TRE GIORNI PER ENTRARE NELLA STORIA

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Cosa può accadere in 72 ore di un tranquillo week-end pre-carnevalesco? Di tutto, vi risponderanno i 500, poi 800, poi 1200 tifosi della Carpisa presenti al PalaFiera di Forlì. Anche per noi, ad essere sinceri, è molto difficile esprimere per iscritto emozioni così intense in un lasso di tempo così breve. A distanza di quattro giorni l’euforia non è stata smaltita, anzi, forse solo oggi ci rendiamo conto dell’impresa di questi ragazzi alla conquista del primo trofeo dell’era Maione. Un trofeo che ha dell’incredibile se si paragona il roster dei partenopei con quello delle altre compagini che hanno partecipato alle Final 8. Solo otto elementi più capitan Morena a disposizione di coach Bucchi, a differenza dei dieci utilizzati dai colleghi di Roma, Bologna, Treviso e gli undici di Siena e Milano (per una sola partita).Ma passiamo ad una breve descrizione di queste incredibili giornate.

Giornata 1

Venerdì 17 non è il giorno ideale per intraprendere un viaggio così importante, ma gli scherzi del calendario ci costringono a mettere da parte la scaramanzia ed a programmare un soggiorno di due notti, anche se il rischio di compiere un secondo viaggio il 17 sera è molto forte. I cartelli delle località adriatiche ci scorrono davanti come flash impressi in una fotocamera: Avezzano, Ancona, Pesaro, poi sempre più vicino; Cattolica, Rimini…Forlì, direzione Palafiera.

Milano è una squadra ostica, ha un roster eccezionale: Bulleri, Grant, Galanda, Calabria, Fajardo, Shumpert, solo per citare alcuni elementi di spicco. Inoltre è in forte crescita dopo la cura Djordjevic; eppure dopo i primi 30’ sono gli azzurri a condurre sul +15, ma a due minuti dal termine l’Armani passa clamorosamente in vantaggio. Sembra di rivedere le scene di un film già visto nella "sala" del Forum poche settimane prima, invece questa volta il finale è a sorpresa. Napoli, colpita, ma non affondata, trova la forza di reagire con una tripla di Larranaga che apre la strada alla vittoria conquistata solo negli ultimi 6". Una vittoria che vale doppio, non solo per l’accesso alle semifinali di Coppa, ma anche per l’attesa rivincita contro l’unico team capace di espugnare il PalaBarbuto.

Subito dopo assistiamo, con grande interesse, all’ultima sfida dei quarti tra Treviso ed Udine che designa la successiva avversaria dei napoletani. Inutile nascondere le legittime speranze di affrontare la squadra dell’ex Allen, nettamente più debole sulla carta; ma i friulani dopo aver sperperato a 4 minuti dalla fine due tiri per portarsi in vantaggio, subiscono un duro parziale dalla Benetton.

L’incontro termina alle 22.25: c’è giusto il tempo di fare un piccolo assaggio della gastronomia emiliana e di sistemarsi in una pensione al centro di Forlì, la giornata che si appresta a venire si preannuncia ancora più emozionante.

Giornata 2

Sabato 18 splende il sole a Forlì. Ne approfittiamo per visitare le bellezze di questo incantevole centro: le chiese di S.Lucia e di S.Antonio Abate, il palazzo Comunale e l’oratorio di S.Giuseppe; mentre tra uno spostamento e l’altro leggiamo i commenti delle varie testate giornalistiche sulla straordinaria vittoria degli azzurri.

Dopo un ricco pranzo a base di lasagne e bistecche ai ferri, l’attesa per le semifinali comincia a farsi insostenibile. 14.30, 15.00, 15.15, il tempo sembra non passare mai. Alla fine si ritorna al PalaFiera. Questa volta conosciamo in anticipo l’eventuale avversaria in finale grazie ad un avvincente Roma-Siena, decisa solo dopo un overtime. Tra gli addetti ai lavori campani c’è una piccola divisione: qualcuno preferisce sfidare Siena, battuta da quattro anni consecutivi fra le mura amiche; altri Roma, quest’anno umiliata al PalaBarbuto. Anche noi preferiremmo sfidare i capitolini se non avessero tra le proprie fila un giocatore da NBA come Hawkins, che abbiamo modo di ammirare in 45 minuti. Tuttavia, dopo la vittoria della squadra di Pesic, non c’è molto tempo per fare pronostici. Occorre superare i detentori degli ultimi tre titoli, la prima classificata dell’attuale campionato e di quello passato, insomma un incontro davvero probante, molto più insidioso, di quello con Milano.

I primi minuti sono di fuoco, i bianco-verdi sembrano superiori in tutti i settori, ma nei minuti finali il cuore della Carpisa prevale per l’ennesima volta grazie agli straordinari Sesay e Rocca che portano la loro squadra ad una storica finale.

Giornata 3

Domenica 19 era previsto un pessimo tempo a Forlì. Le nuvole hanno un aspetto minaccioso, ma fortunatamente non piove. Questa volta, però, la febbre per la sfida serale comincia a salire sin dalle prime ore del mattino. Non ci è mai capitato di assistere ad un evento così importante dal vivo. Esattamente dieci anni fa il Napoli Calcio arrivò in finale di C.Italia con il Vicenza, ma fu eliminato ai supplementari (che neanche questa volta mancheranno). Questa è tutta un’altra cosa. Il pranzo è frugale, la partenza definitiva da Forlì è prevista alle 16, nonostante l’incontro abbia inizio solo due ore dopo. Anche questa volta viviamo momenti di trepidazione. Un passo ci divide dalla storia, un passo ci divide dagli Inferi. Alle 17.10 gli autobus delle due squadre giungono al palazzetto. Per ammazzare il tempo proviamo a sfruttare le demo di Fronte del Basket (gioco che vi sconsigliamo di acquistare) posta nel parterre del PalaFiera; ma dopo 5 minuti di maneggi vari tra joystick e consolle è difficile concentrarsi a pochi minuti dal grande evento. Le squadre entrano in campo per il riscaldamento e finalmente il tabellone luminoso attiva il countodown degli ultimi 20’ di attesa, poi la partita ha inizio. Stop. Inutile descrivervi le fasi di gioco e le azioni svoltesi in quei momenti, probabilmente le conoscete a memoria. Possiamo solo dirvi che il libero del +4 di Greer a 5’’ dal termine è stato il segnale di un’esplosione di gioia sopita da tempi immemori. Urla, abbracci, trenini, invasioni di campo, pianti a dirotto, il post partita sembrava un antico rito di una divinità Greca, in cui la felicità era espressa in tutti i modi possibili.

Napoli è ritornata dopo 38 anni nell’Olimpo del basket. Dopo la Coppa delle Coppe del 69’ è il terzo trofeo del palmares del Napoli Basket. Adesso ne manca solo uno, quello più importante, che speriamo possa arrivare al più presto possibile, per dare maggior lustro a questa bacheca.

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