Suicidio clamoroso: sconfitta pesantissima

Dare continuità alle ultime prestazioni, ma soprattutto ai risultati per restare sempre a due passi dal vertice e continuare a viaggiare con il morale a mille. Il Napoli si presenta al match infrasettimanale contro il Cagliari nelle migliori condizioni possibili, con tutti gli effettivi ad eccezione di Tonelli a disposizione di mister Ancelotti. Partita che si rivela estremamente bloccata nella prima frazione di gioco, con gli uomini di Maran che si dispongono con un 3-5-2 facendo molta densità in mezzo al campo impedendo ai partenopei di giocare con la consueta fluidità. I sardi ostruiscono tutte le linee di passaggio e tentano di far male nelle ripartenze sfruttando l’imprevedibile del Cholito Simeone che fin dal primo minuto impensierisce la retroguardia avversaria, orfana di Koulibaly. Un Napoli poco brillante non riesce a trovare la giocata giusta per superare il pressing dei rivali, perdendo anche numerosi palloni in fase di impostazione. Il mastino Rog corre in ogni zona del campo, giganteggiando anche al cospetto dell’ex compagno Allan, mentre in avanti sono poco propositivi e quasi evanescenti sia Insigne che Lozano. Il risultato di tutto ciò comporta un primo tempo da sbadigli, sebbene il Napoli abbia una ghiottissima chance al quarantaduesimo quando Mertens vede l’unico inserimento di Insigne, che però davanti ad Olsen non è freddo e spreca malamente. Nella ripresa i problemi di costruzione vengono ‘risolti’ da Koulibaly, che entra in campo in luogo di un acciaccato Maksimovic, e di fatto diventa il regista della squadra avanzando ben oltre la metà campo. Sembra una partita stregata da quando il Napoli produce occasioni a raffica ed in tutti i modi possibili. Palla inattiva, passaggi rapidi di prima dai quali scaturiscono occasioni pericolose e tiri dalla distanza. Non ne entra uno: prima Manolas la colpisce fin troppo bene e Olsen respinge, poi è il turno di Koulibaly e Di Lorenzo ma la mira non è mai precisa. Da questo momento in poi si mette in proprio Dries Mertens, che parte dalla propria area di rigore per creare qualche disperato pericolo verso la porta avversaria. Il folletto belga dopo una bella serpentina colpisce un palo clamoroso, poco dopo aver sfiorato un altro gol su un suggerimento perfetto di Di Lorenzo. Il Napoli si sbilancia fin troppo per cercare di sbloccare il punteggio e ha il demerito di farsi trovare impreparato su una ripartenza letale che arriva al termine del match: azione corale del Cagliari che approfitta delle marcature approssimative degli avversari e trova il bersaglio grosso con un inserimento perfetto di Castro. La dura legge del gol si compie al San Paolo, ma non si tratta solo di sfortuna. Dopo le tredici reti all’arrivo riemerge il problema della mancanza di un bomber vero che possa metterla dentro in qualunque circostanza. Il Napoli voleva ottenere due punti in più, invece ne perde addirittura uno a causa di un’imprecisione collettiva in fase di non possesso. È una sconfitta grave e che pesa tantissimo dal momento che gli azzurri sono a meno sei punti dalla capolista Inter, vittoriosa anche contro la Lazio. Tra quattro giorni si torna in campo contro il Brescia di Corini, avversario nettamente inferiore ma ostico per l’intensità e l’idea di gioco ben consolidata. Un mercoledì amarissimo che fa spegnere gli entusiasmi di inizio stagione. Due sconfitte in cinque gare sono troppe: nel calcio conta solo il risultato e il Napoli, almeno in campionato, fin qui ha deluso! 

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Giuseppe Lombardi

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