UNO-DUE CHRIS-GOKHAN, POI IL MAGNIFICO CHIUDE I CONTI: PALERMO AL TAPPETO

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NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Britos (78’ Fernandez), Gamberini; Maggio, Behrami, Inler, Zuniga; Hamsik (85’ R. Insigne) (cap.); Pandev (67’ L. Insigne), Cavani (Rosati, Uvini, Donadel, El Kaddouri, Colombo, Mesto, Dzemaili, Armero). All.: Mazzarri.

PALERMO (3-5-2): Ujkani; Von Bergen, Aronica, Garcia; Morganella, Anselmo, Barreto (cap.), Arevalo Rios (53’ Donati), Dossena; Brienza (64’ Dybala), Budan (46’ Miccoli) (Brichetto, Benussi, Munoz, Kurtic, Sanseverino). All.: Gasperini.

Arbitro: Gervasoni (Mantova)

Guardalinee: Barbirati (Ferrara) – Maggiani (La Spezia)

IV uomo: De Luca (Pescara)

Arbitri addizionali: Doveri (Roma 1) – Pinzani (Empoli)

Marcatori: 29’ Maggio, 33’ Inler, 72’ Insigne.

Ammoniti: Barreto (P), Anselmo (P).

Espulsi: –

Recupero: 0’ pt, 3’ st.

Iniziato il 2013 nel migliore dei modi con la bella vittoria contro la Roma, il Napoli avvia il girone di ritorno cercando di proseguire la serie positiva con il Palermo, in una sfida-amarcord per Edinson Cavani, ma soprattutto per Andrea Dossena e Salvatore Aronica, appena passati in rosanero e già ritrovatisi ad affrontare la loro ex squadra per scherzi del calendario. E difatti Gian Piero Gasperini punta proprio su di loro (aveva già dato fiducia al difensore la scorsa settimana a Parma), schierandoli nel suo abbottonato 3-5-2, ove in attacco Brienza viene preferito a Miccoli, lasciato in panchina, alle spalle di Budan; Aronica affianca Von Bergen e il recuperato Garcia, mentre l’ex Liverpool è piazzato nel suo consueto ruolo, in una linea mediana che vede anche la novità Anselmo, con capitan Barreto centrale e Arevalo Rios sul centrosinistra. Nulla di inedito sul fronte azzurro, invece: Mazzarri conferma lo stesso XI anti-giallorosso, con Campagnaro, Gamberini e Britos in terza linea, Zuniga e Maggio laterali, Inler e Behrami centrali e Hamsik, sempre coi gradi di capitano, trequartista dietro Cavani e Pandev, preferito a Insigne. E insieme a Lorenzo, in panchina c’è anche il fratellino Roberto, oltre al neoacquisto Armero, mentre è assente il ritornato Calaiò, non convocato per problemi di tesseramento.

