Se non si segna è impossibile vincere!

A San Siro va in scena Inter-Napoli, match che nonostante le situazioni in classifica siano diverse, resta sempre una sfida prestigiosa.

Inizia la gara e purtroppo cambiando gli addendi il risultato è sempre uguale, anche se Gattuso ha modificato alcuni interpreti nella formazione iniziale, gli azzurri sono sempre distratti, testa fra le nuvole, soliti appoggi sbagliati e movimenti inesistenti in fase offensiva. Al minuto 11, uno sconsiderato Mario Rui, gasato evidentemente, da non si sa cosa, tenta un sombrero, davanti all’area di rigore, i nerazzurri non se lo fanno ripetere due volte e recuperano il pallone, cross in mezzo basso e D’Ambrosio la butta dentro.

In generale i partenopei palleggiano anche bene, occasioni da gol a profusione ma loro malgrado in attacco manca la capacità di concretizzare, con Milik che senza pregiudizi alcuni non tocca un pallone. Tra le tante regole non scritte nel calcio, ovviamente se non segni non vinci, e il Napoli nella prima frazione di gara ha sbagliato veramente l’impossibile.

Nel secondo tempo la squadra ospite aumenta decisamente il ritmo, un tocco, massimo due e palla nello spazio, esterni più presenti ed un centrocampo più combattivo.

Ad un certo punto della gara però si spegne la luce, al 74′ l’Inter raddoppia, Lautaro si avvicina in tutta tranquillità a limite dell’area avversaria e scaglia un tiro che obiettivamente non era così pericoloso, Meret non impeccabile la lascia insaccare nell’angolo destro basso.

Delle considerazioni forti si devono fare, perché se la testa è a Barcellona, non batti una squadra del genere con questo atteggiamento, si rischia un’imbarcata senza precedenti. La vena realizzativa che ha sempre contrassegnato il Napoli deve essere ritrovata, nella fattispecie o si diventa cattivi sotto porta o si perde la partita, anche in malo modo. Il test di stasera con una squadra decisamente più forte ha mostrato i limiti che attanagliano gli uomini di Gattuso e che limitano testa e gambe. Senza dimenticare che l’8 Agosto nella squadra avversaria giocherà il calciatore più forte del mondo e proprio lui non perdona.

A proposito dell'autore

Francesco Reale

Mi chiamo Francesco Reale, sono nato a Napoli ed ho 22 anni. Mi sono diplomato all’I.S.S Giancarlo Siani di Napoli ed attualmente frequento il terzo anno di università, presso la Federico II di Napoli, alla facoltà di lingue, culture e letterature moderne europee.

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