, non si scalza Iezzo di punto in bianco. Marino sapeva già tutto, lo aveva previsto, pregustato, gli aveva chiesto di correre a Napoli in un giorno di Gennaio, è stato al palo ed ha aspettato mentre Napoli si domandasse chi fosse quel volto nuovo e quel nome mai sentito prima.

LA CARRIERA. Nicolàs Navarro nasce a Buenos Aires il 25 Marzo del 1985, la vita sarà segnata da pali e trasversale. Nel 2004 comincia la sua gavetta nelle giovanili dell’Argentinos Juniors (toh…qui cominciò anche Maradona!) per poi passare in prima squadre qualche tempo dopo. Nel 2006 è il secondo di Ustari nelle file bianco-rosse, ma nel 2006 il gigante buono scalza il predecessore piazzandosi come titolare irremovibile fino ad indossare anche la fascia da capitano. 20 presenze tra il 2006 e la fine del 2007, in mezzo tanta riconoscenza e buona etichettatura. Nel 2005 si presenta in Olanda con la sua nazionale per giocarsi il mondiale under 20: l’Argentina si piazza seconda nel girone D alle spalle degli USA e davanti a Germania ed Egitto; da qui in poi comincia la sua scalata verso il titolo, negli ottavi la Seleçion scalza il Colombia per 2 a 1, ai quarti fa fuori la Spagna 3 a 1 e in semifinale disinnesca il Brasile per 2 a 1 finendo con lo stesso risultato in finale contro la Nigeria. Navarro diventa il portiere del futuro argentino inconsapevole di quello che lo avrebbe atteso col passare di qualche anno.

GRANDE E FORTE. Navarro si presenta a Napoli con un sorriso di un bambino, pronto a sfoggiare le sue armi più letali nascondendole dietro un viso quasi ingenuo, timido. Fisico possente grazie al suo metro e novanta centimetri per ottantasette chilogrammi, tra i pali sembra dare l’impressione di coprire l’intero specchio; solitamente portieri di tale stazza diventano lenti, prevedibili, capaci di essere insuperabili solo nel loro fazzoletto di terra, invece, il grosso Nicolàs, sembra uscire fuori da tutti i canoni conosciuto. Nonostante la sua imponenza, il portiere argentino dimostra grande senso della posizione costernato da riflessi e agilità, non è quindi un fotomontaggio il volo nel campionato clausura che spesso mostra youtube; lo stesso Navarro lo ha dimostrato Domenica nella sua prima uscita davanti al suo pubblico del futuro volando prima su Gattuso, poi su Kakà. Abilità da ambidestro riuscendo a balzare ora a destra ora sinistra senza sbavature, quasi come un calciatore ambidestro; la sua forza la dimostra nelle uscite dove piazzarlo anche con conclusioni basse diventa difficile, inoltre è da sottolineare l’istinto nel brevilineo riuscendo a spostare il suo possente bacino quasi come se fosse avvitato solo centralmente, un esempio di tale abilità è l’intervento effettuato a Torino dove Di Michele calcia verso la porta alla destra del portiere, il tiro deviato e smorzato, cambia traiettoria andando verso il lato opposto, Navarro in procinto di cadere verso destra riesce in una torsione portando il peso del corpo sulla sinistra, lo si nota all’inizio del balzo quando la parte superiore del corpo va verso sinistra (il lato del pallone) mentre la parte dal bacino in giù va verso sinistra. Portieri di tale stazza come possono essere stati Sebastiano Rossi o Garella, hanno fatto la loro fortuna con i piedi proprio per limitare tale debolezza.

TIMIDO E DECISO. Caratterialmente, come detto in precedenza, Navarro sembra essersi presentato con timidezza, quasi con vergogna di fronte a telecamere e microfoni. Il suo carattere poco portato all’auto esaltazione, lo si intravede tra le righe, nella gara di domenica scora quando al cambio di campo dopo la prima frazione di gioco, la Curva A gli tributa un grande applausi e lui, quasi arrossato, risponde con una mano leggermente alzata senza troppa scena. Ma la sua timidezza è solo personale, perché in campo Nicolàs dimostra grandissima personalità riuscendo a tener ben salda la difesa e dandogli sicurezza nelle uscite, una delle sue migliori armi. Bravo anche nel provarci in situazioni complicate, esempio è il calcio d’angolo di Kakà nella ripresa con palla che finisce nel mucchio, lui esce ugualmente sfruttando la potenza fisica e con un pugno allontana la palla dalla testa di Ambrosini, provarci anche in situazioni tali è segno di grande maturità e concentrazione. Naturalmente un portiere, non da sicurezza solo nelle uscite, ma anche in altre piccole cose che sembrano insignificanti, ma che in campo possono diventare fondamentali per la tranquillità della squadra, esempio è il destro di Kakà finito alto, in quell’occasione Navarro non sembra essersi scomposto più di tanto dando la sensazione come se lui ci fosse stato nel caso in cui la sfera avesse trovato lo specchio, potrebbe anche essere presunzione, ma un atteggiamento del genere porta i compagni a giocare senza timore e tensione.

IL FUTURO. Navarro è ancora molto giovane, si parla bene di lui e nelle prime due gare ha dimostrato importanti qualità, ma non sempre le cose nascono, crescono, maturano e muoiono sotto la bella stella. Il prossimo anno, con molta probabilità, Nicolàs sarà il titolare del Napoli; su di lui ci sono molte aspettative e sulle sue spalle c’è anche il “peso” di essere il primo portiere argentino della storia partenopea con il compito di dimostrare che in questa città essere argentino non significa solo far fare gol o farli in prima persona, ma anche toglierli quando è possibile. Navarro ha grandi margini di miglioramento, la sua esperienza iniziale nell’Argentinos Juniors fanno ben sperare essendo una squadra di peso nonostante dei risultati altalenanti, ma Napoli è diversa; in passato nel nostro paese molti estremi difensori si sono presentati alla grande per poi crollare col tempo, esempi evidenti sono lo svizzero Pascolo giunto a Cagliari per poi scappare dopo poco, Van der Sar che le sue fortune le ha fatte in Spagna e Inghilterra, ma non di certo in Italia, oppure basterebbe domandare al Milan di Jens Lehmann anche lui passato per il bel paese per poi dimenticarlo in fretta; pochi sono stati i portieri stranieri all’avanguardia, lui ne ha le qualità, ma adesso deve dimostrare di essere un portiere da Napoli al 100%, per ora è fermo a 80% è un buon inizio…o no?!

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