Molto accorto nei primissimi minuti l’atteggiamento dei siciliani, i quali pressano i partenopei fino alla loro metà campo, rendendo loro difficile la manovra e l’impostazione del gioco. I giocatori di Gasperini, per contro, non rinunciano ad attaccare, e già dopo 6’ si rendono pericolosi proprio con Dossena: il lodigiano viene imbeccato in area dal rapido Brienza in percussione, ma tira addosso a De Sanctis. Non si aspettava il Napoli, forse, un Palermo ben messo in campo, soprattutto con il nuovo arrivato Anselmo, molto efficace nello spingere sulla destra in alternanza con Morganella. Gli azzurri faticano a insidiare i loro avversari, e in fase offensiva trovano l’opposizione rognosa e redditizia della muraglia rosanero, sicura e pronta nell’azzerare i tentativi dei nostri beniamini. E i risultati non si vedono, né quando il Napoli cerca di sfruttare le corsie esterne, neanche quando fa affidamento sul contropiede, suo fiore all’occhiello; a fare il resto, oltre all’inattesa determinazione del Palermo (specie degli ex azzurri …), la scarsa precisione dei ragazzi di Mazzarri nei fondamentali, anche da parte di uomini-chiave come Hamsik. L’unico sussulto in così poca allegria lo provoca nuovamente Dossena, quando al 21’ entra in contatto con Cavani, entrato in area dopo uno scambio con Maggio; il Matador cade a terra, Gervasoni preferisce farsi gli affari suoi: i dubbi non mancano. Come non manca i tiri in porta del Palermo. 26’: Brienza semina il panico nella difesa partenopea e tocca per Budan, il quale a sua volta lascia sfilare per Anselmo, l’ex genoano tiene palla e suggerisce per l’accorrente Morganella che di destro tira di prima, facendo la barba al palo: brivido! Sulla schiena dei tifosi e, forse anche su quella dei giocatori, che probabilmente si svegliano dal torpore, dacché al 29’ Hamsik, servito su corner da Zuniga, trova il pertugio per centrare dalla sinistra e trovare la capocciata di Maggio, lasciato solo soletto dalla retroguardia sicula: Ujkani è battuto, il Napoli, seppur non brillante, è in vantaggio. La rete mette le ali ai piedi ai nostri che quattro minuti dopo fanno valere ancor di più il loro maggior tasso tecnico rispetto ai palermitani: Inler si scambia la palla con Hamsik, l’elvetico scende indisturbato e, giunto sulla sua mattonella preferita, lascia partire un mancino incredibilmente potente e preciso, imparabile per un Ujkani che non accenna nemmeno al tuffo. Il doppio vantaggio potrebbe anche essere rassicurante per la Mazzarri band, se non fosse che il Palermo, malgrado il passivo, non si scompone affatto e generosamente, oltreché in maniera ordinata e senza basarsi sui nervi e sulla frenesia, si getta all’attacco, arrivando anche a sfiorare la rete dell’1-2 al 38’, allorquando Barreto scheggia la traversa su calcio di punizione appena fuori dall’area. La stessa sorte, più o meno dalla stessa posizione, capita anche a Cavani al 42’: il suo destro a giro scavalca la barriera rosanero, ma sfiora di poco il palo alla sinistra del portiere. Da lì fino ai rimanenti due minuti non succede praticamente più nulla, a parte qualche altra coraggiosa sortita di Barreto e compagni, rintuzzata a dovere dalla difesa azzurra. Bravo il Napoli, dunque, a capitalizzare nel migliore dei modi le poche occasioni avute a disposizione. Bravo, però, anche il Palermo nell’affrontare la gara con il giusto spirito, senza timore reverenziale, tenace nel voler uscire dal campo a testa alta e consapevole di non meritare la disastrosa classifica che lo vede piombato al penultimo posto, avanti solo al Siena. Un Palermo niente male, pertanto, punito però per le disattenzioni di una difesa che pure aveva bagnato le polveri ai fucili azzurri nel corso di una prima frazione nella quale, intensità e agonismo a parte, sono mancate soprattutto le conclusioni a rete (appena tre per parte).

