UNA BOCCA (TROPPO) APERTA

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C’è "bagarre" in questi giorni a Napoli, la tifoseria è in fermento. La causa? "Napoli siamo noi" libro di Giorgio Bocca edito da "Feltrinelli".Libro, questo dello scrittore, figlio di un viaggio a Napoli, dove racconta a suo dire, il dramma di una città nell’indifferenza dell’Italia.Questo libro è suddiviso in vari capitoli, trentadue per l’esattezza, attraverso i quali lo scrittore non lesina di mettere nero su bianco quello che quotidianamente succede nella nostra città.I capitoli presi da noi in considerazione sono il n° 15 e il 27.Partiamo dal 27, riguardante la Napoli Soccer, dove viene detto che l’attuale società è "figlia della finanza inventiva", di cui farebbero parte i grandi rampolli della finanza e della burocrazia. Non vengono risparmiati i nomi: si parte dalle Geronzi, figlie di cotanto padre ai vertici di Capitalia, si passa ad Alessandro Moggi che controlla il mercato dei calciatori, ai Della Valle, per poi arrivare, udite, udite a Luigi Carraio, figlio di Franco Carraro.La gente è un attimo spiazzata, ma non stupida: la "bufala" è arrivata, se si aspettava qualche altro giorno si arrivava giusto a Carnevale.I tifosi dicono, giustamente: se dietro questa società ci sono questi "Figli di papà", come mai il Napoli è ancora in serie C da due anni? Passi per i Della Valle, perché un rapporto societario ci può sempre essere, ma Moggi e Carraro sono assurdi, il Napoli non è certo un feudo della GEA (cosa impossibile vista la presenza del direttore Pierpaolo Marino). Eppoi, Carraro padre ha inflitto al Napoli ed ai napoletani di tutto e di più: può un capo andare contro i propri interessi? Questo è quanto afferma Pasquale Pacia, portavoce di un folto gruppo di tifosi con residenza fissa in curva B: come dargli torto? Il ragionamento non fa una piega.E’ la stragrande maggioranza a pensarla in questo senso ed è molto diffusa l’opinione che questo "capitolo bufala" sia stato inserito apposta per far parlare di questo libro.L’altro capitolo che ha colpito è quello riguardante l’Avv. Mario Maione, proprietario dell’albergo Vesuvio. Durante il dialogo con Maione lo scrittore chiede "dove riuscisse a prendere camerieri irreprensibili e belli, le donne per il servizio in camera con "allure" signorile che riassettano la stanza rapidamente, rispondono a tono a qualsiasi domanda come se arrivassero da un altro pianeta". Una frase che ferisce tutti i napoletani.Veda Sig. Bocca, siamo spiacenti di averLa delusa, a Napoli ci sono persone belle, intelligenti, lavoratori e lavoratrici, pagano anche le tasse, certo ci sono anche persone non belle, chi non ha un lavoro, chi non paga le tasse, come in tutte le città del mondo, compresa la sua Cuneo. Certo che se il grande TOTO’ l’avesse saputo prima, i tre anni di militare sicuramente li avrebbe da qualche altra parte…

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