RINO CESARANO: “CON BENITEZ SI PUO’ VINCERE MA NON BISOGNA AVER FRETTA. CAVANI POTREBBE RESTARE A PATTO DI CEDERLO IL PROSSIMO ANNO PER UNA CIFRA PIU’ BASSA”

Per la nostra consueta rubrica “La Telefonata” abbiamo incontrato, in esclusiva nella redazione del Corriere dello Sport, la firma storica del Napoli  il collega Rino Cesarano, con il quale abbiamo affrontato diverse tematiche riguardanti il passato, presente e futuro del Napoli. 

Allora Rino partiamo dal passato, Walter Mazzarri è andato via, molti punti di forza ma anche qualche area di miglioramento. La gestione Mazzarri sembrava lontana dalla filosofia del presidente De Laurentiis e della Società? 

“Ho notato degli step di questo club ragionevolmente progressivi. La Società ha cominciato dalla C1  poi la B e di seguito la A con tutti i traguardi tra cui la vittoria della Tim Cup ed i piazzamenti europei.  E’ stato un diagramma vincente, c’è stata sempre più esperienza anche dal punto di vista gestionale. Con l’arrivo di Mazzarri la squadra si è compattata intorno all’allenatore che ha gestito lo spogliatoio un po’ all’italiana. A lui va riconosciuto un lavoro di campo e di spogliatoio. Ora con Benitez entriamo nel salotto buono, in quello più grande, quello  Europeo. Un ulteriore step di crescita, ma solo Benitez non basta; La società deve assecondarlo in  tutto, nei suoi  suggerimenti tecnici sia come acquisti ma anche nella crescita stessa della Società anche organizzativo  e non solo tecnico.”  

Nessun acquisto della Società, come lo stesso Mazzarri amava definire, è riuscito ad imporsi. Forse era a lui a non crederci oppure è lo scouting che non ne ha indovinata una?  

“Il discorso dei giovani è molto complesso presuppone un lavoro di semina e di conoscenza, bisogna prenderli nel momento giusto ed in alcuni mercati c’è arrivato solo da qualche anno. Il settore scouting deve crescere  e questo lo si fa col tempo.  Evidentemente non erano cosi buoni i calciatori e l’allenatore precedente era molto frenato e temeva di bruciare i giovani  e di mettere a rischio la sua posizione in panchina. Benitez non ha paura di niente  perché non deve dimostrare nulla, i risultati parlano per lui e sposa in pieno il progetto Napoli" 

Quale credi sia il valore della rosa del Napoli attuale e dove pensi vada rinforzata?

 

"La base c’è ma l’età complessiva è avanzata, quindi bisogna pensare ad un ringiovanimento non radicale ma progressivo. In alcuni ruoli come centrale difensivo tipo Cannavaro  o il portiere De Sanctis ma anche lo stesso Maggio bisogna incominciare  a pensare in prospettiva e vedere come rimpiazzarli con calciatori giovani ma già pronti. Ora con Benitez bisogna mirare su giovani pronti da lanciare nella mischia ed il tecnico non si tirerà indietro.”

 

Pensi che la rosa verrà adattata agli schemi di Benitez o sarà proprio il tecnico ad adattarsi alla rosa del Napoli? 

“Deve esserci una fusione d’intenti . L’esperienza del tecnico farà si che si studierà la rosa e li farà rientrare nel suo progetto tattico ma con qualche variante. L’importante sarà non avere l’ansia di raggiungere subito i risultati. Ci sarà bisogno di tempo. Bisogna fare un plauso a Benitez perché ha affrontato una grossa sfida che è quella di migliorare ma  lui ha molta fiducia. Sarà difficile vincere subito ma se coincideranno tante cose ci si potrebbe riuscire. Bisogna essere comunque lì a giocarsela, dare maggiore attenzione al vivaio sia alle strutture sia agli investimenti  perché il Napoli investe meno dell’Atalanta nei vivai. Bisognerà potenziarlo anche grazie a Benitez che conosce le gestioni dei grandi club a 360°. Bisogna, però, salvaguardare la professionalità campane di Muro ad esempio perché il settore giovanile è il motore del club. C’è stata una crescita dei fatturati in questi anni che consente anche l’aumento del tetto ingaggi.  Rimane di estrema importanza la costruzione di uno stadio in proprio che porterà un’ulteriore crescita di fatturati, solo allora saremo un grande club.”

 

Giusto dare delle priorità ma come valuti la gestione delle coppe della passata stagione e se pensi questa possa rappresentare un fattore di  crescita ulteriore della Società e del nuovo tecnico?

“Allestendo un organico più competitivo del passato credo che il Napoli voglia fare la sua figura sia in campionato che in Champions. Benitez non vuole tralasciare nulla. Quest’anno stanno potenziando i ricambi. Infatti se esce un titolare entra Mertens non Mesto o Donadel come lo scorso anno. Benitez ,ora ad una competitività nel ruolo, non alle gerarchie.”

Pensi che Maggio abbia le caratteristiche per fare il quarto di difesa nel 4-2-3-1 di Benitez  oppure è opportuno comprare un difensore puro in quel ruolo?

“Maggio nel Vicenza giocava in quel ruolo poi alla Sampdoria è diventato più offensivo ma nel dna ha l’attitudine a fare i due ruoli. Anche in nazionale lo fa ma bisogna considerare l’età e bisogna prendere un rincalzo pronto , potrebbe andar bene Behrami ed anche la Società sta valutando quest’ipotesi pensando a Gonalons per il centrocampo. La competitività farà soltanto bene a questa squadra e potrà migliorarne i risultati”

Infine, il domandone su Cavani. Che farà il Matador?

“Cavani andrà via se il Chelsea farà un’offerta concreta, se non succederà questo il Napoli ritoccherà l’ingaggio e lo terrà un altro anno e lo cederà ad una clausola più bassa. Se non dovesse accadere questo ci sarà  un patto d’onore con De Laurentiis ed il prossimo anno sarà ceduto ad una cifra più bassa.  Il presidente è un uomo di parola e si rivivrà lo stesso film di Lavezzi.”

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