Vuole dire la sua il Palermo, ed ecco spiegato perché alla ripresa delle ostilità Gasperini azzarda il temutissimo e sempiterno Miccoli al posto di un evanescente Budan. Ma il secondo tempo inizia col botto: venti secondi dal fischio d’inizio e Hamsik scende rapido nella metà campo avversaria, s’accentra e spara col mancino, sfiorando il palo destro della porta di Ujkani. Il Napoli mette pressione e provoca non poche ambasce ai rosanero, anche se il fantasista salentino al 51’ ha sul destro una buona palla servitagli da Brienza, ma sulla sua girata Gamberini dice no. Gasoerini intuisce che, con due giocatori di movimento come Miccoli e l’ex senese in avanti, occorre lì in mezzo un elemento di qualità, cosicché al 53’ toglie Rios e inserisce Donati, un altro vecchietto. Poco dopo, è il Napoli a fare paura: fuga sulla sinistra di Zuniga, sul traversone rasoterra Hamsik stoppa in corsa e tira, la sfera viene rimpallata da Aronica e finisce sul secondo palo, ove Maggio fallisce di poco all’appuntamento con il tap-in vincente in spaccata. Benché provi a giocare di più palla a terra, costretto com’è dalla mancanza di una punta di peso, il Palermo non riesce a rimettersi in carreggiata, specie perché il Napoli si chiude ermeticamente, catechizzato a vivere di veloci ripartenze da lì fino al termine; sicché il Gasp tenta l’ultima mossa: fuori Brienza, un trequartista, dentro Dybala, una punta pura. Poco dopo, anche Mazzarri effettua un cambio, il primo suo, sostituendo al 67’ un discreto Pandev con Lorenzo Insigne. Una manciata di secondi dopo, Hamsik dalla sinistra pesca Cavani sul lato opposto, il Matador tira al volo e Ujkani si oppone con un baguer pallavolistico. Il salteño sfiora la marcatura anche al 69’, quando, su tiro-cross di Zuniga, la respinta dell’estremo difensore rosanero impedisce al numero 7 azzurro il tocco letale. La rete, però, è nell’aria: al 72’ Cavani, al limite dell’area, allegerisce sulla destra per Inler, il quale resiste all’intervento rude di Aronica e centra; sulla molle respinta di Garcia, il più lesto a intervenire è proprio Lorenzo che un potente e preciso destro di prima fredda Ujkani, scatenando l’entusiasmo e la gioia di Fuorigrotta. Bravi gli azzurri! Bravi, i nostri ragazzi, ad addormentare la partita e a saper dare il colpo del ko! E bravo anche De Sanctis, che in due occasioni nega a Miccoli la platonica soddisfazione della rete della bandiera: prima al 76’, bloccando un sinistro del minuscolo attaccante da fuori area, poi all’80’ neutralizzando il suo insidioso calcio di punizione sempre dal limite. E c’è gloria anche per Roberto Insigne, fratellino di Lorenzo, che all’85’ debutta in massima serie prendendo il posto di un bravo Hamsik. Nei minuti finali succede poco altro; al Napoli resta il solo mero compito di tenere a bada eventuali ultimi e disperati affondi del Palermo, nella fattispecie con Anselmo, ma il suo sinistro dal limite finisce a lato. Poco prima, Cavani ha clamorosamente marcato visita all’appuntamento con la sua centesima rete in Serie A: il suo pallonetto a tu per tu con Ujkani, dopo aver ricevuto un invito telecomandato di Inler, finisce incredibilmente a lato. A un minuto dal termine addirittura Insigne jr., servito dal fratello maggiore, arriva sul fondo dalla destra e crossa, trovando però l’intercetto di Morganella ad anticipare Cavani. The end. Terza vittoria consecutiva per un Napoli in netta ripresa, paziente e perseverante nel riuscire a contenere i furori agonistici di un Palermo alla disperata caccia di punti, concreto ed efficace, come detto prima, nel riuscire a fare tesoro delle sue chances più nitide. Il successo di oggi, oltre a una forma fisica che sta lentamente tornando in alcuni elementi (soprattutto Zuniga e Maggio), lascia di positivo l’immagine di una squadra una volta tanto non Cavani-dipendente, capace, quando vuole, di riuscire a interpretare positivamente il match sia dal punto di vista tattico e psicologico. Una squadra con non pochi margini di miglioramento, che potrebbe fare ancora di più se la campagna di riparazione invernale portasse qualche altro interprete all’altezza, oltre ad Armero e Calaiò, funzionale all’obiettivo, ampiamente alla portata, della qualificazione Champions, possibilmente al secondo posto: la Lazio è lì a due punti, peraltro grazie ad arbitri ciechi e difensori avversari benefattori, e al ricorso per il Caso Gianello si può riottenere quanto ingiustamente tolto dalla Disciplinare. E le altre, Juventus (a -5 dai partenopei) compresa, perdono colpi. Questo campionato può essere ancora bello per i nostri azzurri.

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