Rottura (in)sanabile

Si è rotto qualcosa, e forse stavolta non ci sarà né modo né opportunità di ricongiungere le parti. Il binomio “Insigne-Napoli” è sempre più in discussione, soprattutto per gli episodi verificatisi nelle ultime settimane. A soli cinque giorni dall’appuntamento decisivo della stagione, il capitano rilascia alcune dichiarazioni discutibili affermando di voler vincere e di essere ormai stufo dei soliti piazzamenti, mettendo tra l’altro in discussione la propria permanenza in maglia azzurra. Inevitabilmente le sue parole destano scalpore, è un autogol clamoroso. Il capitano del Napoli come può affermare certe cose in un periodo così importante? Tra varie smentite (a dir poco discutibili) e tanto altro, i tifosi non contestano ma appoggiano il proprio capitano così come tutta la squadra fino alla fine, ma ben consapevoli di ciò che è stato dichiarato dal numero 24. Nel primo dei due match contro i Gunners, Lorenzo Insigne torna in campo dal primo minuto ma delude di gran lunga le aspettative. Non si rende quasi mai pericoloso, almeno fino alla fine del primo tempo quando sbaglia un gol clamoroso tutto solo davanti a Cech. È lecito aspettarsi molto di più da lui, considerando le sue qualità. Nella gara di ritorno il neo-capitano è chiaramente sotto esame, reo (calcisticamente parlando) di non essere ancora riuscito a trascinare la squadra nei grandi appuntamenti stagionali. Il pubblico è dalla sua parte nel pre-partita ed in generale fino al trentaseiesimo minuto, che decreta di fatto la fine di ogni speranza ed una pietra tombale sulla stagione dei partenopei. Comprensibili le critiche, a maggior ragione quando non riesci mai a brillare e cominci ad errare anche le giocate più semplici. Il tutto procede fino al momento della sostituzione con Younes, accompagnata da una bordata di fischi nei confronti di Insigne. Per l’ennesima volta Lorenzo è stizzito dalle lamentele degli spettatori, risponde male gettando la fascia e lanciando un sorriso ironico a Carlo Ancelotti, prima di mettersi da parte e manifestare la propria delusione. Un capitano ha il dovere morale di rispettare i propri tifosi, deve essere in grado di assumersi le proprie responsabilità ma dati alla mano è indiscutibile il fatto che da quando ad Insigne sono state conferite le stigmate di leader in campo il suo rendimento sia peggiorato vertiginosamente. Nel post-partita l’attrito tra calciatore, allenatore e tifoseria viene incrementato ulteriormente dal padre del capitano, che nel sottopassaggio del San Paolo ha manifestato a gran voce tutto il proprio disappunto nei confronti del tecnico Reggiolo. Dichiarazioni molto dure ed incomprensibili considerando la fiducia che Ancelotti ha sempre riposto verso il talento di Frattamaggiore. Stavolta si è esagerato e sarà davvero difficile ricongiungere tutti i pezzi di un puzzle, che sta diventando sempre più complesso da realizzare.

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Giuseppe Lombardi

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