Regista moderno e “silenzioso”: Marc Roca, un predestinato

Fresco campione d’Europa con l’Under 21 spagnola, Marc Roca è uno dei prospetti più futuribili del calcio iberico e non solo. Un anno importante quello appena trascorso, culminato con l’affermazione continentale de “Le Furie Rosse”. Ha soli 22 anni ma sembra già prontissimo per il salto definitivo in un club superiore all’Espanyol. Ci sta infatti pensando il Bayern Monaco, che per Roca sarebbe disposto ad esercitare anche l’intera clausola rescissoria che attualmente lo lega alla squadra dei Blanquiazules. 40 milioni di euro: il prezzo è questo e sembra essere persino relativamente “basso” se consideriamo le potenzialità che il ragazzo potrebbe ancora esprimere nel breve-medio termine.

Cresciuto nei settori giovanili di Barcellona e appunto Espanyol, Roca fa il suo esordio tra i professionisti appena tre stagioni or sono, nell’agosto del 2016: concluderà il campionato con 25 presenze. Cominciava a porre le basi per diventare un pilastro dei biancazzurri: adesso è il perno del centrocampo dei “parrocchetti” (una particolare specie di pappagalli da cui prendono il soprannome i giocatori dell’Espanyol). È il classico metronomo in possesso d’una dote poco spettacolare ma assai efficace e talvolta difficile da scorgere, che produce i suoi effetti in maniera quasi silenziosa, latente: il senso della posizione. Roca è praticamente sempre nel posto giusto al momento giusto: buon fisico e tante geometrie nei piedi, si lascia apprezzare per saper interpretare prevalentemente il gioco cosiddetto “corto”, fatto di tocchi semplici e ravvicinati, sebbene non disdegni le aperture sugli esterni ed i lanci in profondità.

Ha concluso l’ultimo torneo collezionando 35 gettoni in Liga, altri 5 in Coppa del Re, mettendo a segno un gol e realizzando due assist. Numeri non esaltanti se analizzati con superficialità: è un lavoro nascosto il suo, e qualcuno deve pur farlo. Protegge la difesa alla Busquets, detta i tempi alla Iniesta: sta nascendo un interessante ibrido tra la straordinaria intelligenza tattica di un ‘calmo’ ragionatore come il mediano del Barcellona e la qualità più estrema di un ex, invece, blaugrana che non ha nemmeno bisogno di presentazioni. In Catalogna è definito pertanto un “pivote”, dove per pivote s’intende quello che in Italia è comunemente chiamato “regista”.

Il ruolo è chiaro: è il centrale di un’ipotetica linea a tre, tuttavia in alcuni casi può agire da mezzala sinistra o intermedio di un centrocampo a due. Per caratteristiche non sembrerebbe essere un prototipo di giocatore che ad esempio potrebbe interessare al Napoli. Che attraverso la voce di Carlo Ancelotti ha fatto intendere che non cercano uno specialista come lui. In quella zona del campo il Napoli ha già almeno tre titolari per un paio di maglie: Allan e Fabian Ruiz, che Roca lo conosce bene avendoci giocato e vinto insieme l’Europeo di cui sopra, senza dimenticare Zielinski. Proprio in Nazionale ha fatto vedere le cose migliori. Merito senz’altro dello schieramento: in coppia con Fabian, alternava momenti in cui ha illuminato l’impostazione della manovra, ad altri in cui il giocatore del Napoli rimaneva un pò più basso per consentire al compagno di spingersi in avanti e riuscire a mettere in evidenza una propensione offensiva che apparentemente non gli verrebbe accreditata. In parte è stato così pure nelle battute conclusive dell’ultima annata vissuta con l’Espanyol, dove il tecnico Rudi è stato in grado d’esaltarne i pregi dopo che la precedente stagione Roca l’aveva vissuta stranamente nell’ombra (appena 9 apparizioni con Quique Sanchez Flores allenatore): copriva le spalle al fantasista Darder mentre era impegnato nel cucire allo stesso tempo il gioco orchestrando le operazioni da dietro e talvolta spostandosi sul centro-sinistro. L’Espanyol è un club noto non tanto per i risultati sportivi quanto per essere un vivaio florido e perennemente capace di sfornare giovani talenti che poi inevitabilmente raggiungono altri lidi. E’ il destino dei predestinati.

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Alessio Pizzo

Studente in Comunicazione Digitale, appassionato di calcio, tecnologia e buone letture. Vanta già esperienza giornalistica con 100 *100 Napoli

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