Spalla a spalla fino alla spiaggia ma Rafa ci metta del suo

Nonostante un mercato deludente ci si aspettava di più dal tecnico e dalla squadra. Analizziamo i motivi di una crisi

aue e benitez

Spalla a spalla – è il leitmotiv di inizio anno di Rafa Benitez, come “ci può stare” o “arrivare freschi alla spiaggia” ma, di questo passo, rimarremo con queste perle lessicali ma con un pugno di mosche in mano. Il Napoli, se non è in crisi, poco ci manca. Nelle ultime cinque gare ha collezionato la miseria di sei punti ma, dato ancor più preoccupante, ha mostrato di essere in una totale crisi di idee e di gioco, tolta la buona ora contro l’Inter.  E’ palese che sul banco d’accusa finisca il tecnico pluridecorato, bersagliato da tutti per le sue accuse al calcio italiano ma, in questo momento, difficilmente difendibile ed in grande difficoltà.

Alibi – se a suo favore gioca un mercato estivo deludente, e l’inizio di campionato con handicap, c’è da dire anche che lui stesso ha avallato il mercato dichiarandosi soddisfatto ed affermando che la squadra era superiore a quella dello scorso anno. Probabilmente avrà pesato anche l’assenza di Reina, ma è soltanto colpa del suo “aziendalismo” e della sua ostinazione se, abbiamo dovuto assistere ad un numero considerevole di incertezze, ultima quella sciagurata di Palermo, per vedere un cambio tra i pali del giovane Rafael con il più esperto Andujar. Quindi un Benitez che, almeno fino a questo momento, non è riuscito nel suo intento, per quanto condivisibile, di dimostrare al calcio italiano che non è solo difendendosi che si possono vincere titoli. Il suo progetto è praticamente naufragato nelle ultime settimane dove il Napoli è passato dal 3 posto, con la possibilità di agguantare la Roma, al quinto facendosi superare dalla Lazio e dalla Sampdoria.

Inerzia – quello che più ha colpito in questo momento di crisi è l’inerzia del tecnico spagnolo. Al pari di chi l’ha preceduto, nei momenti di difficoltà, non si è mai inventato nulla di nuovo. Sempre lo stesso schema, sempre la stessa sostituzione, di uomo, addirittura allo stesso minuto. Va bene il turnover scientifico ma non va bene la “non lettura della gara”. Ieri ad esempio aveva già deciso che doveva uscire Callejon, e così è stato. E così non va bene. Le partite vanno lette, analizzate e la strategia può essere cambiata anche durante la gara. Dopo la partita di Verona ci si aspettava un Napoli arrembante, che partisse a razzo. Invece la solita gestione “no stress” della partita. Risultato? Un primo tempo letteralmente regalato agli avversari. Mai un cambio fuori dagli schemi, tra primo e secondo tempo, quasi a tuonare contro la squadra e contro chi mette poca concentrazione in campo. Mai un calciatore inchiodato con le spalle al muro, anche attraverso una punizione esemplare. Mai una reazione di pancia. E così il Napoli si trastulla da inizio campionato non riuscendo a trovare stimoli soprattutto contro le cosidette piccole come l’Atalanta che, nel doppio confronto gli ha sottratto ben 4 punti. Troppo poco per un tecnico della sua esperienza e della sua storia. Troppi errori commessi come quello di ieri di non approfittare della superiorità numerica per fare un cambio offensivo come quello di togliere un esterno difensivo e mettere un attaccante o, quantomeno, un calciatore in grado di fare la superiorità numerica.

Moduli o uomini – spesso ci si è focalizzati sulla sua ostinazione a non cambiare modulo. Più che il cambio di modulo, che è soltanto uno specchio per le allodole, si poteva cambiare uomini e non secondo idee precostituite dei doppioni in ogni ruolo. Ci viene da pensare perchè Henrique non ha trovato spazio a destra quando Maggio, pur riconoscendogli grandi doti dinamiche, non riesce a dare garanzie di copertura. E poi perchè Callejon deve arretrare e lanciare Maggio negli spazi se poi non riusciamo a fare un cross degno di tal nome. koulibaly, ad esempio, ha fatto una partita sontuosa come esterno destro in Europa League. Perchè non è stato più riproposto? Uno con il suo fisico ed il suo dinamismo, nella mediocrità del calcio italiano potrebbe fare la differenza in quel ruolo e forse anche in altre posizioni del campo in particolari situazioni di gioco, per esempio in un centrocampo quando c’è bisogno di difendere un risultato. E’ possibile che Jorginho non debba più fare una partita se è arrivato a Napoli con le stimmate del nuovo Pirlo? Perchè ostinarsi a cercare di recuperare Hamsik quando si ha Gabbiadini in grande forma? Una serie di interrogativi ai quali Rafa ha mostrato di non saper rispondere, e cosa ancora più grave, ha dimostrato confusione nelle scelte anche nello schieramento iniziale. Ieri, ad esempio, perchè De Guzman e non Mertens dal primo minuto?

Situazione ibrida – Fatto sta che il Napoli sta facendo peggio dello scorso anno in campionato, non ha migliorato il difetto in fase difensiva ed anche la qualità di gioco è calata. Quest’anno sta trovando, stranamente, anche difficoltà offensive soprattutto per la crisi che stanno vivendo gli esterni, calciatori fondamentali nel 4-2-3-1 dell’allenatore spagnolo. Insomma una matassa tutta da sciogliere per Benitez che ha a disposizione questo mese di aprile per tirarsi fuori da questa situazione ibrida nella quale si è cacciato nella quale si giocherà tutto.  Il Napoli non può essere quello di Palermo, Verona e nemmeno quello del San Paolo contro l’Atalanta. Ci metta del suo Rafa Benitez, dimostri con i fatti che le sue teorie sono corrette, spalla a spalla fino alla spiaggia ma è arrivato il momento per dimostrare il suo valore! In caso contrario sarà un fallimento…

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Francesco Capodanno

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