Soprassediamo!

Cagliari-Napoli 0-1 al 92’ gol di Milik e gol dell’ultima vittoria in trasferta del Napoli. Dopodiché, in tre gare di campionato più una di Coppa Italia, sono arrivate due sconfitte e due pareggi, con 0 gol segnati!

C’è un problema trasferta, non c’è che dire. Il Napoli ha gli stessi punti della Juventus in casa, ben 32. Sono le due squadre che hanno conquistato più punti tra le mura amiche. E anche nettamente, se pensiamo che poi c’è il Milan che ne ha fatti 24. I conti per gli azzurri non tornano in trasferta, dove hanno totalizzato appena 20 punti, a fronte dei 31 della Juve.

Ma perché una simile situazione? Con l’Inter a Milano il Napoli ha avuto il match point al 90’ con Zielinski, ma l’ha fallito ed è stato punito da Lautaro Martinez. Nel doppio confronto col Milan, sempre a San Siro, uno in campionato e l’altro in Coppa Italia, la squadra azzurra ha giocato come peggio non poteva. Ed ha pareggiato una partita e perso l’altra. Con la Fiorentina invece il Napoli ha dominato, ha fallito una serie interminabile di occasioni da gol, soprattutto con Mertens. Alla fine lo 0-0 (festeggiato dai fiorentini chissà perché?) è stato risultato bugiardo, ma che lancia molti interrogativi.

Non è la prima volta che Mertens fallisce gol come quelli divorati davanti al giovane Lafont. Attenzione, non vogliamo lanciare strali contro il belga, ma solo evidenziare certe cose che possono vedere tutti. Molti sostengono che Mertens fallisca molti gol perché non si senta più tranquillo, ora che Milik è tornato pienamente in forze. Ma un giocatore che gioca di meno come Dries e che vuol riprendersi ciò che è suo (il posto da titolare) a tre metri dal portiere avversario, non può appoggiare la palla di piatto per fare il gol di classe. Deve spaccare la porta, bucare la rete, fare gli occhi cattivi. Invece Mertens ogni tanto si specchia nella sua classe. Quel gol lì lo ha già sbagliato altre volte. Il contratto che scade tra due estati e il posto da titolare perso non c’entrano nulla, se non a peggiorare le cose.

Un caso completamente diverso è quello di Insigne, anche lui sprecone a Firenze (e non solo). Il piccolo folletto frattese ha già avuto in carriera questi momenti di appannamento. Sono proprio questi che non ne hanno fatto un fuoriclasse. Ed è proprio la mancanza di fuoriclasse in questo Napoli che sembra la nota più dolente. Intendiamo un tipo che con la sua esperienza e tecnica induca pure gli altri a fare le cose importanti, uno di quelli che ti “costringa” ad essere più forte di quello che sei. I giovani bravi e di prospettiva, gare come quella di Firenze, non le vincono.

Non vogliamo perderci in paragoni, ma basti vedere come la Juventus sta vincendo le sue partite per capire tutto. Anche a Sassuolo, la “signora” ha vinto quasi non volendo farlo, graziata dagli errori dei neroverdi di De Zerbi. Poi nel momento più difficile ha fatto tre gol. Stesso andamento all’Olimpico contro la Lazio: 1-0 per i biancocelesti, poi gli uomini di Inzaghi si sono mangiati l’inverosimile e la Juve ha vinto quasi senza volerlo (forse si sarebbe accontentata anche di un pari, vista la grande partita che stava giocando la Lazio).

E’ questione di fame, di cattiveria, di logica del calcio, di tecnica, di crederci sempre. Bisogna mettere da parte le beghe contrattuali, i personalismi e pure il gossip tipo quello riguardante Hamsik, sulle varie feste di addio preparate per lui, per la sua signora e per la sua prole. Il Napoli ha soprasseduto sulla prima offerta dei cinesi non ritenuta congrua. Noi soprassediamo su questo caso e sui risultati non brillanti in trasferta del Napoli. Non è il momento dei processi (se fosse il caso). Sta per riprendere l’Europa League e mancano ancora 15 giornate al termine del campionato. Soprattutto per quanto concerne la seconda coppa europea per club, ci sarà ben poco da soprassedere.

di Vincenzo Perrella

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Luigi Giordano

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