COSA VOLERE DI PIU’ DA BENITEZ?

Delusione , rabbia , incredulità. Tre aggettivi per descrivere Atalanta- Napoli. In terra orobica il Napoli porta a casa un punticino che , paradossalmente , lo avvicina al terzo posto ( aspettando la Lazio di scena a Verona) ma che lascia un amaro in bocca ai tifosi difficile da descrivere. La gara di ieri sera è stato un ulteriore remake di ciò che inspiegabilmente si sta ripetendo puntualmente sia al San Paolo che in trasferta : il Napoli domina la gara , schianta a livello di gioco l’Atalanta , il Chievo e l’Udinese di turno , divora palle goal al limite dell’incomprensibile , incappa nella giornata di grazie del portiere avversario , paga a prezzo estremo l’unico sbandamento difensivo del match e non porta a casa l’intera posta in palio. “Almeno ieri si è pareggiato e non perso” direbbe qualcuno che saggiamente cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno. Ed il bicchiere è in effetti mezzo pieno. Al di là dell’ingiusto risultato , Atalanta – Napoli rappresenta curiosamente la conferma dei progressi della squadra di Benitez : gli azzurri rinchiudono dal primo minuto la rinunciataria squadra di Colantuono ( che lascia il solo Denis in avanti a portare la croce) , entrare nell’area di rigore atalantina inizia a diventare la più ardua delle imprese.  Ma gli uomini di Rafa hanno ancora negli occhi la schiacciante vittoria di Verona e cercano di ripetersi. Dominio territoriale completo , due parate di Sportiello nella prima mezz’ora ed Atalanta costretta ripetutamente a ricorrere al fallo tattico per spezzare le arrembanti trame di gioco proposte dai partenopei. Per informazioni chiedere a Benalouane , Migliaccio e Cigarini. Sembra funzionare tutto nel primo tempo del Napoli di ieri sera :   Hamsik pare confermare i progressi visti domenica , si fa trovare sempre pronto tra le linee per innescare i suoi compagni di reparto , un po’ offuscati a dire il vero , in particolar modo Callejon , decisamente troppo impreciso nel servire il Pipita in più di una circostanza. Ma il peggio , purtroppo , deve ancora arrivare. Manca solo il goal a coronare un primo tempo perfetto : non arriverà nella prima frazione di gioco , vuoi per la mancanza ancora di quel pizzico di cattiveria propria della grande squadra in zona goal , vuoi per l’imbarazzante fortino messo su nella propria area di rigore da Colantuono. Fatto sta che Rafael tocca il suo primo pallone al minuto 28’ su retropassaggio di testa di Albiol. Il copione nella ripresa è identico , con il Napoli che forse tira un po’ il fiato dopo il pressing continuo dei primi quarantacinque minuti. All’improvviso , arriva quello che non ti aspetti. Banale palla persa proprio da Hamsik , irriconoscibile ed irritante nella ripresa ( come se negli spogliatoi gli avessero somministrato chissà quale potente dopante) , contropiede avversario , cross di Raimondi , Albiol perde la marcatura su Denis ed Atalanta in vantaggio. Il pubblico di Napoli è sbigottito , immagina che ciò che sta avvenendo all’ “ Atleti Azzurri d’Italia” sia il frutto di chissà quale scherzo di pessimo gusto. L’ennesimo errore individuale , l’unico del match , costringe il Napoli ad inseguire ancora. Ma la fiera del paradosso iniziava solo da quel momento : Callejon invertiva ogni legge della fisica moderna , spedendo sopra la traversa un pallone offertogli da Ghoulam a non più di venti centimetri dalla porta sguarnita , l’interno coscia del portiere orobico Sportiello andava a respingere sulla linea una conclusione a botta sicura di Mertens che poco prima aveva nuovamente provato il goal dalla lunga distanza che aveva sfiorato il palo con il numero uno nerazzurro immobile ed ormai battuto. Niente da fare , quando la sfortuna decide di entrare in azione , ha sicuramente il Napoli come suo bersaglio preferito. Contro il Chievo poteva essere un caso , contro l’Udinese è stato un inquietante campanello , ieri sera si è trasformato in una sconcertante certezza.

SFIGA E’un inizio decisamente sfortunato per le sorti azzurre in questo inizio di stagione : la ciliegina sulla torta ovviamente è rappresentante dal rigore al novantesimo concesso per fallo su Zapata e malamente sprecato da Higuain , croce e delizia della sua squadra ieri sera. Ma , come detto in precedenza , il bicchiere deve vedersi mezzo pieno. Anzi forse anche di più. Il Napoli di ieri sera , dopo la goleada di qualche giorno prima , ha confermato di essere la rosa qualitativamente più forte e decisamente più convincente per gioco in ottica terzo posto. La condizione fisica continua a sorridere agli azzurri , mai in balìa degli avversari e vittime soltanto della sorte avversa e della propria imprecisione. Buttare la croce sul reparto offensivo sarebbe stupido ed ingeneroso : della qualità dell’attacco azzurro è inutile parlare , lo fanno i numeri , che testimoniano che mai – nella storia del Napoli – qualcuno ha segnato tanto. Questione di periodi , gli avanti partenopei si sbloccheranno. Così come si spera che un giorno terminerà anche la strana coincidenza di pagare dazio ad ogni errore difensivo che solo il Napoli in questa serie A sembra pagare a prezzo alto. Intanto Benitez non si capacita per il risultato , alla luce dei cambi azzeccati della ripresa , del 65% di palla effettuato , delle 17 conclusioni verso la porta e del record del club in quanto a possesso palla. Ma può ugualmente sorridere. In attesa di risultati migliori , il Napoli c’è ed è pronto al big match di sabato pomeriggio con la Roma. Non può girare sempre tutto storto…..

NICOLA MOSCATO

 

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Luigi Giordano

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