Renica: “Al Napoli servirebbe un Fabio Cannavaro. Avrei preso due partenopei doc”

In merito alle prospettive per il Napoli versione ’14-’15, e per quel che concerne i (pochi) movimenti azzurri in sede di mercato, Calciomercato.com ha intervistato uno che la piazza partenopea la conosce molto bene: l’ex libero Alessandro Renica.

In cosa è cambiato questo calcio da quello di 20 anni fa?
È cambiato perché è anche cresciuto. Organizzazione di gioco, sistemi di gioco, tanto per fare due esempi. È sicuramente un calcio diverso, ma è anche vero che i calciatori importanti di ieri anche oggi avrebbero fatto grandissime cose, soprattutto perché anche le grandi squadre si coprono e metterebbero in condizione i fuoriclasse di esaltarsi“.

E il calcio italiano? In cosa è diverso?
Negli anni ’80 e ’90 i giocatori facevano a gara per venire a giocare in Serie A. Era il calcio di Maradona, di Platini, di Baggio e di Zico. Era un calcio che emozionava, perché questi artisti pazzeschi facevano gesti che ora raramente si vedono. Oggi i grandi campioni vanno tutti all’estero, quello italiano non è più i campionato più importante del mondo, anche se preferisco vederlo come un campionato in evoluzione e non in declino“.

Il Napoli quando tornerà a vincere lo scudetto?
Si deve puntare su giocatori di grande qualità, dei campioni. Farli giocare insieme anche uno o due anni. Se si raccoglie qualcosa prima ben venga, ma bisogna dare il tempo a questi giocatori amalgamarsi. Cambiare ogni anno non aiuta. Non si devono perdere i calciatori di grande qualità, ma farli crescere“.

Di certo con tutti quei gol subiti sarà difficile vincere…
Il gioco di Benitez è molto offensivo e quindi concede qualcosa in difesa. È conseguenza del modulo del tecnico e della sua mentalità. Ci vorrebbe qualche soluzione in più per contenere gli attacchi avversari. Credo che la società conosca perfettamente quali sono le lacune sulle quali si debba intervenire“.

Sembra che il cruccio del mercato sia a centrocampo.
Difficile dire cosa si può migliorare in modo generico. Io penso che si possa migliorare con un grande difensore, un Fabio Cannavaro, ad esempio. A quel punto ci si potrebbe preoccupare meno della copertura dei centrocampisti. In Italia ci sono squadre con attacchi poderosi. È fondamentale non correre troppi rischi“.

Il tuo Napoli vinceva gli scudetti, questo però è in Europa da cinque anni.
Il presidente ha saputo rispondere al meglio a queste pressioni. Esiste la pressione ma è anche vero che per mantenere la squadra a certi livelli sentono tanti soldi. Non è semplice per il patron. Abbiamo visto che si rischia di fallire. Io credo che bisogna ringraziare De Laurentiis per aver portato il Napoli ad alti livelli. Forse non ci sono i soldi per vincere quello che i tifosi vogliono vedere, almeno non adesso“.

Esiste una soluzione facile e immediata?
No, ma voglio fare una considerazione: vorrei vedere qualche giocatore campano in più. Perché il senso di appartenenza e identità dà una spinta in più. Vedi Insigne in finale di Coppa Italia. Lui ha dato tutto, sembrava mosso da una forza superiore. Immobile e Criscito, secondo me, dovevano essere due obiettivi del Napoli e mi spiace che non vengano valorizzati nella squadra della loro città“.

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