ROBERTO BECCANTINI: " IL NAPOLI ANTAGONISTA DELLA JUVENTUS. BENITEZ E MAZZARRI ENTRAMBI ALLENATORI PIU’ DI LOTTA CHE DI GOVERNO, HAMSIK IL PONTE CHE OGGI LI UNISCE"

I nostri appuntamenti con le grandi firme continuano con il noto giornalista Roberto Beccantini. Pianetanapoli.it ha infatti avuto l’onore e il piacere di conoscere il suo punto di vista su varie tematiche riguardanti il nostro campionato. Griglia della serie A, la squadra rivelazione, il miglior colpo di mercato, passando per la difficoltà dei giovani di emergere in Italia e finendo con le differenze tra Benitez e Mazzarri.

La Juventus resta di diritto la favorita alla vittoria finale: chi può essere la vera antagonista dei bianconeri?

«Premesso che essere favoriti non significa aver già vinto, ecco la mia griglia: Juventus, poi Napoli, Milan, Fiorentina, Roma, Inter, Lazio,
Udinese».

Se dovesse dire il nome della squadra che pensa possa essere la rivelazione del campionato cosa direbbe e perchè?

«A livello scudetto, una grossa sorpresa (in caso di vittoria o di braccio di ferro fino alla fine) potrebbe arrivare da Roma, Inter, Fiorentina. La
Roma, perché ha cambiato molto, paradossalmente troppo; e comunque di Rudi Garcia mi fido. L’Inter, perché é ripartita dal nono posto e ha assunto un fior di tecnico, Mazzarri. La Fiorentina – in linea di massima, la meno  sorpresa – perché l’ultimo passo è sempre il più complicato. Montella insegna gioco, non si limita a gestire. E Firenze è piazza calda, esigente».

Chi ha svolto la miglior campagna acquisti estiva?

«Juventus e Napoli».

Qual è stato il miglior colpo di mercato in assoluto?

«Scritto che nessuna operazione vale la cessione di Cavani, direi in ordine sparso Higuain, Gomez, Tevez. Tevez, soprattutto, per il rapporto
qualità-prezzo. C’è poi la lotteria Kakà: io non l’avrei ripreso, ma il livello del nostro torneo è così modesto che molto, se non proprio tutto,
diventa possibile».

Tra i giovani, chi può esplodere in maniera definitiva nella stagione appena iniziata?

«Tifo per Manolo Gabbiadini, classe 1991, in forza alla Sampdoria. Interpreta il ruolo di attaccante in maniera moderna, non è un lavativo, mi
ricorda i centravanti di una volta».

In Champions League saremo rappresentati da Juventus, Napoli e Milan: dove possono arrivare le tre compagini?

«Al massimo, ai quarti di finale. L’Europa è un’altra cosa».

Perchè in serie A i giovani nostrani trovano sempre più difficoltà a trovare spazio a dispetto degli altri campionati europei?

«A volte, perché sono più scarsi degli altri. Spesso, perché siamo poco coraggiosi, a cominciare da noi giornalisti: alla seconda partita sbagliata
proclamiamo lo stato di crisi e apriamo un’inchiesta».

A suo avviso, qual è la differenza principale, o comunque le differenze essenziali, tra il nuovo tecnico del Napoli e il suo predecessore?

«Sono entrambi allenatori più di lotta che di governo, Mazzarri è italiano e italianista, Benitez spagnolo e più europeista. Nel merito: a Mazzarri,
del possesso palla frega relativamente; a Benitez, invece frega: e come; a Mazzarri piace il 3-5-2 con tanto di contropiede manovrato; Benitez
predilige il 4-2-3-1. Il ponte che li unisce, oggi, si chiama Hamsik».

Per il dopo Cavani ritiene che Higuain sia stato il nome giusto su cui puntare?

"Credo di sì. Sulla carta, non è attaccante da 29 gol a stagione, come il Matador, ma segna e fa segnare. Ottimo acquisto".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 


 

 


 


 


 

 

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