TUTTI I NUMERI DI UN VINCENTE!

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E’appena terminata Napoli- Cagliari : partita inutile ai fini della classifica , vista la sconfitta interna della Fiorentina nel pomeriggio, che ha chiuso aritmeticamente ogni discorso circa la qualificazione per la Champions League. Ci si aspettava una partita soporifera , anche per il triste clima che si viveva sugli spalti del San Paolo , in apprensione per il giovane tifoso napoletano ridotto vigliaccamente in fin di vita in quella che Sabato doveva ( ed è stata purtroppo solo sul campo) una festa di sport. La classica partita di fine stagione dove si sfidavano due squadre zeppe di seconde linee , due compagini che assolutamente più nulla avevano da chiedere a questo campionato. Eppure , sono bastati solo pochi minuti di partita per accorgerci anche noi , strenui difensori del calcio moderno ,di non aver ancora abbandonato del tutto quel provincialismo e quel pessimismo cosmico , che , inconsciamente , ci hanno tramandato le precedenti gestioni tecniche ; quella visione negativa che sempre abbiamo criticato a chi ha inspiegabilmente visto – durante tutto il campionato la “nave Napoli”  infrangersi contro scogli sinceramente immaginari. E già , neanche noi ci aspettavamo il Napoli di questa sera. Una squadra scesa in campo con la determinazione e la concentrazione di chi sa che l’obiettivo “terzo posto” non doveva dipendere dalla gara della Fiorentina ma solo ed esclusivamente da sé stessa. Rafa Benitez non ha lasciato nulla al caso neanche contro il Cagliari : avrebbe potuto rilassarsi , pensare al suo primo trofeo alzato sabato sera in barba a tutti quelli immancabilmente lo hanno denigrato ( e continuano a farlo in modo piuttosto patetico su diverse emittenti radio e video) durante un’intera stagione. Ma non lo ha fatto. Dopo pochi minuti di gioco riesci a capire definitivamente quale sia davvero , tra i tanti , il vero merito di questo allenatore : vedi Fernandez , orfano del sempiterno compagno Albiol , giocare deliziosamente , al pari un veterano al fianco di Britos e fai fatica ad immaginarti che sia lo stesso calciatore spedito in fretta e furia al Getafe appena un anno fa. Ti commuovi nel vedere nuovamente il ritorno in campo di Giandomenico Mesto , laborioso mesteriante ( fresco di rinnovo) della fascia destra , entrato con sudore nelle grazie del tecnico madrileno. Rimani assolutamente sbalordito quando , agli inizi della ripresa , ti accorgi che Pepe Reina sta lasciando il posto a Roberto Colombo, che – dopo tre anni a Napoli – da mero uomo spogliatoio , ha finalmente la possibilità per la prima volta di assaporare il campo del San Paolo prima di ritirarsi definitivamente dal calcio giocato. E’questa la vera forza di Rafa Benitez : aver creato un gruppo di una coesione rara , nel quale anche giocatori inadatti alla sua visione di gioco sanno ritagliarsi il proprio spazio , stupendo positivamente perché ampiamente presi in considerazione dal loro mister : ed ecco quindi i sorrisi di Dzemaili dopo il goal del 3-0 o la positivissima prova di Britos , ormai quasi sicuro partente a fine anno. Il Napoli di Rafa Benitez è quella squadra che manda Marek Hamsik a battere il calcio di rigore , che potrebbe permettergli di sbloccarsi definitivamente. A conferma dell’infausta annata , lo slovacco lo calcia sulla traversa , ma non importa : arriva subito Meertens a consolarlo , Marek riprende a giocare ed è il primo ad abbracciare Dzemaili che – anticipandolo – sigla il goal che pochi minuti dopo chiude la partita. Ma Rafa non si accontenta : qualche minuto più tardi sostituisce Inler e butta nella mischia anche il giovane Zapata. E più tardi richiama in panchina uno straordinario Pandev ( migliore in campo , superate le marcature per lui rispetto lo scorso anno) per dare spazio a Radosevic. Il risultato non cambia e neanche i ritmi di gioco : il Napoli continua a fare la partita con intensità  e soltanto alla fine decide di rallentare per rispetto dell’avversario. Sin prisa , pero sin pausa. Come il grido di battaglia del proprio condottiero. Il condottiero che conosce benissimo pregi e difetti dei propri uomini ma dei quali si fida ciecamente senza distinzioni di sorta: gestione totale della rosa , questa sconosciuta appena un anno fa , dove anche durante la partita più insulsa dell’anno eravamo costretti ad assistere sempre ai soliti e scontati cambi di uomini. Una rosa è composta da 23-24 giocatori , tutti sono utili , tutti devono contribuire a far grande una squadra. Ed oggi il Napoli non è solo quel team che ha conquistato sul campo il record storico di punti in campionato. Non è quella squadra che ha stracciato il record di goal fatti durante una sola stagione o quella che è ad un passo dal conquistare quello di vittorie esterne in campionato. Il Napoli rappresenta quella realtà concreta nella quale sono rinati calciatori troppo spesso messi ai margini , è un club dalla mentalità europea , nel quale non importa chi gioca , dove si gioca e per che cosa si gioca. L’imperativo è cercare sempre di vincere. E questo imperativo ha portato alla fine ad alzare il primo trofeo dell’anno nello stadio di quella Roma , eterna rivale di quest’anno. E mentre la Milano interista già critica il proprio tecnico per aver sprecato milioni sul mercato senza valorizzare appieno i giovani presenti in rosa ( sarà un caso?) , Mazzarri  , da buon ex , non se la prenderà se prendiamo spunto dal suo libro per elogiare il suo successore sulla panchina azzurra : Mister Rafa , il meglio deve ancora venire…………        

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