TU QUOQUE WALTER?

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Sono arrivate le prime dichiarazioni di Walter Mazzarri da neoallenatore dell’Inter ma stranamente è ancora sotto contratto con la Società Sportiva Calcio Napoli fino al 30 giugno. Ha fatto credere a tutti, pardon, tranne al 5% dei giornalisti e dei tifosi di essere stanco, di aver bisogno di un anno sabbatico, di aver problemi di salute ma poi, alla fine, ha dichiarato che aveva deciso ad inizio stagione che non sarebbe rimasto. Ha detto di non aver parlato con nessuno ma poi ha detto anche che il suo procuratore, stranamente è l’unico allenatore ad averne, stava vagliando diverse offerte ma forse non ha detto che ci poteva essere già un accordo con l’Inter, probabilmente a sua insaputa, tanto che a 4 giorni di distanza dall’ultima partita con la Roma ha firmato per i nerazzurri. Ecco, in queste dichiarazioni, c’è tutto il personaggio Walter Mazzarri, uno che ha sempre anteposto la sua figura e le sue qualità a quelle della squadra e della Società. Ogni sua dichirazione è mirata a far emergere il suo ego. Non è vero? Allora perché mai parlare di monte ingaggi se una squadra può vantare 12 nazionali e top player del calibro di Cavani, Hamsik, Zuniga, Maggio, Pandev, Behrami e mettiamoci anche “il ragazzino” Insigne? Parla della capacità di “rigenerare” giocatori ma perché non spiega l’involuzione di Inler, Fernandez e Vargas? Dice d’aver inventato Cavani ma perché allora Quagliarella, che non è certo un brocco, non ha fatto gli stessi gol del Matador? E’ famoso per i foglietti e le statistiche che porta in conferenza ma poi dichiara che lui, poverino, non ci fa nemmeno caso ma che qualcuno gli ha fatto notare…. Come mai gli fanno notare soltanto le cose positive? Certo lui di cose positive ne ha fatte e ne farà, intendiamoci, non stiamo qui a mettere in discussione la sua bravura e la sua dedizione al lavoro ma vorremmo far cadere quel velo di ipocrisia che farebbe bene anche al personaggio, all’ambiente ed a parte della critica che continua a difenderlo ad oltranza. Qualcuno continua a dire che non c’è riconoscenza. Bisogna uscire fuori dall’equivoco che questa squadra è scarsa è che Mazzarri ha fatto miracoli. Per sua stessa ammissione la squadra è forte e lo ha dichiarato anche capitan Cannavaro. Allora bisogna ringraziare Mazzarri d’aver raggiunto l’obiettivo alla portata. I miracoli sono un’altra cosa. Miracolo sarebbe stato lo scudetto e chissà se Mazzarri non avesse manifestato i suoi dubbi a campionato in corso ed in piena lotta per il Campionato cosa sarebbe potuto accadere. Chissà se avesse fatto scelte diverse nel periodo della crisi? Perché non provare a cambiare Maggio quando non era in condizione. Perché ostinarsi con Pandev se poi Insigne s’inventa magie come quelle di ieri sera? Riconoscenza l’hanno avuta tutti, , i tifosi che l’hanno acclamato cadendo spesso nella sua rete dei miracoli assecondati anche da addetti ai lavori ipnotizzati dal suo verbo ma, in primis Aurelio De Laurentiis che gli aveva firmato assegni in bianco per la sua riconferma e soprattutto gli aveva affidato il ruolo da Manager da lui tanto ambito. E’ lui che ha fatto scelte di mercato su cui deve prendersi le responsabilità. Mazzarri ci lascerà in dote un secondo posto ma ci ha tolto la possibilità di vedere calciatori come Verratti che ha fatto il titolare in Champions ed ora è in orbita Real Madrid, ha voluto calciatori come Pandev che ha un ingaggio importante ma non assicura continuità e forse è anche fuori dal progetto Benitez. Ha preferito Mesto a Cuadrado che è stato, a nostro parere, il miglior esterno del campionato. Ha fatto il mercato in uscita facendo sbarcare tutti i calciatori non graditi come Fernandez, Vargas, Ruiz ha costretto Radosevic alla primavera preferendogli Donadel, deprezzando il suo valore nello stesso momento dell’acquisto. Ha lasciato far andare via Campagnaro, guarda caso all’Inter. Tratta gli stessi calciatori richiesti dal Napoli come Nainggolan ed Icardi ed ora vuole anche portarsi via qualche azzurro dopo aver smantellato mezza scuderia compreso Santoro che da anni faceva calcio in questa città ma ha preferito seguire il mister con l’incarico di trade union tra lui, la stampa e la Società. Ha parlato di acquisti fatti da lui ed altri fatti dalla Società come se fossero due cose distinte, dichiarando di essere su un’altra lunghezza d’onda. E’ vero, il patron sarà anche molto colorito e fuori dagli schemi ma la metafora della moglie non è mai stata più calzante. Arriva Benitez, non sappiamo se arriveranno le vittorie ma, di sicuro, ci sarà la condivisione di un progetto. Un’alleanza, un patto di sangue come quelli che il toscano sapeva fare solo con i “suoi” tredici fedelissimi. Allora non chiamatelo traditore, tu quoque Walter?

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