Un problema mai risolto

 

Ai difensori centrali del Napoli non mancano i centimetri. Semplicemente sono carenti in alcune antiche virtù dei difensori di una volta. Quelli che, sui corner e sugli avversari più pericolosi, mettevano in atto una serie di furbizie e pressioni: il contatto fisico preventivo, la spintarella, la trattenuta e ogni piccola scorrettezza tesa a “distrarre” l’’avversario. Chiamiamoli pure mezzucci che, ovviamente, contro l’’avversario di classe e di elevazione superiore non assicurano il successo. Però, se gli avversari del Napoli su palla aerea non si chiamano Sergio Ramos ma Falcinelli e Skriniar, allora il Napoli ha un grosso problema. Non è pensabile che Sarri non l’’abbia studiato e non ci studi. Nel campionato italiano, quando non è sempre un fuoriclasse a imporsi nel cuore della difesa azzurra, qualcosa si può fare.
Prima di considerare vantaggi e svantaggi della difesa a zona e di quella a uomo, ma anche la difesa alta, è opinione diffusa che i difensori del Napoli siano oltremodo corretti. In occasione del goal di Politano, prima si lascia staccare indisturbato il calciatore neroverde, poi sulla ribattuta nessuno è a stretto pressing sul calciatore cercato dal Napoli a Gennaio. Albiol non avrebbe gli occhi di tigre, e Koulibaly non è agile nel saltare in fase difensiva. Quella della correttezza (il Napoli è la squadra meno fallosa della Serie A) diventa un limite quando la partita richiede più sciabolate che colpi di fioretto. Il comandamento di Sarri è “giocare la palla”, cioè mai buttarla via. Ma ci sono circostanze in cui, col possessore di palla in difficoltà (accerchiato, compagni lontani, linee di passaggio ostruite), buttare il pallone lontano o in fallo laterale è più che necessario.
La difesa del Napoli può e deve migliorare perché il bel gioco non sempre assicura i gol di vantaggio necessari. Sarri è “troppo fermo” nelle sue idee e ha le sue idee sulla difesa azzurra. Incorreggibile? Proprio non c’’è niente da fare? E fino a che punto la migliore difesa è l’’attacco? Il Napoli, per le precise qualità dell’’intera rosa, ha difficoltà a difendere considerando non il solo reparto difensivo, ma l’’intera gestione collettiva. Il possesso palla è sempre finalizzato all’’attacco e non è mai un possesso difensivo, teso a congelare il gioco, a proteggere il vantaggio, a cavarsela contro avversari arrembanti. Così sembra. Ma una soluzione deve esserci per non essere belli e dannati a vita. Ed è necessario, col pressing alto, avere sempre una buona copertura perdendo la palla in uscita.
Sarri deve trovare la soluzione. Perché non conta essere alti, ma essere all’altezza.

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Salvatore Stiletti

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