REPICE (RADIORAI): “E’ SEMPRE PIU’ IL NAPOLI DI MAZZARRI. VALE LA PENA ASPETTARE VARGAS. ECCO COSA VI DICO SU CAMPAGNARO E UVINI”.

REPICE (RADIORAI): “E’ SEMPRE PIU’ IL NAPOLI DI MAZZARRI. VALE LA PENA ASPETTARE VARGAS. ECCO COSA VI DICO SU CAMPAGNARO E UVINI”. src=

È intervenuto ai nostri microfoni, Francesco Repice, il radiocronista di Radio 1 e “seconda voce” della nota trasmissione sportiva “Tutto il calcio minuto per minuto”. Sin dal primo istante si è reso disponibile alla chiacchierata andando ad analizzare la neo-qualificazione del Napoli ai sedicesimi di Europa League conquistata al Rasundastadion di Solna contro l’Aik, ma uno sguardo in particolare è stato dedicato anche ad alcuni giocatori azzurri.

Partiamo da una tua riflessione sulla vittoria in terra svedese che ha permesso al Napoli di accedere ai sedicesimi di Europa League con un turno di anticipo. Come ti sono sembrati gli azzurri?

“La mia prima impressione è che il Napoli, come dice lo stesso Mazzarri, vince quelle partite in cui la piena posta in palio coincide con il raggiungimento di un obiettivo. Quando si tratta di scontri decisivi, la squadra azzurra non conosce altri risultati al di fuori dei tre punti. I ragazzi hanno chiuso il conto allontanando di fatto quelle critiche ingenerose che sono piovute sulla gestione delle gare europee, rispendendole senza mezzi termini al mittente. Un altro dato importante è che il Napoli ha diversi punti in più raccolti in campionato rispetto all’anno scorso, non bisogna trascurare questo aspetto. C’è stata una grande dimostrazione di maturità, la squadra partenopea può continuare a fare bene in Europa, dopo una partenza stentata, anche senza giocatori importanti come Lavezzi”.

Dopo aver attuato una vera rivoluzione nella formazione titolare in Europa (definita come un Napoli due) con risultati deludenti, sembra chiaro che si voglia continuare a puntare sulla giusta commistione di pedine inamovibili e i più validi tra i rincalzi…

“Quali sono i rincalzi che danno la massima garanzia di affidabilità? C’è Dzemaili che mi sembra tutto sommato un giocatore fatto, e per questo non è neanche corretto etichettarlo come seconda linea. Poi c’è Fernandez, anche lui un giocatore finito”.

Allora perché non viene impiegato come dovrebbe?

“Perché, eccezion fatta per Aronica fedelissimo di Mazzarri, lo stesso allenatore non lo preferisce ai singoli componenti dell’attuale trio difensivo azzurro che, complessivamente, rende meglio se strutturato in quel modo. Attualmente faccio davvero fatica a vedere un reparto arretrato ben attrezzato come quello del Napoli. Ti dirò di più, lo so per certo: se Campagnaro non stesse aspettando una chiamata dalla nazionale argentina per i mondiali, Prendelli non esiterebbe solo un minuto a convocarlo in quanto comunitario”.

Francesco, a questo punto mi verrebbe da pensare: perché non Cannavaro?

“Nello specifico, sarebbe meglio chiederlo a Prandelli. Reputo Campagnaro un difensore di sicura affidabilità, con la giusta esperienza tale da meritare una considerazione del genere, di un livello leggermente superiore”.

Passando al centrocampo, con l’innesto di Behrami come e quanto è cambiato quel reparto?

“Ai tempi della Roma, quando sembrava ad un passo dalla squadra capitolina, l’allora allenatore giallorosso Spalletti diceva che Behrami è un cavallino, nel senso che macinava tanti chilometri in gambra. Senza ombra di dubbio assicura tanta quantità in mezzo al campo, ma in fatto di qualità lo vedo distante dagli altri compagni. Per me non è un titolarissimo, ma rappresenta un ottimo rincalzo”.

Allora penserei che in quel ruolo preferisci Dzemaili?

“Dzemaili è in possesso di qualche cifra tecnica in più rispetto al connazionale, può coprire tutti i ruoli del centrocampo: sa prendere in mano le chiavi del centrocampo, ha il tiro dalla distanza, è forte fisicamente. Mentre Behrami si esprime meglio come esterno o intermedio di centrocampo, per Dzemaili sarebbe indifferente giocare sia in cabina di regia che da mezzala. È molto più duttile”.

