Una parola è poca e due sono troppe

E’ un proverbio che oggi più che mai dovrebbe essere letto e riletto da tanti agenti di calciatori che perdono ogni volta l’occasione di provare a moderare le continue dichiarazioni rilasciate a radio e giornali.

Spesso basta poco per esprimere dei concetti nella loro essenzialità con poche parole, chiare, evitando che, l’eccessiva loquacità, li porti a cadere in contraddizione. Ecco, è da qui che vogliamo partire, per lanciare il nostro monito affinchè giunga forte verso un agente in particolare, quello di ben tre calciatori azzurri, due al centro di diverse trattative di mercato (Sepe e Valdifiori) e l’altro in odore di meritato rinnovo (Hysaj). Sin da Dimaro la sua presenza e le sue parole hanno innervosito non poco anche i calciatori stessi a nostro avviso e la sua figura è stata fin troppo ingombrante. Sepe, ad esempio, avrebbe potuto giocarsi senza timore il posto di vice Reina e approfittare dei leggeri acciacchi del numero 25 azzurro per ritagliarsi i giusti spazi per un portiere come lui che, a 26 anni, cerca la consacrazione dopo un’annata positiva in A con l’Empoli (proprio di Sarri) e una negativa a Firenze, terminata con la messa fuori rosa. E, invece, musi lunghi e sufficienza anche negli allenamenti, con Giuffredi a chiedere garanzie, che, però, a nostro avviso, vanno meritate sul campo, come se le è conquistate un altro suo assistito, Elseid Hysaj. Sepe, adesso, si è fatto gerarchicamente scavalcare da Rafael, uno che a Napoli è stato bruciato sotto ogni profilo, ma che continua a fare il professionista. Le troppe tante parole per il portiere, da parte del suo agente, hanno solo creato un clima di sfiducia intorno al ragazzo che ha vissuto malissimo il doversi giocare un posto dietro Reina quando invece ne avrebbe solo potuto beneficiare. Ma a volte il denaro offusca anche le riflessioni più semplici, come avvenuto con Giuffredi per il suo assistito. Il mercato lo vede lontano da Napoli, ma non sarà facile giocarsi il posto neanche altrove e rischia un’annata come quella di Firenze.

Capitolo Valdifiori – Il ragazzo conosce a memoria Sarri ma sa anche che nel 4-3-3 il suo passo compassato non è utile. E non basta il saper battere (ottimamente senza dubbio) i calci piazzati perchè non si possono fare i cambi come nel calcetto e sfruttare per il gioco da fermo le qualità dei giocatori in rosa all’occorrenza. Ci vuole e ci si aspetta qualcosa in più. Qui, forse, un pò di testardaggine la ha anche il Napoli che non vorrebbe bruciare un ragazzo preso appena lo scorso anno, ma a volte bisognerebbe avere la consapevolezza dei limiti di alcuni giocatori in certi moduli tattici. Sta di fatto che le offerte non sono mancate ma il Presidente si è opposto. Eppure, nonostante, diversamente da Sepe, la fiducia di società e tecnico, sembrano essere tutte per il giocatore, l’agente si lamenta anche di questi attestati di stima e chiede la cessione…forse per una commissione di ritorno?

Meno male che c’è Elseid, dovrebbe dire Giuffredi, almeno lì nessun dubbio. Il ragazzo resta e avrà il giusto adeguamento. Sarà ancora una volta un punto fermo della fascia destra e della difesa azzurra. Almeno fino al prossimo capriccio del suo agente che, in queste ore, sembra aver fatto scuola a sentire le parole di coloro i quali gestiscono uno degli idoli e figli di Napoli, Lorenzo Insigne. Magari è colpa di Marek? dieci anni di Napoli, tanti gol e tanta professionalità che finalmente gli sono valsi uno stipendio adeguato dopo la fascia di capitano. Le cose vanno guadagnate sul campo con la continuità e non con l’exploit di un momento o di una stagione.

Ma questa è un’altra storia….un’altra telenovela estiva…..appena iniziata anche questa, ma sempre nel segno del “Una parola è poca e due sono troppe” perchè a volte il silenzio è d’oro….

A proposito dell'autore

Antonio Lembo

Laureato in Ingegneria Elettronica nel 1999 e Giornalista Pubblicista dal 1996 grazie all'esperienza formativa in Rotopress.

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