ROSARIO PASTORE: “SUFFICIENTE IL 2009 DEL NAPOLI MA CON MAZZARRI NE VEDREMO DELLE BELLE”

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A fine anno è sempre tempo di bilanci. Il Napoli chiude il 2009 al sesto posto in classifica e con una striscia di 10 risultati utili consecutivi (11 se si considera anche la coppa Italia). Questi dodici mesi, però, sono stati abbastanza tribolati per il club azzurro. Si è partiti con Reja, poi la parentesi Donadoni ed ora il mago Mazarri. Rosario Pastore, ex prima firma per la Gazzetta dello Sport in Campania, ci racconta come ha visto questo anno di Napoli tra ricordi, analogie e proiezioni future.

Che giudizio da a questo 2009 del Napoli?

“Sufficiente. Si è passati dalla gestione oculata di Reja al disastro Donadoni. Mio malgrado sono stato buon profeta nel dire che l’ex CT non faceva al caso del club azzurro. Adesso però c’è Mazzarri, un tipo da Napoli. Nel suo curriculum non ci sono coppe ma ha sempre raggiunto gli obiettivi che i suoi presidenti gli hanno richiesto. Non ci dimentichiamo che con la sua esperienza a Genova ha restituito al calcio un certo Antonio Cassano. E’ uno dal carattere forte, un sanguigno. Sono sicuro che a Napoli farà bene”.

Ma qual’è il segreto del tecnico toscano visto che non sbaglia un colpo da quando è a Napoli?

“Credo che il fattore C sia un discriminante importante. Lippi ci ha vinto un mondiale così. Mazzarri ha portato tanto entusiasmo riuscendo a motivare un gruppo depresso. Indubbiamente è molto preparato dal punto di vista tattico ma le rimonte del Napoli hanno anche quel pizzico di fortuna che nel calcio non guasta mai”.

Lei ha vissuto l’era Ferlaino, trova qualche analogia tra l’ingegnere e De Laurentiis?

“De Laurentiis è molto più esperto dal punto di vista imprenditoriale. Molte aziende campane si sono legate al Napoli, cosa che Ferlaino non è mai riuscito a fare nonostante avesse Maradona. L’ingegnere, però, è senza dubbio molto più preparato calcisticamente. Ricordo che stava sempre davanti al televisore a vedere partite per scoprire nuovi talenti. De Laurentiis deve migliorare da questo punto di vista. Per questo spero si circondi di gente esperta”.

Proprio De Laurentiis ha dichiarato a più riprese di preferire la Champions allo scudetto. Un’idea condivisibile?

“Il presidente è un grosso imprenditore e conosce bene gli introiti che posso provenire da una partecipazione in Champions. Pensare oggi ad un Napoli scudettato è un po’ una presa in giro. Per questo dico che De Laurentiis fa bene a parlare di Champions al momento. Anche perché c’è un divario troppo grande con l’Inter. In prospettiva, però, credo che la gente di Napoli voglia fregiarsi nuovamente  del tricolore. Sono passati troppi anni dall’ultimo e non oso immaginare cosa potrebbe succedere in città se tra qualche anno il Napoli riuscisse a laurearsi Campione d’Italia”.

Meriti e demeriti di Pier Paolo Marino nel suo quinquennio napoletano.

“Marino e De Laurentiis si sono dimostrati un’accoppiata vincente. Uno era competente, l’altro metteva i capitali e il Napoli ha fatto la sua strada. Errori, però, ce ne sono stati. Sono stati dilapidati troppi soldi. Tutti i manager hanno i loro canali preferenziali ma bisogna essere bravi a guardarsi sempre intorno. Faccio un caso per tutti: l’acquisto di Zuniga a 7 milioni quando l’Inter ha venduto Maxwell a 3”.

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