SEGNA HAMSIK E TORNA ZONA NAPOLI

SEGNA HAMSIK E TORNA ZONA NAPOLI src=

Napoli(3-5-2): Gianello, Contini, Cannavaro, Domizzi, Grava (dal 14' st Garics), Pazienza, Blasi, Hamsik, Savini (dal 14'st Bogliacino), Lavezzi, Calaiò (dal 26'st Sosa). A disp. Navarro, Garics, Rullo, Dalla Bona, Montervino, Bogliacino, Sosa. All. Reja

Palermo(4-4-1-1): Fontana, Cassani, Barzagli, Zaccardo (dal 10' pt Cossentino), Balzaretti, Jankovic, Guana, Migliaccio, Caserta (dal 43'st Tedesco), Simplicio (dal 24' st Bresciano), Amauri. A disp. Agliardi, Cossentino, Tedesco, Di Matteo, Bresciano, Cani, Romeo. All. Colantuono

Arbitro: Banti di Livorno

Marcatori: 47' st Hamsik

Note: ammoniti Domizzi e Blasi

Recupero: 2' pt   4' st

Terre dal sapore antico, accarezzate dal sole e lambite dal mare. Sole intenso che scalda i cuori dei suoi figli e un mare azzurro che si perde nel cielo di Napoli o si distingue dal colore rosa, non solo simbolo di una squadra ma anche dell'amore che i suoi tifosi provano per Palermo. Passione e fantasia, orgoglio delle proprie origini ciò che accomuna due popoli, due tifoserie, divise unicamente dall'appartenenza calcisitica. Uomini d'amore. Si legge così ma si scrive Napoli- Palermo. Due nomi, due città per rappresentare stati d'animo comuni e profondi. Napoli e Palermo vicine anche in una classifica che ha poco o nulla da chiedere a questo campionato se non qualche punticino per mettersi al sicuro e qualche soddisfazione da togliersi e da togliere ai propri tifosi innamorati. La cornice del San Paolo sotto le stelle accoglie un Napoli che deve fare a meno degli squalificati Mannini e Gargano, sostituiti da Grava e Pazienza con il palermitano Calaiò, preferito a Sosa, a far coppia con Lavezzi in attacco. Contini prende il posto di Santacroce, assente dell'ultimo minuto. Dall'altra parte torna Colantuono con tanti grattacapi per via di squalfiche e infortuni. Zaccardo si sposta al centro della difesa mentre Amauri agisce da punta unica, supportato dagli inserimenti di Jankovic, Simplicio e Caserta.

E' un Napoli decisamente brutto quello del primo tempo. Napoli che, oltre alla cronica assenza di gioco, si sistema male sul terreno di gioco fin dalle prime battute regalando, di fatto, il centrocampo al Palermo. Tre marcatori su Amauri sono inutili mentre Blasi al centro, per tenere d'occhio gli inserimenti di Simplicio, un eccesso di prudenza. Accade allora che il Napoli confeziona solo un paio di situazioni degne di nota con Domizzi di testa (4') e con una doppia conclusione di Pazienza prima e Savini poi intorno al trentaquattresimo. Non è un caso che le uniche conclusioni arrivino da difensori e centrocampisti. Non che il Palermo proponga nulla di trascendentale. L'undici di Colantuono è però ordinato e ben disposto nonostante una difesa tra le più battute e l'infortunio di Zaccardo dopo appena dieci minuti. Non soffre quasi mai, eccetto qualche iniziativa personale di Lavezzi, nettamente più veloce del dirimpettaio Cossentino. In fase offensiva si fa vedere invece con la traversa di Balzaretti (8') e con le conclusioni di Migliaccio (28') e Amauri (42') che girano non molto lontano dal palo. Il primo tempo termina tra i fischi del San Paolo che non ha gradito, a ragione, lo spettacolo offerto dagli azzurri.

Nella ripresa non cambia il tema tattico con il Palermo a fare la partita e il Napoli in evidente difficoltà. Un acuto solo al terzo minuto ma il Pocho spreca a lato l'ottimo assist di Calaiò. Un'ora di non gioco portano Reja a rivedere le sue scelte con gli inserimenti di Bogliacino e Garics per Savini e Grava: si passa al 4-3-1-2. Corre il minuto venti quando si spengono alcuni riflettori, quasi un segnale che anche il San Paolo mal sopporta lo spettacolo offerto dai suoi giocatori. La loro riaccensione coincide con quella del Napoli e il lento spegnimento del Palermo. Di tiri in porta nemmeno a parlarne ma Lavezzi e compagni guadagnano progressivamente campo fino a chiudere i rosanero nella propria metacampo. Assalto sterile almeno fino al recupero. Quei minuti finali che in tante circostanze hanno voltato le spalle al Napoli questa volta tornano a sorridergli. E' un'azione che parte da molto lontano, dal rinvio di Gianello per la testa di Sosa, schema collaudato, passando per il piedino del Pocho fino alla testa appuntita di Marek Hamsik. Palla in fondo al sacco e buonanotte a tutti: è tornata la zona Napoli

A proposito dell'autore

Post correlati

Translate »