RENICA: “ NAPOLI, ATTENTO A CASSANO”

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Negli anni del glorioso Napoli, è stato uno dei giocatori più amati ed ammirati. Leader difensivo dotato di grande temperamento e straordinario senso tattico, Alessandro Renica giunse a Napoli conscio di ricevere una pesantissima eredità quale quella del sublime Ruud Krol. Il libero fenicottero, così chiamato per le lunghe e sottili gambe, ci mise poco ad entrare nel cuore dei tifosi grazie a prestazioni maestre e gol pesantissimi che lo resero una delle colone portanti del Napoli dei trionfi. Dopo una lunga e gloriosa carriera, Renica ha scelto la panchina come cattedra per insegnare quanto di buono mostrato in campo. PianetaNapoli ha avvicinato l’ ex campione in vista della difficile gara interna degli azzurri contro la Samp per rivivere le emozioni del passato e cercare di capire quelle che potrebbero essere le insidie serbate dalla compagine di Mazzarri.

Renica, cosa rappresenta Napoli per te?

Napoli è stata la tappa più importante della mia carriera. Ho avuto la possibilità di giocare con campioni d’assoluto valore, primo tra tutti Diego Armando Maradona e di far parte di un gruppo temuto da mezz’Europa. Ho vinto tanto e ho avuto modo di conoscere la platea più bella che esista”.

Veniamo alla sua esperienza con i blucerchiati,e' ’ vero che il suo arrivo all’ ombra del Vesuvio fu facilitato dal pessimo rapporto con l’allenatore blucerchiato Bersellini?

"Diciamo che avevo voglia di giocare e a Genova non me ne davano la possibilità. Bersellini mi impiegava una partita si ed una no, mi faceva giocare fuori ruolo e così chiesi di essere ceduto”.

Chi la convinse a vestire d’azzurro?

Allodi mi aveva cercato più volte, ma determinante fu l’ opera di Bianchi. Ricordo che una notte mi chiamò a casa a notte fonda e senza fronzoli mi disse che Napoli mi aspettava. Disse che lì avrei trovato tutto lo spazio che non avevo il Liguria e che avrei vinto tanto. Mi promise che avrei vissuto un’ esperienza indimenticabile. Dopo due ore di telefonata non potevo digli di no”.

Promesse mantenute?

Ho vinto due scudetti, una coppa Italia ed una coppa Uefa. Ho avuto l’onore di giocare con Diego e tanti altri fuoriclasse. Scelta migliore non potevo farla. Se poi penso alla gente, al calore che il pubblico ci ha sempre dato, non so cosa potesse esserci di meglio”.

Qual è stato il momento più emozionante nei suoi anni in Campania?

“ E’ difficile trovarne uno quando si gioca in una squadra di primissimo livello che vince e diverte, ma se devo scegliere, beh, credo il gol in coppa Uefa alla Juve. Era l’ ultimo minuto dei supplementari e ormai sembravano certi i rigori. Antonio (Careca) riuscì a recuperare un pallone sulla destra, lo mise in mezzo ed io cercai di colpirlo di testa. Dico cercai perché lo presi di spalla portando Tacconi all’ errore. Il boato del pubblico che accompagnò il triplice fischio fu spaventoso. Lo stadio sembrò crollare. Mai in vita mia ho visto tanta gente in uno stadio. Non c’era un millimetro di spazio. Quello che successe dopo la vittoria è indescrivibile. I napoletani sono unici”.

Passiamo al presente. Cosa pensa di questo nuovo Napoli?

”Credo che ci sia una società sana con idee chiare. De Laurentiis si è affidato a gente competente, primo tra tutti Marino. Penso che parlino i fatti e due promozioni di fila sono la testimonianza di un’ ottimo lavoro. So che la gente lì si aspetta molto, ma credo che con il tempo avrà di che godere”.

Crede che riuscirà a centrare la salvezza?

“Senza problemi. La squadra è ricca di elementi molto interessanti, il gruppo è affiatato e deciso a far bene. Viste le altre compagini di A, non escluderei un piazzamento tra le prime dieci. Tutto dipende dalla capacità dei nuovi di integrarsi”. Tra i nuovi ha ben impressionato Lavezzi."

Eccessivi o plausibili i paragoni con Maradona?

Con tutto il rispetto, chi l’ ha paragonato a Diego non capisce molto di calcio. Lavezzi mi ha fatto un’ ottima impressione, ma non ha niente a che vedere con Maradona. Per il tipo di gioco avrei potuto capire accostamenti con Giordano, ma comunque sarebbero forzati. Penso che Marino si sia assicurato un buonissimo giocatore. Ha grande personalità, numeri d’alta scuola e si vede che ama le piazze calde come Napoli.Di sicuro ha i colpi per diventare un idolo del San Paolo”

Domenica prossima al San Paolo arriva la Samp. Che consigli darebbe al suo collega Reja?

No, non mi permetto di dare consigli ad una persona di tale esperienza. Posso dire che condivido le sue scelte per quanto concerne il tandem offensivo. Ci sono molti nuovi e per amalgamare il gruppo è necessario fare un calcio semplice e facile da interpretare. Dico solo che bisogna temere Cassano. Una vetrina come quella di Napoli potrebbe motivarlo oltre misura”.

Avrebbe consigliato Cassano al Napoli?

"Premetto che sono di parte. Credo che Antonio sia uno dei più grandi talenti che l’ Italia abbia mai visto. Sono certo che una piazza come Napoli avrebbe fatto al caso del giocatore. I suoi numeri, avrebbero potuto deliziare i tifosi come pochissimi. Alla fine ha scelto la Samp. Li si farà ricordare”.

Il suo pronostico sull’ esito della partita?

Non è facile fare una previsione. Il Napoli viene da una grande vittoria a Udine,l’ entusiasmo è alle stelle e la gente sarà certamente il valore aggiunto. Va detto che ha difficoltà quando deve fare la partita e la Samp ha uomini che non perdonano come Montella e Cassano. Mazzarri potrebbe  avere assenze importanti a centrocampo, ma come sempre chiederà ai suoi il 110%. E’ una partita da tripla”. 

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