RUBEN MALDONADO, EL DIABLO DE ASUNCION

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Chi l’ avrebbe detto che Ruben Dario Maldonado potesse diventare una pietra miliare di questo Napoli. La sua carriera al momento è densa di soddisfazioni ma anche di cocenti delusioni.  Ruben nato nel 1979,  è un calciatore prodigio, tanto che sì afferma giovanissimo nel suo paese. Con la nazionale di calcio paraguayana partecipò al campionato sudamericano under 17 nel 1995, al campionato sudamericano e al mondiale under 20 nel 1999 e al preolimpico under 23 nel 2000. Il debutto nella nazionale maggiore avvenne nel 1999. Giunto in Italia, disputa cinque stagioni con il Venezia e una con il Cosenza. Nella sua penultima stagione in laguna vive un momento sportivo drammatico. Nel corso di un Bari- Venezia, il difensore azzurro in un momento di follia per una decisone arbitrale avversa, malmena l’arbitro Luca Palanca di Roma beccandosi una squalifica di un anno. Scontata la pena torna nel finale di campionato successivo, ma diventa suo malgrado famoso al pubblico sportivo italiano in quanto protagonista involontario dello scandalo sulle partite truccate che ha poi portato il Genoa alla retrocessione d'ufficio in Serie C1. In particolare, la dirigenza genoana giustificò il pagamento di una somma di denaro contenuta in una valigetta come anticipo dei soldi per l'acquisto del cartellino dello stesso Maldonado (è necessario ricordare che la valigetta conteneva, oltre i 250 mila euro, il contratto per l'acquisto del giocatore vergato su carta intestata della società Genoa cfc).

Il giocatore paraguayano con il fallimento della società di Dal Cin si ritrova improvvisamente senza squadra, si allena sulla spiaggia calabrese di San Lucido quando arriva la chiamata di Pierpaolo Marino e del Napoli. Reja si innamora subito calcisticamente di Ruben, ruba ben presto il posto a Romito e si conquista il posto da titolare. Nel suo anno in serie C, anche un suo splendido gol a Lucca su calcio di punizione.

Quest’ anno con l’ acquisto di Domizzi e Cannavaro al centro della difesa, sembrava esserci poco spazio per lui. Nel ritiro di Hermagor, Reja lo utilizza terzino di fascia al posto di Grava, dopo che l’anno scorso aveva giocato come terzino sinistro al tempo dell’ infortunio di Savini.  Reja però dopo qualche partita ci ripensa e ripropone Grava.  Maldonado in silenzio riparte dalla panchina, ma quando il mister lo chiama in causa non delude le aspettative. Al punto che il tecnico Goriziano non lo toglie più dalla formazione titolare, pur di farlo giocare, vista la stabilità che ha dato al reparto difensivo, decide di giocare con i tre centrali difensivi.

Ebbene possiamo dire, dopo il giro di boa della serie B, che Ruben Maldonado è sicuramente per rendimento oggi il migliore difensore del Napoli. Non solo è il centrale più efficace e veloce nelle chiusure: celeberrima la sua grinta latina e l ‘ animus pugnandi  con cui morde le caviglie degli avversari.   Ma è anche il terzino che grazie anche alla sua notevole personalità,  maggiormente imposta il gioco dalla difesa, facendo sfoggio del suo lancio lungo nonché è colui  che per grande generosità, percorre diversi metri di campo per spingersi in avanti e proporsi in sovrapposizione sulla fasce con i centrocampisti. Insomma se il Napoli è la migliore difesa del campionato, i meriti maggiori oltre della saracinesca Iezzo sono anche di questo paraguayano di Asuncion con la faccia da duro. Giocando in questo modo e con il Napoli lanciato verso la serie A, siamo certi che Ruben riconquisterà la camiseta della sua nazionale.   

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