Ti chiedo un parere sull’acquisto di Vargas e sulla sua funzionalità al progetto Napoli…

“Un’operazione di mercato competitiva in quanto il giocatore sudamericano era corteggiatissimo un anno fa da tanti club europei e il Napoli ha quindi sbaragliato la fitta concorrenza assicurandosi un buon prospetto che come valore generale all’epoca era secondo solo ad Erik Lamela”.

Ma sinora le aspettative iniziali non hanno avuto riscontro, come mai?

“Ti spiego una cosa: se il Napoli ora fosse ottavo in campionato e fosse uscito dall’Europa League, chi avrebbe dato le opportune spiegazioni del caso ai tifosi napoletani? Per me Mazzarri è un allenatore vero, con le sue idee che lo stanno ripagando alla grande perché il Napoli è lassù non di certo per opera e virtù dello spirito santo. A me non piace per niente il suo modulo, però è stato plasmato su misura esaltando proprio le caratteristiche degli interpreti in campo. In via esemplificativa, prendiamo l’esempio di Lamela alla Roma, dopo una stagione di alti e bassi per lo stato generale della squadra, è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante anche perché è arrivato un allenatore che lavora molto con i giovani talenti. Ritornando al Napoli, e facendo i dovuti scongiuri del caso, dovesse fermarsi Cavani per infortunio, contro un Milan, si darebbe spazio a Vargas o a Pandev/Insigne? Finora si è visto pochissimo, ha fatto bene solo in una partita partendo da titolare. In virtù dell’investimento e alla luce della sua prestazione di giovedì scorso, varrebbe la pena aspettarlo ancora perché prima o poi esploderà definitivamente”.

Lo stesso discorso potrebbe interessare anche Uvini ed El Kaddouri?

“Sinceramente, per quanto mi hanno riferito, a Uvini lo aspetterei molto prima che emerga totalmente nel nostro campionato. Prima che lo prendesse il Napoli e dopo il provino al Tottenham che non ha quella difesa eccelsa, molti club in patria avrebbero fatto carte false per assicurarsi le sue prestazioni. Come Dodò che accostano a Roberto Carlos e Marquinhos al buon Vierchowod, anche Uvini è uno di quei difensori che, pur non essendo pronto nell’immediato, si prenota in futuro per un posto fisso di un top club italiano. Da El Kaddouri abbiamo visto altrettanto poco, spunti molto timidi nelle prime gare di Europa League, ma entrambe le operazioni, pur essendo inizialmente delle scommesse, potrebbe risultare vincenti solo col tempo. È facile prendere un top player spendendo una considerevole somma di denaro, ma la vera bravura sul mercato si soppesa solo in questo ambito, andando a scovare il giusto innesto grazie al lavoro di collaboratori ed osservatori."

Un vero talento consumato è Cavani, in futuro anche per il Napoli sarà difficile contenerlo?

“Lo vedo tra i migliori dieci attaccanti al mondo. Sicuramente non mi meraviglierei se giocasse nel Barcellona, ovunque si trovi fa bene. Secondo me la massima consacrazione del Napoli coinciderà con la nuova epopea di Cavani, inoltre la piazza partenopea è molto gradita al giocatore e costituisce l’ambiente ideale per appoggiarne la massima espressione”.

Si sarebbe potuto fare di più nel trattenere Lavezzi o Quagliarella?  

“Sul secondo sono state dette varie versioni: da una campana proveniva la voce che è voluto andare via lui, da un’altra che il Napoli lo ha mandato via. Nella Juventus si sta esprimendo davvero benissimo guadagnandosi la maglia da titolare, fa fatica ad accettare il ruolo di comprimario. Ma poi seconda scelta di chi? Ha il gol nel dna, e poi rispetto agli altri è il più prolifico. Giovinco è discontinuo, va ad intermittenza e una buona prestazione dipende unicamente dal suo estro. Come per lui, così per Insigne vale lo stesso discorso. La sua avventura in azzurro è durata pochissimo diversamente da quanto toccato a Lavezzi”.

Con questi presupposti, come si evolveranno le vicende sul mercato di gennaio e il cammino europeo?

“Archiviato il passaggio ai sedicesimi della competizione europea, credo che l’intenzione di tutti è quella di dare priorità al campionato e i movimenti nella finestra invernale di mercato saranno relazionati in base all’andamento in classifica. Se il Napoli è lì, lanciato verso le primissime posizioni, il parallelo percorso in Europa rappresenterà solo un opzione in più”.

Ultima domanda al Repice estimatore del calcio. Quale giocatore ti piacerebbe vedere nel Napoli e che allo stesso tempo darebbe un notevole salto di qualità al reparto e contribuirebbe alla definitiva consacrazione degli azzurri come grande collettivo?

“Due su tutti, Toni Kroos e Bastian Schweinsteiger del Bayern Monaco”.

     

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