Reina resta, ma Napoli lo merita?

Si conclude con un lieto fine la telenovela Reina, non senza colpi di scena.
Il portiere spagnolo sceglie di abbracciare ancora Napoli, non solo quella calcistica, ma tutta la città, in tutte le sue sfaccettature. Resta per chi lo ama, ma anche per chi non lo fa, per chi lo ha criticato sul suo rendimento, comportamento e carattere, sia addetti ai lavori che non…
Quando l’anno scorso i suoi errori sono costati punti importanti, come sul gol di Keità contro la Lazio in casa, o in Coppa Italia a Torino con la Juventus, Pepe è stato massacrato dalle critiche, c’era chi lo definiva “Bollito” e pronto al ritiro, addirittura si parlava di presunti problemi di vista. Ma i miopi veri in questa storia sono altri, sono quelli che non vedono le qualità di questo portiere, unico nel gioco con i piedi, e nel comandare la difesa: ricordate Albiol e Koulibaly quando lui non c’era?
Non solo sul campo, Reina ha dimostrato di essere anche una grande persona, ha scelto l’affetto di una piazza, ha saputo apprezzare tutte le sue qualità e difetti, di continuare ad abbracciarla, lasciandosi scivolare addosso critiche e offese pesanti a lui e alla consorte, e qui non parliamo di tifosi: i “Tweet” dopo la cena di fine anno a Villa D’Angelo, sono una testimonianza importante.
Pepe ha fatto una scelta precisa, ha scelto di restare in una città che lui ama, al contratto scirtto a suon di milioni del Paris-Saint-Germain ha preferito il patto non-scritto con i suoi compagni di squadra per inseguire un sogno, perché (almeno per lui) la pecunia non è tutto…

A proposito dell'autore

Emanuele Ranzo

Appassionato di calcio, iscritto alla facoltà di giurisprudenza, ex arbitro, ama la lettura, la politica ed il cinema. Alla sua prima esperienza giornalistica

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