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“Quella col Napoli non è mai una gara normale per i tifosi del Cagliari…”. Così aveva presentato la partita tra i sardi e i partenopei, in settimana, Tommaso Giulini, presidente dei rossoblù. Ma per quale squadra è una gara normale quella col Napoli? Gli avversari hanno sempre il coltello tra i denti quando si tratta di affrontare gli azzurri. Mica è una novità? Giulini voleva solo aizzare il proprio pubblico e i suoi calciatori che ormai non vincono una gara da inizio dicembre. Alla fine però il Napoli ha prevalso alla Sardegna Arena perché, al di là delle assenze di Koulibaly, Allan e Milik, ha maggior qualità dei sardi. E, udite, udite, stavolta non si è preso nemmeno gol! Anche all’andata il Napoli meritava la vittoria, ma dopo 33 tiri in porta, 2 pali, due rigori negati agli azzurri, arrivò il gol al 90’ di Castro (poi a gennaio ceduto alla SPAL!).

33 punti in 24 gare. Perché non guardare la classifica? Il Napoli conta ora 11 punti di vantaggio sulla terz’ultima, mentre la zona Europa League è a sole 2 lunghezze. È vero, bisogna raggiungere il prima possibile i 40 punti, ma sarebbe assurdo non provare a ragionare circa una classifica più consona al valore di questo organico. Gattuso sa di avere un’ottima rosa. Ecco perché sceglie di rinunciare senza grossi patemi a Koulibaly, ad Allan e a Ghoulam, alle prese col mistero assoluto sulle loro assenze. Soprattutto il brasiliano è da recuperare almeno fino a fine stagione, poi si vedrà in estate. Milik invece è mancato a Cagliari per infortunio. L’ennesimo. Ormai il polacco salta un paio di partite ogni tre. Anche di questo bisognerà tener conto in futuro.

Gattuso sembra ormai aver trovato una quadratura tecnica e mentale che dovrà essere riproposta in gare come quelle con Brescia, Barcellona, Torino, Verona, Inter (Coppa Italia) e tutte le altre fino a fine stagione. Che si vinca o che si perda, la forma mentis dovrà essere questa. Come già detto, l’ex tecnico del Milan non è stato ingaggiato solo per rendere più impavido il Napoli ancelottiano, ma soprattutto per riportare un minimo di ordine nello spogliatoio. E lui lo sta facendo. Poi al resto deve pensare la società. Soprattutto a farsi sentire circa i rigori non concessi in troppe partite. Ma già l’atteggiamento di De Laurentiis è controproducente. Il presidente parla di risarcimento danni economico. Vuol rischiare uno sberleffo? Molto più consigliabile e produttivo chiedere l’utilizzo del challenge, il VAR a comando, quando una squadra ritiene che ci sia un caso da analizzare accuratamente col mezzo elettronico, in simbiosi tra arbitro di campo e stanza dei bottoni. Ma soprattutto, ci vorrebbe una maggior responsabilizzazione delle giacchette nere. Una maggior severità da parte di chi le sovraintende. In quest’ultimo caso, forse si potrà ottenere qualcosa.

È un Napoli da ripartenze. In tutti i sensi. E questo Napoli è ripartito anche in campionato. Grazie ad un gioco più di attesa, grazie ai suoi contropiedisti, ha messo in scacco Lazio, Inter (in Coppa Italia) e Cagliari. Quando ha cercato di imporre il proprio gioco col Lecce, le ha prese in casa dai pugliesi. Con Barcellona e Inter (gara di ritorno di Coppa Italia al San Paolo) sarà consigliabile questo atteggiamento, ma anche con squadre meno blasonate non sarebbe una bestemmia. In tempo di crisi, ognuno usa le armi che può.

di Vincenzo Perrella

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Luigi Giordano

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