UN MONDIALE AD ALTA TECONOLOGIA

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Dopo gli iniziali rifiuti, la FIFA si sta pian piano aprendo verso l’applicazione della tecnologia al gioco del calcio. Certo, per arrivare alla moviola in campo c’è né ancora di strada da fare ma già per i prossimi mondiali del 2006, in programma in Germania, Joseph Blatter, presidente della FIFA, ha in mente qualche novità sostanziale per aiutare i direttori di gara nelle loro difficili decisioni. Due quelle più importanti: pallone con microchip e terne arbitrali fisse. Per quel che concerne il pallone elettronico, verrà in soccorso all’arbitro nel caso dei cosiddetti gol-fantasma, ovvero segnalerà quando il pallone varcherà completamente la linea di porta. La sua applicazione, comunque, verrà estesa anche per indicare quando la palla supererà le linee laterali che delimitano il rettangolo verde di gioco. Questo innovativo pallone sarà sperimentato già nel corso di mondiali under 17 in programma in Perù. Quanto agli arbitri, Blatter ha aggiunto che la FIFA ha intenzione di creare un gruppo di 46 direttori di gara che, in seguito, diventeranno 32 proprio per consentire un maggiore affiatamento e che saranno affidati anche a degli psicologi. Il presidente della FIGC, Franco Carraro, si è detto compiaciuto della scelta di utilizzare palloni con microchip per evitare i gol-fantasma, ma avrebbe voluto che la FIFA avesse dato la sua disponibilità anche per la moviola in campo. Carraro ha ribadito la sua posizione asserendo che "se la tecnologia può aiutare il direttore di gara senza snaturare lo spirito e la lettura del regolamento, lasciando l’arbitro dominus della situazione, non ci sono cose negative in tutto questo". Blatter, dunque, si sta addolcendo nei confronti della tecnologia applicata al gioco più bello del mondo ma ha riaffermato la sua ferma opposizione per quanto riguarda l’ipotesi della moviola in campo. La netta obiezione del presidente della FIFA sembrerebbe essere dettata dal fatto che non si vuole intaccare il ruolo supremo dell’arbitro e questo, in linea generale, potrebbe essere anche condivisibile. Ma in un calcio in continuo mutamento, dove i calciatori non aiutano certo i direttori di gara, con simulazioni e roba del genere, non sarebbe meglio aiutare questi martiri del pallone evitando di fare un processo ad ogni singola partita?

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