Ripresa del campionato si, ma a quali condizioni?

Tutto il mondo del calcio e non solo si prepara alla cosiddetta “Fase 2”, al fine di provare a ripartire pian piano verso un lento ritorno alla normalita’. Di fatto nelle scorse settimane sono state proposte molte ipotesi circa la possibile ripresa del campionato di Serie A, alcune plausibili, altre meno, ma mettere d’accordo tutti e’ francamente impossibile.

Una di queste e’ sicuramente di aumentare i gia’ severi controlli pronosticati nella fase iniziale della ripresa degli allenamenti, isolamenti e tamponi annessi. Gli ingressi nei centri sportivi verranno scaglionati, e gli atleti saranno divisi in piccoli gruppi, in modo tale da evitare degli assembramenti troppo grandi, e saranno ripartiti su campi differenziati. Anche gli ambienti saranno diversificati e negli spogliatoi e nelle zone comuni saranno attuate delle misure che implicheranno delle limitazioni.

L’idea che pero’ potrebbe risultare concreta e’  di ripartire col campionato, con una sorta di formula tipo “mini Mondiale” con partite disputate solo in 3-4 città sicure. Si è parlato di Firenze, Roma, Napoli e Bari come sedi delle gare, con presenza super limitata fino a un massimo di 240 persone, calciatori inclusi, e controlli antidoping effettuati regolarmente a fine match e a sorpresa.

Non e’ tutto rose e fiori, tante potrebbero essere le obiezioni sollevate, sia dai tifosi, che da alcune societa’. Quali tra le tante?

Per esempio il fattore campo, in quanto ormai e’ assodato che prima di Marzo 2021 gli stadi saranno vuoti, quindi le squadre situate nelle zone a rischio non solo dovranno fare a meno dei propri tifosi (anche se tutte dovranno rinunciarci per ovvie ragioni), ma dovranno anche intraprendere lunghi viaggi e spostamenti in strutture che non le appartengono.

Il ragionamento logico che fanno i tifosi e gli esperti pero’ e’ ben diverso, ossia tentare di mantenere rigide le misure di sicurezza nel pre e post partita e bonificare le strutture degli stadi in maniera tale da mantenere un minimo di ” normalita’ ” e concludere il campionato in modo piu’ giusto possibile (mantenendo l’imperativo di giocare a porte chiuse ovviamente).

Qualora cio’ non fosse consentito, sarebbe meglio a malincuore concludere il campionato seduta stante, ritenendolo nullo e ricominciare poi a settembre con la stagione 20/21. Recriminazioni non se ne possono fare, anzi, a volte la scelta piu’ intelligente, considerando il momento e la gravita’ della situazione, e’ anche la scelta piu’ difficile da fare.

Translate »