SCARNECCHIA: “ROMA-NAPOLI FINIRA’ 1-1. GLI AZZURRI SAPRANNO FAR MALE CON LE LORO RIPARTENZE”

Lo chiamavano Speedy Gonzales nella capitale per le sue accelerazioni che infiammavano l’Olimpico giallorosso. Roberto Scarnecchia è uno dei tanti doppi ex di Roma e Napoli. Scovato a soli 19 anni nell’Almas Roma, società dilettantistica capitolina, dal grande “barone” Liedholm, Scarnecchia fece la fortuna di quello squadrone giallorosso che vinse due coppe Italia consecutive tra la fine degli anni 70’ e l’inizio degli anni 80’. Ala tutta mancina, dotata di tecnica sopraffina e di un’accelerazione da centometrista, amava molto arrivare sul fondo e mettere al centro cross al bacioper la testa dell’ariete Roberto Pruzzo, che tanti gol ha siglato grazie agli assist di Scarnecchia. Proprio dalla Roma giunse al Napoli nell’estate del 1982, insieme all’altro grande botto di mercato Ramon Diaz, ma purtroppo entrambi finirono per risentire della precaria situazione societaria (con l’avvicendamento tra Ferlaino e Brancaccio) e tecnica (esonero di Giacomini e salvezza ottenuta all’ultima giornata dal duo Pesaola-Rambone) e lasciarono Napoli al termine della stagione. Nonostante abbia indossato la casacca azzurra per una sola stagione, però, Scarnecchia non ha dimenticato l’affetto dei tifosi partenopei, come ci spiega in esclusiva ai nostri microfoni: “Porto sempre nel mio cuore un pezzo d’azzurro e ricordo sempre con piacere i tifosi del Napoli”. Oggi Roberto Scarnecchia è l’allenatore del Merate, squadra militante dell’Eccellenza lombarda, e per questo gli abbiamo chiesto di anticiparci i temi tattici dell’incontro di domenica, oltre ad un parere sulla situazione generale del “Ciuccio” da ex azzurro qual è:

Mister, innanzitutto, da uomo di calcio, che idea si è fatto dell’addio di Pierpaolo Marino e delle polemiche innescate dal presidente De Laurentiis circa la gestione dell’ex dg in questo quinquennio?

Penso che un presidente abbia tutto il diritto di decidere chi avere o non avere nel proprio staff. Tuttavia interrompere un rapporto che durava da 5 anni, e che aveva dato notevoli risultati, nei modi visti in tv, non è stato del tutto positivo per l’ambiente di Napoli. Il tutto poteva essere fatto in modo più riservato e sembrare come una decisione concordata tra le parti. Non credo comunque che la situazione cambi di molto, almeno per questa stagione. Credo che De Laurentiis abbia già un alternativa a Pierpaolo Marino, dunque la società in questo momento deve solo pensare a dare tranquillità a Donadoni e alla squadra”.

Cosa pensa dell’attuale momento tecnico del Napoli? Cosa c’è che non va e che non permette di rispettare le aspettative d’inizio stagione?

“Penso che la squadra stia soffrendo la tensione che abbiamo visto esserci in società.  Purtroppo sta esprimendo un gioco non proprio brillante, vivace solo a tratti. L’arrivo di Quagliarella ha senza dubbio notevolmente rafforzato il reparto offensivo, tanto da formare insieme a Lavezzi un attacco davvero degno di una “grande”. La pazienza, migliore amica del successo, deve far sperare, anzi convincere, che questa squadra darà tantissime soddisfazioni ai tifosi del Napoli, ed esprimerà  presto un calcio spettacolare”.  

Da collega come vede il momento di Roberto Donadoni, già messo sulla graticola, e sul quale pende inesorabilmente l’ombra di un Delio Rossi dato come pronto a sedersi sulla panchina azzurra?

“Roberto non solo è un amico, ma anche un ottimo allenatore, davvero molto preparato. Purtroppo le illazioni giornalistiche su possibili esoneri e allenatori in arrivo fanno parte del calcio. Non ho nulla contro Delio Rossi, ma per la mia esperienza, credo che un esonero debba essere dettato per il 90 % dalla squadra. Quando l’allenatore ha rotto con lo spogliatoio e non riesce più ad avere in mano la situazione, allora quello è il momento giusto per decidere di cambiare. Nel caso specifico, però, non mi sembra che vi siano fratture tra Donadoni e la squadra”.

Da romano e romanista conosce alla perfezione l’ambiente giallorosso. Che momento è per la squadra capitolina, soprattutto dopo l’avvicendamento tra Spalletti e Ranieri?

“La Roma vive un momento molto simile a quello del Napoli. La società non ha le idee chiare sul suo futuro ed i giocatori risentono di questa situazione. Il cambio di panchina tra un allenatore offensivo come Spalletti, che ha fatto grande la Roma negli ultimi anni, e un tecnico pur bravo, preparato e motivato come Ranieri, non so quanto sia nelle corde dei giocatori. Per ora, comunque, sembra aver  portato i benefici sperati, almeno in termini di risultati. Tutto questo, però, ha probabilmente destabilizzato una squadra quadrata come lo era durante la gestione Spalletti, portandola in questa prima parte di campionato a brutte prestazioni dal punto di vista estetico, soprattutto a livello individuale e di reparto”.

In vista di domenica che partita si aspetta? Quali saranno, secondo lei, i temi tattici dell’incontro?

“Mi aspetto una gara molto attenta da parte delle due squadre. Non si faranno male, almeno all’inizio, poi prevedo una superiorità della Roma nella tre-quarti del Napoli e delle micidiali ripartenze da parte degli azzurri”.

Se dovesse azzardare un pronostico, come finirà Roma-Napoli secondo Roberto Scarnecchia?

“Nel mio cuore c’è anche un pezzo di azzurro oltre al giallorosso. Perciò sarò diplomatico…. Finirà 1-1!” 

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