SCONCERTI: “JOVETIC E’ PIU’ VALIDO E COMPLETO DI LAVEZZI. INSIGNE? NAPOLI, SE CREDI IN LUI, PRENDILO SUBITO”

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Partiamo da una sua considerazione rivolta in linee generali al campionato che si è appena concluso…

"È stato senza dubbio uno dei campionati su cui c’è poco da discutere, nel senso che lo ha vinto una squadra che non ha mai perso e quindi si è rivelata la migliore in assoluto. C’è, invece, un dato su cui voglio focalizzarmi, ovvero, escludendo la lotta ai vertici tra Juventus e Milan fino alla fine, le avversarie inseguitrici nettamente staccate hanno dato vita ad un equilibrio tale da decretare il terzo posto con il più basso punteggio nella storia dei campionati."

E, invece, la stagione vissuta del Napoli come la valuta?

"Se dovessi dare un voto alla stagione del Napoli, opterei per un 7.5-8 considerando che sia riuscita a portare nella propria bacheca un trofeo, abbia avuto un rendimento quasi ottimo in Champions’, sia stata eliminata proprio dalla squadra vincitrice del torneo e che, in ultima battuta, a causa della stessa competizione europea abbia avuto un po’ di alti e bassi in campionato. Credo che il Napoli come società debba continuare ad investire su sé stessa in quanto, non essendo chiaro se le grandi piazze come Milan e Inter perderanno qualcosa o rischieranno delle scelte di mercato, così facendo gli azzurri potrebbero definitivamente reggere il confronto con le avversarie di sempre."

Quanto conta per il Napoli la vittoria della Coppa Italia?

Conta abbastanza presa singolarmente come trofeo in quanto ci sono state tante squadre che hanno alzato la Coppa Italia. Io punterei l’attenzione sul fatto che il Napoli sia stata l’unica squadra ad interrompere l’imbattibilità della Juventus. Questo è, senza dubbio alcuno, un grande risultato che dà colore e sostanza ad una stagione vissuta complessivamente ad alti livelli, ma in fondo anche alterna. È un punto di partenza, non di arrivo."

Attualmente è un bene o un male perdere un trascinatore come Lavezzi?

"Lavezzi è un ottimo calciatore, per cui perderlo non rappresenta di certo un vantaggio. Non so per quale motivo si possa dire che è un bene cederlo. Bisogna stare attenti agli slogan, mi torna attuale quello del lupo che, non arrivando all’uva, dice che è acerba. L’argentino, intanto, viene preso ad una cifra altissima e alla sua età, dopo cinque intensi anni a Napoli, può avvertire giustamente il bisogno di cercare stimoli altrove e di misurarsi con altre realtà calcistiche. Dobbiamo entrare nella convinzione che un giocatore non è un prigioniero, ha il diritto di sentirsi libero di compiere determinate scelte. Intanto, lasciando partire Lavezzi e prendendo la somma sborsata dal Psg, si deve sperare che arrivi un altro giocatore di pari o superiore livello."

Come cercherà di sostituirlo il Napoli?

"Questo dovresti chiederlo meglio alla società. Dico che, se il Napoli riuscisse a prendere Jovetic, si assicurerebbe addirittura un giocatore migliore dell’argentino. Se, invece, puntasse su Giovinco, farebbe un acquisto di quel genere. Secondo me, Jovetic è tra i primi quattro-cinque giocatori che ricoprono il ruolo di seconda punta."

In alternativa, si potrebbe sondare il terreno per un attaccante diverso nella tipologia, quindi più prolifico dei giocatori menzionati?

"Lavezzi ha segnato poco con la maglia del Napoli, quindi giocando in Italia, ma in compenso è stato determinante con le sue giocate a favore del finalizzatore. Le partite, a questo punto, si possono aprire sia con una giocata che ti fa Lavezzi, sia mettendo la palla in rete. Appunto, ti confermo che i nomi giusti per il dopo-Lavezzi sono attaccanti simili come Giovinco o attaccanti più completi e capaci come Jovetic. Mi pare di capire che il Napoli si stia già muovendo in tal senso. Guardi, con la cifra di 25-30 milioni si possono prendere quasi tutti i giocatori al mondo, ma il problema è legato all’ingaggio proibitivo della maggior parte di loro e ciò rappresenta un fattore che mette in pericolo gli equilibri esistenti a livello di spogliatoio."

Attualmente è difficile “strappare” Jovetic alla Fiorentina?

"È difficile prenderlo perché la Fiorentina è una società ricca, solida, ma credo che il Napoli abbia tutti i presupposti per poterlo trattare e, quindi, convincere i Della Valle con un’offerta vantaggiosa. Inoltre Jovetic troverebbe a Napoli una prospettiva di futuro diversa da quella che, a lungo termine, gli garantirebbe la società viola."

La piazza napoletana esalterebbe il talento montenegrino?

"Non mi va di tracciare una classifica delle città in base al parametro della capacità ad esaltare di una rispetto all’altra. Posso dire che Napoli è una grande città con tutti i presupposti, le peculiarità per accogliere un talento del genere. Alla fine sono le partite che esaltano ed è il valore di quel giocatore a fare la differenza in campo, indipendentemente dall’ambiente circostante."

Su quali reparti il Napoli dovrà concentrare la sua attenzione per rinforzarsi in modo adeguato?

"L’attacco, aggiungendo il potenziale acquisto di Jovetic ai compagni di reparto, sarebbe completo e di livello assoluto. Prenderei un centrocampista e un difensore sinistro importanti, in modo da fornire alla rosa attuale il giusto numero di innesti, tre di valore, per poter lottare subito ai vertici della classifica."

