SOLO IL RIGORE SALVA UN NAPOLI SVOGLIATO

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Napoli (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro (56’ Zúñiga), Cannavaro, Aronica; Maggio (83’ Vargas), Inler (90’ Lucarelli), Gargano, Dossena; Hamšik, Pandev; Cavani. A disp.: Rosati, Džemaili, Fernández, Britos. All. Mazzarri.

Bologna (3-4-1-2): Gillet; Cherubin, Antonsson, Raggi (72’ J.Crespo); Morleo, Mudingayi, Pérez, Pulzetti (75’ Garics); Taïder; Acquafresca (73’ Ramírez), Di Vaio. A disp.: Agliardi, Khrin, Rubin, Giménez. All. Pioli.

Arbitro: Brighi (Guardalinee: Tonolini- Padovan. IV uomo: Pinzani).

Marcatori: 14’ Acquafresca (B), 70’ rigore Cavani (N).

Ammoniti: Mudingayi (B), Morleo (B), Cherubin (B), Di Vaio (B) e Dossena (N)

Recupero: 1’ pt, 3’ st.

Mazzarri conferma la formazione-tipo con la sola eccezione di Pandev al posto dell’ancora infortunato Lavezzi, mentre sull’altro fronte Pioli ovvia alle assenze di Loria, Portanova e Diamanti schierando Cherubin e il debuttante franco-tunisino Taïder, preferito a Ramírez. Inizio equilibrato: il Napoli tenta di fare la partita, ma è il Bologna ad andare al tiro per primo già al 3’ con Mudingayi che dai 25 metri spedisce di destro abbondantemente a lato; bloccati in fase offensiva dal pressing alto dei rossoblù e soprattutto dalla marcatura asfissiante dello stesso Mudingayi su Hamšik, i partenopei si affidano ad azioni di rimessa, come per esempio al 9’: calcio di punizione di Pandev a rientrare da destra, smanacciata di Gillet, sulla respinta Gargano rimette in mezzo, spizzata di Campagnaro per Hamšik che a tu per tu con il portiere felsineo gli tira addosso, mancando una clamorosa occasione per portare i suoi in vantaggio. Il Napoli continua ad attaccare e col passare dei minuti sembra prendere il predominio del match, ma il Bologna caccia la testa fuori dal sacco al 13’, con Di Vaio che tira dal limite direttamente tra le braccia di De Sanctis, e un minuto dopo addirittura passa in vantaggio: Pulzetti mette in mezzo, inopinato liscio di Campagnaro e Acquafresca, nel cuore dell’area, batte il Pirata Morgan con un rasoterra di destro. La rete subìta scoraggia il Napoli, che non riesce ad imbastire azioni concrete e pericolose, frenato dalle chiusure accorte e precise del centrocampo bolognese ma soprattutto da marchiani errori in fase d’impostazione; a svegliare i suoi compagni ci prova Hamšik al 32’, con un tiro dal limite deviato di schiena da Antonsson, seguito da Gargano e finanche da Cannavaro, che rispettivamente al 37’ e al 39’ tentano invano la sorpresa con tiri dalla distanza; altra occasione fallita al 42’: Pandev, servito da Inler, tira a giro di sinistro con palla a lato. Il Bologna contiene senza soverchi affanni, e tra i fischi di un San Paolo infastidito dalla pessima prova dei partenopei si chiude il primo tempo.

Nella ripresa ci si aspetterebbe una reazione immediata e decisa del Napoli che di fatto, pur seguitando a commettere sbagli nel creare gioco, si getta all’attacco e sfiora il pari al 10’ quando, su corner battuto da Hamšik, Cavani allunga di testa per Pandev il quale, a un passo dalla porta, viene anticipato di forza da Cherubin che gli impedisce di girarsi; poco dopo, break del Bologna: da Di Vaio a Morleo che dal limite non crea noie a De Sanctis. Al 19’ nuovo tentativo degli azzurri dalla distanza: stavolta è Aronica a provarci, ma Gillet è pronto e blocca. Dopo un altro brivido per i tifosi partenopei, con Maggio che riesce ad anticipare sotto porta Acquafresca servito magistralmente da Di Vaio, al 24’ ecco l’episodio che raddrizza la partita: un tiro di Inler rimpalla sul braccio di Pérez in area di rigore; Brighi, dopo un attimo di indecisione e tra le proteste dei giocatori felsinei, concede al Napoli il penalty che Cavani, fin lì molto in ombra, trasforma spiazzando Gillet. Il pareggio rianima il pubblico e i giocatori azzurri che, galvanizzati, si lanciano in avanti, ma vengono ostruiti nuovamente dalla diga dei ragazzi di Pioli, nonostante l’inserimento di Zúñiga sulla fascia destra e di Vargas e persino del redivivo Lucarelli in attacco. Tuttavia, i partenopei si producono in iniziative solitarie che non sortiscono effetti e continuano nei loro banalissimi errori, soprattutto con Vargas che, seppur con pochi minuti a disposizione, non riesce ad incidere, dando ancora l’impressione di essere avulso al gioco e agli schemi dell’intero collettivo. Nei minuti finali è addirittura il Bologna a sfiorare il goal due volte, entrambe con Di Vaio che al 43’ si fa anticipare in extremis in area da un tackle di Zúñiga e al 47’, su cross teso di Morleo, tocca d’esterno destro costringendo De Sanctis alla parata. Il fischio finale del signor Brighi lascia ai quarantamila di Fuorigrotta l’amaro in bocca per un pareggio strettissimo che sa d’occasione perduta, per il Napoli, di risalire posizioni in classifica e lottare per l’Europa per conta; pari, al contrario, utilissimo e prezioso per il Bologna in chiave-salvezza.

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