UNA GIORNATA MEMORABILE

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Miglior epilogo di una stagione per tanti versi travagliata non poteva essere vissuto dai tifosi azzurri.Il Napoli dopo 6 lunghi anni ritrova la sua casa, la sua giusta collocazione sportiva, quel campionato che per storia, blasone, tradizione e per seguito di tifosi non avrebbe mai dovuto disertare ma che ignobilmente gli è stato sottratto a causa anche di cattive gestioni societarie oltremodo punite dal “Palazzo”.Genoa e Napoli, un destino parallelo per tanti versi  e che domenica si è incrociato sul terreno dello stadio “Luigi Ferrarsi” di Genova, luogo da dove è arrivato una ventata di nuovo sul derelitto calcio italiano, dopo lo scandalo di calciopoli che ha sottratto attenzione al massimo campionato, privo in verità di emozioni, per far centrare gli obiettivi su un torneo cadetto che, forse per la presenza di squadre di rango e di prestigio, è stato il migliore mai visto sotto tutti gli aspetti.Il Napoli si riaffaccia in A con una squadra di guerrieri, una società florida e ambiziosa ed un pubblico sempre più entusiasta del lavoro svolto dal tandem vincente De Laurentiis-Marino.Certo è che ci sarà da cambiare qualcosa in serie A per creare una squadra dignitosa che sappia approcciarsi al massimo campionato con le giuste credenziali.Non dovrà essere rivoluzione perché l’intelaiatura della squadra è solida e robusta, ma i 4-5 innesti paventati da Marino dovranno aggiungere una buona dose di tasso tecnico che consenta alla squadra di avere maggiori soluzioni e maggiori alternative di gioco.Se la il reparto difensivo ha vissuto una stagione entusiasmante e ha contribuito in maniera determinante alla promozione, risultando la migliore del campionato con soli 29 gol al passivo, lo stesso non si può dire dell’attacco che, salvo Calaiò, non ha visto brillare i suoi uomini di spicco.Solamente 52 i gol messi a segno dal Napoli in campionato così distribuiti:15 marcature di Calaiò, 8 di Bucchi, 6 di Sosa e Bogliacino, 3 di Dalla Bona e De Zerbi, 2 di Trotta, Domizzi, Cannavaro, Pià, 1 di Montervino, Grava, Maldonado.

Una promozione, quindi, frutto di un ottima capacità difensiva ma di una scarsa attitudine all’attacco, con il centrocampo poco avezzo, a parte Bogliacino, ad inserirsi dalle fasce o per vie centrali.Praticamente nullo l’apporto offensivo dal punto di vista qualitativo e quantitativo dei centrali Gatti, Amodio e Montervino e degli esterni di centrocampo Savini, Rullo e Garics, che hanno invece ricoperto un importante ruolo nei ripiegamenti della squadra, contribuendo in maniera determinante all’ottima prestazione complessiva del reparto arretrato azzurro.Centrocampo da costruire, dunque, per affrontare al meglio la difficile avventura nel massimo campionato italiano. Ci vogliono giocatori maggiormente duttili e versatili che possano aggiungere spessore e qualità ad un collettivo ben assortito, commistione di giovani e promettenti talenti ed atleti nel pieno della maturità agonistica.

A Marino basteranno solo interventi mirati, una semplice operazione di rifinitura su un’opera già ben modellata e che in tre anni, dal ritiro di Paestum ad oggi, è riuscita a compiere un’impresa che rimarrà negli annali del calcio.Archiviato il discorso sul campo si profila un duro lavoro per il D.G. del Napoli ed un calciomercato che torna nuovamente ad essere stuzzicante per i tifosi azzurri. Speriamo che almeno un acquisto col botto ci possa essere.

Auguri a tutti i tifosi del Napoli, tornati di nuovo ad essere, anche formalmente, tifosi di Serie “A”!

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