È iniziato il toto-calciatori per il Napoli. Tanti nomi si avvicendano, per la maggior parte si tratta di centrocampisti. Cosa significa ciò, potrebbe comportare l’esclusione di uno dei titolari?

"Credo che il Napoli abbia trovato la sua reale dimensione giocando con tre centrocampisti, più due sugli esterni. Non conosco tutti in nomi che gravitano intorno al Napoli del futuro, ma so che la società farebbe bene a puntare su una mezzala sinistra di valore tecnico e di esperienza. La si può tranquillamente prendere da qualunque club italiano o europeo disponendo di quella cifra derivante dalla cessione di Lavezzi. Mi soffermerei, piuttosto, sulla capacità del Napoli a prendere un giocatore importante, ad integrarlo perfettamente con quelle che sono le dinamiche proprie di una società di calcio. Puntare su un giocatore di centrocampo fondamentalmente diverso fa parte del calcio che si rinnova, significa evolvere in base alle esigenze di crescita e non per forza escludere i titolari Inler o Gargano. Lo svizzero si è adattato al progetto tecnico adottato da Mazzarri, Gargano da certezza può essere richiesto da altri club disposti anche a prenderlo a determinate cifre. In tal senso, l’operazione Montolivo a parametro zero è sinora una delle più considerevoli."

Che segnali ha dato la scorsa stagione in termini di utilità per affrontare meglio la prossima?

"Nel calcio niente è dato per certo. Non è detto che, se un anno arrivi quarto, un altro anno terzo, poi completi il ciclo arrivando alle primissime posizioni. I segnali che si danno riguardo le risorse umane a disposizione di una società e la differenza verrà decisa sempre dal confronto con il materiale in forza alle altre. È chiaro che il Napoli non giochi da solo e che solo la sua campagna acquisti non basti a mettere in chiaro le cose. L’unica grande differenza che una società come il Napoli ha nei confronti delle altre riguarda la presenza di una sola squadra in una città così importante a differenza di Milano, Torino e Roma che sono costrette a dividersi. Questo è un vantaggio fisso e stabile che il Napoli col tempo deve imparare a sfruttare meglio."

Il Napoli farebbe bene a prendere subito Insigne o meglio fargli assaporare la massima serie altrove ancora per un altro anno viste le pressioni della piazza partenopea?

"È come se io ti chiedessi “vuoi andare al Corriere della Sera”? Cosa mi rispondi? Non ci penserei due volte. Se, poi, ci sono delle condizioni di qualunque natura che ti spingono a lasciare, allora cambi aria. Le vere pressioni sono quelle che si avvertono ai bassifondi, non ai vertici. Il Napoli, se crede nel valore di Insigne, deve prenderlo senza problemi. Quando si deve crescere, le pressioni rientrano nella normalità e rappresentano un buon metro di confronto in termini di esperienza."

E su Vargas? La riconferma di Pandev è frutto della permanenza di Mazzarri a Napoli?

"Se il Napoli aggiunge un altro tassello al pacchetto offensivo, più Insigne, allora è il caso che Vargas trovi le sue opportunità da titolare altrove. L’acquisto di Pandev è indubbiamente dovuto alla permanenza di Mazzarri che crede molto nel valido apporto del macedone."

Dal Napoli alla Nazionale di Prandelli. Fino a che punto può arrivare? L’assenza del trequartista sarà determinante dopo la scelta di cambiare modulo, dal 4-3-1-2 al 3-5-2?

"Non c’è un vero trequartista di ruolo nel nostro campionato, sono tutte seconde o mezze punte. Nella Nazionale di Prandelli, Diamanti può giocare in quel ruolo, ma si tratta di un debuttante a 28 anni. Conviene, quindi, ragionare sulle cose sicure di cui si dispone. Siamo sempre competitivi quando partecipiamo a tornei come il campionato europeo, dove non conta tanto la qualità di partenza, quanto quella evidenziata alla fine. Credo che l’Italia non vinca gli Europei perché non mi sembra abbia la qualità complessiva da parte dei giocatori e di Prandelli. Oggettivamente c’è una buona qualità, ma non quella utile a vincere. D’altronde, non sarei meravigliato se l’Italia si aggiudicasse il trofeo perché so che in un torneo di otto partite è fondamentale la forza concentrata nel corso di questi impegni."

Che tipo di avversario sarà la Spagna?

"La Spagna è un Barcellona senza Messi, non hanno veri attaccanti. Gli iberici, se possono, non perdono come dimostrato ai Mondiali dove hanno vinto ben cinque partite per una rete a zero. Temo più l’Irlando e la Croazia che, essendo più alla portata dell’Italia, adotteranno un tipo di gioco speculare e lo stesso atteggiamento che avremo noi nei confronti della Spagna. Non è detto che la Spagna debba vincere per forza, può darsi che a fine torneo il migliore giocatore sarà tra le loro fila come più giocatori italiani potranno rivelarsi decisivi. "

In ultima battuta le chiedo un parere sulla vicenda del calcioscommesse. Come si volta pagina?

"Non si può voltare pagina tanto facilmente, il problema delle scommesse è come l’influenza. Dobbiamo imparare a conviverci, è come quando ciascuno di noi sa che non può vivere senza ammalarsi almeno dieci volte. Il sistema del calcioscommesse è diventato facilmente accessibile, si possono giocare attraverso un computer i risultati di tutti i campionati. Se noi pensiamo di uscirne fuori in una volta sola, non sarà mai così. Non è una questione di criminalità, ma è in gioco l’onestà individuale che si abbassa di livello. Dobbiamo entrare più nell’ottica di uno sport, il calcio, che può avere anche questi risvolti negativi. Alla fine tocca a noi decidere, se va bene continuiamo, se va male chiudiamo."

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