Vogliamo un calcio pulito, dimettevi!

Tanto tuonò che piovve, sono anni che ci battiamo affinchè la Magistratura faccia luce su questo sistema occulto, ma non tanto, che attanaglia il calcio italiano, il sistema delle giacchette nere, una volta, ora sono gialle, fuxia, verde, con tanto di sponsor assicurativo sul braccio sinistro.

Giuseppe Pecoraro, Capo della Procura Federale, fino a Dicembre scorso, dopo la partita Inter Juventus, partita che notoriamente tolse lo scudetto al Napoli, chiese all’AIA i file del colloquio con la Var, sulla mancata espulsione di Pijanic da parte di Orsato, bene, quei file gli furono consegnati dopo un anno, con la parte incriminata tagliata e pure male, in matematica, da quando il mondo è mondo fa sempre quattro, a questo punto dobbiamo supporre che dipende dalla latitudine, dalle pressioni, dai piedi che vai a calpestare, insomma c’è un perché per tutto, volete sapere la risposta dei vertici AIA, semplice “Perché non c’è mai stata la registrazione dell’episodio incriminato”.

Allora faccio un ragionamento a voce alta, ma se un Procuratore Federale chiede i file delle conversazioni di Orsato, specificando anche il momento preciso, la mancata espulsione di Pijanic, ci sarà un motivo, un perché, o all’improvviso ha deciso di andare a caccia di fantasmi anche Lui, può essere pure che all’improvviso gli abbiano trapiantato un bidone della spazzatura al posto del cuore, ma il cervello è sano, per fare tale richiesta la materia grigia c’è e funziona, ma ciò nonostante, la Procura è stata costretta ad archiviare, una risposta ai tanti esposti arrivati non si poteva dare. Manco Agatha Cristie poteva scrivere un finale così, il delitto perfetto era servito.

Ma ora tralasciando libri gialli, serie horror etc. ma come si sentono dentro i Rizzoli, i Nicchi, gli Orsato (il nuovo rappresentante degli arbitri italiani, che sciccheria), andranno fieri della categoria che rappresentano, gran bella figura in Europa, avete ragione, mi state dicendo che la pessima figura la fanno in Italia, ma di ciò che succede nel nostro bel paese a loro scivola tutto addosso, se ne fregano, quasi con atteggiamenti marziali sfidano tutti, spalle larghe e coperte, alla faccia di quanti vanno allo stadio, alla faccia degli scommettitori, alla faccia di quanti fanno gli abbonamenti alle piattaforme televisive, tanto che ci fanno, male che va vanno via con una ricca buonuscita ed ognuno torna a fare il proprio lavoro, chi il parrucchiere, l’assicuratore, l’avvocato, ce ne per tutti, nuove leve crescono, “istruite bene”, si andrà avanti, si perché il carrozzone non si ferma, continua imperterrito sulla strada maestra, ma attenzione, alla fine di qualsiasi strada c’è sempre un bivio, cercate di prendere sempre la strada giusta, se imboccate quella sbagliata so dolori, ricordo la deposizione di Nucini al processo di calciopoli, una frase mi ha colpito, “Se arbitravi male la Juve, finivi in B”, sempre Lei, sempre Loro.

Questa notizia è l’ennesimo scossone in questo calcio malato, depresso e tenuto vigile per forza, non si ha voglia di fare piazza pulita, non si ha voglia di fare chiarezza, non si ha voglia, allora mi rivolgo a Voi, i vertici di questa fantomatica federazione l’AIA, abbiate il coraggio, gli attributi di dimettervi, se per un solo istante vi si accende la lampadina e riuscite a connettervi all’essere uomini, dimettetevi, i tifosi, gli sportivi, anche chi non capisce nulla di calcio, non ne possono più, troppi indizi che messi insieme, troppe, tante situazioni strane, guardate riusciamo finanche ad immaginare che prossimamente ci sarà la quadratura del cerchio, Mazzoleni, altro pilastro fondamentale della Vostra federazione, prima che sia troppo tardi, ridateci un calcio pulito, dove il regolamento è uguale per tutti e non per le maglie indossate. DIMETTETEVI.

CLAUDIO MELLONE

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