Rimandato a Settembre

Non è un segreto che, durante questa prima annata all’ombra del Vesuvio, Carlo Ancelotti, in contrapposizione con le passate gestioni, abbia dato spazio a tutti gli elementi della rosa, senza fare differenze di lingua, alimentazione, esperienza o età.

Tra tutti, chi ha goduto di buone possibilità da parte dell’allenatore romagnolo, è Sebastiano Luperto.

Il difensore classe ’96, dopo l’esperienza in B con l’Empoli lo scorso anno, complice anche la lungodegenza di Ghoulam, si è visto in più occasioni, ma non ha particolarmente brillato nelle sue quindici presenze stagionali.

Contro avversari, il più delle volte, di modesto spessore, il difensore pugliese ha spesso faticato, soprattutto in posizione di centrale, come nell’ultima gara di Bologna.

Movimenti molto compassati, complice anche la grande stazza che lo rende macchinoso e che, data la limitata esperienza ad alti livelli, lo hanno reso macchinoso, condizionandone molto il rendimento, in una posizione molto delicata, sostituendo a volte Koulibaly e altre volte Raùl Albiol.

Disattenzioni scaturite soprattutto da inesperienza e che, data la complessità e delicatezza del ruolo, ha pesato anche sulla testa del giocatore, interventi lenti che, in alcuni casi, hanno causato falli in area di rigore, vedi contro Torino e Spal e che, hanno inevitabilmente pregiudicato le sue prestazioni.

Vista la difficoltà di giocare da centrale, per favorire il suo adattamento ad alti livelli, una delle soluzioni potrebbe essere di dirottarlo sugli esterni, favorendone la fase di copertura, data la difficoltà di essere incisivo, per ovvie ragioni fisiche, in fase di spinta.

Una nuova collocazione tattica che, senza dubbio, potrebbe essere più allenante rispetto ad un’esperienza, ancora una volta, lontana da Napoli che, solo in pochi casi, potrebbe giovargli e portare alla sua crescita definitva.

 

A proposito dell'autore

Emanuele Ranzo

Appassionato di calcio, iscritto alla facoltà di giurisprudenza, ex arbitro, ama la lettura, la politica ed il cinema. Alla sua prima esperienza giornalistica

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