Rifacciamo le griglie!

 

Un Napoli mostruoso travolge un’Atalanta irriconoscibile e probabilmente cambia completamente le prospettive di questo campionato. Oggi era un esame importantissimo per la squadra di Gattuso, uno degli ostacoli più alti dell’intera stagione: il Napoli è stato capace di superare persino ogni più rosea aspettativa, liquidando la pratica in soli quarantacinque minuti. Quattro gol nel primo tempo, tutti d’un fiato: ma chi l’avrebbe mai detto? Irresistibili Lozano, doppietta, e Osimhen, autore del suo primo gol in Serie A; preziosi anche Politano, oramai un cecchino da fuori area, ed uno stoico Mertens, nonostante una botta alla spalla subita in avvio. Gol, gioco e grande spettacolo: quattro reti che potevano essere addirittura di più. E poi la cerniera a centrocampo che ha funzionato alla grande: coraggioso Gattuso a lanciare dal primo minuto il neo acquisto Bakayoko, alla sua prima da titolare dopo diversi mesi di inattività. Spuntato l’attacco di Gasperini: ci ha provato solo Gomez, che ha sfiorato il gol quando il risultato era ancora sullo 0-0; Zapata e Ilicic non hanno praticamente toccato palla. Nella ripresa, ritmi più lenti, il Napoli ha giustamente controllato e qualcosa ha concesso, ma era inevitabile: agli orobici la magra consolazione del gol della bandiera. Forse non l’aveva previsto quasi nessuno un risultato ma soprattutto un dominio così evidente: il Napoli è stato capace di trasformare l’Atalanta, macchina da guerra da 13 gol nelle prime tre giornate, in una formazione normale, a trassi decisamente inferiore e persino incredibilmente debole. Non sappiamo se davvero ci sia tutta questa differenza e non sappiamo nemmeno che tipo di ripercussioni possa avere una partita del genere: l’Atalanta rimane fortissima, ma oggi Gasperini si è scontrato contro un Napoli che è sembrato senza limiti, senza difetti. Una rosa omogenea e completa sotto tutti i punti di vista, che ha finalmente ogni uomo al suo posto ed ha soprattutto ritrovato un centravanti. Enorme il lavoro di Osimhen al netto della prodezza personale: ha ammattito quasi da solo l’arcigna retroguardia bermagamasca; a Romero avrà fatto venire il mal di testa, a vuoto l’argentino ogni volta che c’era da battagliare col nigeriano. Fisicità e atletismo: oggi Napoli ha ufficialmente ritrovato quel numero che con Milik non c’è mai stato.  Non solo Osimhen, però: sono tanti i giocatori in gran spolvere e rivitalizzati, da Politano a Lozano. Già quattro gol personali per il messicano, che continua a stupire: due li aveva fatti partendo da destra (Genoa), gli altri due invece da sinistra, come quest’oggi, quando ha preso il posto il posto di Insigne ed Elmas non facendo rimpiangere nessuno dei due. Adesso, senza eccedere con l’euforia per una vittoria che lascerà comunque una traccia significativa sul futuro, ma è lecito sbilanciarsi, ci sono tutti gli elementi per farlo: a questo straripante Napoli di un fresco pomeriggio di inizio autunno non pare mancare proprio nulla per aggiungersi al tavolo delle grandi. C’è anche il Napoli per lo scudetto, va urlato con convinzione: è tempo di rifare le griglie!

A proposito dell'autore

Alessio Pizzo

Studente in Comunicazione Digitale, appassionato di calcio, tecnologia e buone letture. Vanta già esperienza giornalistica con 100 *100 Napoli

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