SOLO QUATTRO VOLTE GLI OROBICI HANNO VIOLATO IL SAN PAOLO

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Pierpaolo Marino, Guglielmo Stendardo, Luca Cigarini e German Denis. Per i 4 ex di questo Napoli – Atalanta edizione n. 46, il match del San Paolo rappresenta qualcosa di speciale, per Marino e Stendardo poi il legame c'è ( e forte ) anche con la Città. Ma per i nerazzurri bergamaschi la gita a Napoli  stata quasi sempre fonte di delusione. Il Napoli ha vinto in 31 occasioni, a fronte di 10 pareggi e sole 4 sconfitte, l' ultima delle quali pure molto recente. La sera dell' undici aprile 2012 gli ospiti si imposero con un clamoroso 3 -1 ( per gli azzurri segnò il " Pocho " Lavezzi ). Ma i ricordi tristi, per questa sfida, fortunatamente sono ben pochi. Altri famosi giocatori – allenatori hanno vissuto la doppia esperienza Bergamo – Napoli ; parliamo di nomi del calibro di  Marcello Lippi e Beppe Savoldi, nonchè di Emiliano Mondonico. Ma su tutti, a nostro modesto avviso, spiccano le figure di Hasse Jeppson ed Ottavio Bianchi. Il primo, svedese, consacra tosi con altri suoi compagni al mondiale di Brasile 1950, fu acquistato dall' Atalanta. Nella estate del 1952, il comandante Lauro sborsò ( per l'epoca ) l' iperbolica cifra di 105 milioni per farlo scendere a mergellina. Naturalmente, fu subito soprannominato " 'O banco è Napule ". Contro il suoi ex compagni segnò addirittura un poker di gol il 27 settembre 1953, per uno scoppiettante 6 -3 finale, ma anche nel match successivo fu decisivo, siglando ad otto minuti dalla fine l' 1 -0 conclusivo. Ottavio Bianchi ha invece vissuto la doppia esperienza sia come giocatore che come allenatore. E nel 1986 -1987 compì il suo capolavoro, portando gli azzurri alla conquista dello storico, primo tricolore. A Bergamo poi, ha fissato la sua dimora abituale, quindi pure ( magari soprattutto ) per lui, Napoli – Atalanta non potrà mai essere una gara normale. Arrivato a Napoli nel 1989, Gianfranco Zola non era ancora il " Magic Box " come lo chiameranno in seguito gli inglesi, ma già dall' inizio del suo sbarco in riva al golfo aveva fatto vedere di che pasta fosse fatto. Ma fino al 3 dicembre 1989 iscritto il suo nome nella categoria dei marcatori in serie A. E proprio l' Atalanta, fu la sua prima vittima. Diego preferì accomodarsi in panchina ( complice una caviglia malconcia ), pronto ad entrare in caso di bisogno. Ma per fortuna non ce ne fu bisogno. Già alla fine del primo tempo gli azzurri conducevano per 2 -0, grazie alle reti di Crippa al 9° e di Careca su rigore al 28°. Il sigillo definitivo al successo lo siglò il piccolo " Tamburini sardo " al 48°. Ecco come : Zola riceve la palla da Crippa appena all' interno, e con una morbida palombella alla " Del Piero ", spedisce la sfera all' angolo opposto a quello di tiro, facendo spellare le mani dagli applausi all' intero San Paolo. E quello fu il suo " debutto " nel tempio dei goleador…

 

Ma Zola fu decisivo anche due anni dopo, quando, a sei minuti dal fischio finale, regalò la vittoria per 1 -0 al Napoli con una delle sue magnifiche punizioni,  il 1 primo giorno di settembre dell' anno di grazia 1991, in una gara dall' andamento curiosamente simile a quella di tre anni prima, il Napoli ( sempre al primo turno di campionato, esattamente il 9 ottobre 1988 ) vinse all' ultimo respiro al 91° grazie al debuttante Simone Giacchetta, che sfruttò uno strano rimpallo in area, dovuto ad un intervento col…pugno dell' immaginifico Diego, suscitando le giuste proteste degli atalantini, che ormai assaporavano l' ebbrezza di un pareggio al San Paolo. Negli anni '60 la parte del leone la faceva Josè Altafini, sempre in gol fra il '68 ed il '72 in tre occasioni. Ma la sua grande giornata la visse il 17 ottobre 1965, quando il Napoli di Pesaola schiantò gli orobici con un fragoroso 5 -1, con racchiuso pure il primo gol di Omar Sivori in maglia azzurra. Josè però, di gol ne fece tre. Lo imiterà Higuain sabato sera ? E perchè no…

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