TURNOVER, LA RISPOSTA DI BENITEZ AD UN CALENDARIO FITTO

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La sosta è quasi alle spalle, sabato sera si riparte e sarà un ritmo forsennato per chi, come il Napoli, sarà impegnato in Campionato ed in Champions con partite praticamente ogni tre giorni. Nelle prossime tre settimane si potrà capire di che pasta è fatta questa squadra  e, soprattutto, si potrà gestire al meglio una rosa che in passato è stata apostrofata, con troppa superficialità, come non attrezzata. E’ chiaro che sarà compito del mister riuscire a ruotare ad arte i componenti del gruppo e, forse, sarà proprio questa la chiave che ci potrà far compiere il definitivo salto di qualità. A vincere e sempre una sola squadra ma l’obiettivo dichiarato della Società è la crescita del gruppo che può avvenire solo attraverso un turnover scientifico ed intelligente . Il Napoli quest’anno non ha apertamente dichiarato, così come fece erroneamente due anni fa, di dedicarsi di più alla Champions ma è chiaro che saranno state fissate le priorità e gli obiettivi fermo restando ciò che è la volontà è quella di far bene in tutte le competizioni. Per fare ciò De Laurentiis si è affidato ad un tecnico sapiente, che ha già vinto in giro per il mondo, tanto da essere considerato un allenatore da Coppe più che da Campionato. A qualcuno che gli chiese come avrebbe gestito il turnover in Italia lui rispose seraficamente d’aver gestito turnover in piazze molto esigenti come in Inghilterra. Di certo non vedremo il turnover scellerato proposto dal tecnico precedente che ci fece perdere diversi punti in Campionato. Ricordiamo tutti l’inizio brillante del 2011-2012 e la terza domenica dove un Napoli lanciato affrontava il Chievo e dovette soccombere per alcune scelte discutibili. Anche le sconfitte di Catania e quella interna contro la Juventus gridavano vendetta e, guarda caso, il Napoli finì col fare risultati negativi alla vigilia delle partite in Champions League quasi a voler sottolineare quanto fosse alta la tensione per la competizione europea. L’anno scorso, poi, si è assistito ad un vero disastro nella gestione dell’Europa League. Un Napoli che ha proposto qualcosa che, forse, non si era mai visto in precedenza e cioè una squadra che giocava una competizione ed un’altra, composta da altri 11 elementi, a giocarsi l’Europa. E’ inutile sottolineare che i risultati dell’Europa League sono stati devastanti e sono costati l’attuale girone Champions ma Benitez è un tecnico troppo navigato per non conoscere l’importanza del turnover. Già in queste prime due uscite abbiamo assistito ad un qualcosa mai visto in precedenza. Il Napoli che termina le gare senza i suoi uomini più rappresentativi: fuori Hamsik, Higuain e Behrami e non come eravamo abituati a vedere in precedenza. Mai abbiamo assistito a cambi che riguardassero Cavani, Hamsik, e Behrami ma sempre i soliti elementi che venivano fatti ruotare con un altro paio di elementi in panchina e si arrivava ai famosi 14 che rappresentavano il nucleo gerarchico da cui Mazzarri è riuscito a ricavare il massimo. Se è vero che quest’anno sono arrivati elementi qualità in attacco, è altrettanto vero che dietro ed a centrocampo saranno sempre i soliti uomini a cantare e portare la croce. Ci sarà da aggiungere al gruppo Rafael, Cannavaro, Fernandez, Armero, Pandev, Mertens e Zapata che saranno gestiti magistralmente da Benitez, un tecnico che non tralascia nulla e che conosce molto bene le dinamiche delle coppe. Benitez sa che un calciatore stanco può infortunarsi più facilmente ma sa anche che non si possono iniziare partite con un rosa stravolta salvo poi cercare di recuperare facendo entrare gli uomini più rappresentativi rischiando di farli infortunare e di compromettere la stagione. La partita di Sabato sera sarà già una gara pre Champions e, probabilmente, Benitez continuerà il suo progetto di rotazione della rosa senza che nessuno se ne accorga…

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