Strada in esclusiva a PN:”Ancelotti ideale per portare a Napoli la mentalità vincente, valorizza chiunque…”

Pietro Strada, dirigente sportivo ed ex calciatore, allenato da Carlo Ancelotti ai tempi della Reggiana e del Parma, ha rilasciato un’intervista in esclusiva ai microfoni di Pianetanapoli.it.

1) Sei stato un pupillo del nuovo tecnico del Napoli ai tempi di Parma e Reggiana: Carlo Ancelotti che tipo di allenatore è?

“Innanzitutto è una bravissima persona, molto equilibrata ed anche particolarmente intelligente. Nel corso della sua carriera ha dimostrato di saper cambiare idea. Essendo uno dei calciatori principe del calcio di Sacchi ed avendo fatto anche il secondo del mister nella Nazionale ha iniziato proponendo un 4-4-2, ma in seguito si è completamente adattato ai giocatori che aveva ed è poi riuscito a insegnare un calcio totalmente diverso nonostante fosse partito da una base tipicamente “sacchiana”. E’riuscito anche a far giocare tanti giocatori offensivi insiemi, cosa che nei primi anni magari non era propriamente nelle sue corde.”

2) Per il post-Sarri non si poteva scegliere di meglio…

Sicuramente, Carlo è un vincente. Io penso che nell’ottica di De Laurentiis ci sia l’intenzione di vincere un trofeo. Negli ultimi due anni, nonostante siano stati disputati campionati straordinari, il Napoli è arrivato rispettivamente terzo e secondo, per cui il presidente avrà fatto la scelta di un tecnico che ha sempre vinto in tutte le Nazioni. Ancelotti è l’allenatore giusto per far fare un salto in avanti dal punto di vista della mentalità vincente, non solo dei giocatori ma di tutto l’ambiente. Credo che sia la persona ideale per portare quest’aspetto, che probabilmente manca ancora nella testa della squadra e della città.

3) Quale modulo proporrà al Napoli?

Il fatto che sia diventato camaleontico nella proposta del gioco sarà fondamentale per la tipologia di calciatori che avrà a diposizione, secondo me non si baserà su un modulo ben definito, anzi ha dimostrato nella sua carriera di adattarsi ai giocatori di maggior talento. Ripeto, a mio avviso non partirà da un modulo ma dai calciatori. Carlo all’inizio della sua carriera era un pò integralista, chiaramente non come Sacchi né come Sarri, ma seguiva un pò quella linea. Successivamente ha concentrato la propria attenzione, in maniera molto intelligente, sulla tipologia degli uomini della rosa, così come ha fatto alla Juventus, poi al Milan con l’albero di Natale, in seguito al PSG con il 4-3-3, poi ha proposto un 4-2-3-1… bisogna capire quale sarà la campagna acquisti che attuerà il Napoli.”

4) Per caratteristiche: qual è la tipologia di calciatori che vengono richiesti da Ancelotti?

“Essendo stato un giocatore d’equilibrio, non è un caso che le sue squadre siano sempre molto equilibrate. Solitamente richiede calciatori che possano essere determinanti sia in fase difensiva che in quella offensiva, poi è chiaro che ha dimostrato negli anni di voler proporre numerosi calciatori d’attacco, la sua prerogativa quindi è quella di proporre un bel calcio . Tutti quei calciatori che dal punto di vista tecnico e fisico presentano spiccate caratteristiche, con lui trovano sicuramente spazio e anzi hanno modo di essere valorizzati. Una sua grande dote è quella di non giudicare mai un giocatore sulla base di poche partite, ma gli consente di potersi integrare e di sfruttare le proprie caratteristiche. Ricordo un episodio al Parma con Hernan Crespo, lui era molto giovane quando arrivò e aveva avuto qualche problemino al ginocchio. Contro la critica di tutti coloro che volevano in campo qualcun altro Ancelotti lo ha aiutato a crescere, e poi abbiamo visto tutti che carriera ha fatto Crespo…”

5) Un allenatore determinante nella tua carriera…

“Assolutamente, Ancelotti è stato il tecnico più importante che abbia avuto. Carlo mi ha dato l’opportunità di giocare nel calcio che conta e quando andò al Parma mi portò con sè per cui non posso che essergli grato. Negli ultimi anni sono diventato un tifoso di Ancelotti, ho sempre sperato che potesse raggiungere i migliori risultati perchè è una persona che lo merita. E’stato fondamentale non solo come allenatore, ma in primis come uomo. Tifo sempre per le squadre che allena, quindi ora “Forza Napoli!”

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