SOSTA(RE) NEL MOMENTO SBAGLIATO

Un Napoli croce e delizia, un Insigne croce e delizia. Ma che peccato fermarsi proprio ora. Fermarsi ora che il Napoli sembra aver intrapreso la strada giusta, con la terza vittoria consecutiva in sette giorni. Prima Sassuolo, poi Bratislava e oggi contro il Torino a conferma dei progressi fatti e di una ruota che inizia a girare per il verso giusto, anche se il karma fino al 55′ scherzava e derideva gli azzurri. Ci sono volute ben 7 occasioni da gol prima di arrivare al pareggio e tra queste un’azione fantozziana con Insigne che colpisce il palo solo davanti alla porta e Higuain che per ben due volte non riesce a piazzare il pallone in rete. Ovviamente il gol granata, dell’ex Quagliarella, è arrivato al primo tiro in porta degli uomini di Ventura giusto per far capire che la luce in fondo al tunnel doveva essere conquistata utilizzando le armi giuste: cattiveria, rabbia, corsa e tanta, tanta voglia di vincere.

E infatti nel secondo tempo il Napoli l’ha ribaltata. Le lacrime di Insigne, le rincorse di Higuain, la voglia di Callejon, il dinamismo di Gargano gli azzurri anche contro il Toro hanno dimostrato di essere inarrestabili quando i ritmi diventano frenetici. Ma ecco la croce, paradossalmente fallosi e imprecisi nel momento di gestire e rallentare il gioco. Difetto da risolvere, da sistemare il prima possibile e proprio ora che vittoria su vittoria il Napoli poteva iniziare a smussare questi spigoli ecco arrivare la sosta. Una sosta che non deve distogliere l’attenzione ma che dopo un filotto di tre vittorie dà fastidio sia ai tifosi, che stanno ricominciando a sostenere la squadra (dallo striscione polemico agli applausi a Gargano nel giro di 60 minuti), che agli stessi giocatori consci di poter continuare a vincere sulle ali dell’entusiasmo. Perché una delle poche certezze nel calcio è che vincere aiuta sempre a vincere. Benitez lo sapeva, gli azzurri lo sapevano ed ora che anche i risultati sorridono, lavorare è la giusta ricetta per dimenticare definitivamente una falsa partenza.

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Claudio Cafarelli

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