REGALI DIFENSIVI E ZERO VOGLIA: NAPOLI, ADDIO CHAMPIONS

A Bilbao gli azzurri mollano nella maniera più clamorosa possibile. Avanti con Hamsik dopo una prima frazione sottotono, cadono nelle solite dormite difensive e concedono tre reti all’Athletic: si scende in Europa League

ATHLETIC BILBAO (4-2-3-1): Iraizoz; De Marcos, Gurpegi (C), Laporte, Balenziaga; Iturraspe, Mikel Rico; Beñat (58’ Ibai Gomez), Susaeta, Muniain (85’ San José); Aduriz (Iago Herrerín, Guillermo, Iraola, Unai Lopez, Erik Morán). All. Valverde.

NAPOLI (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Raul Albiol, Koulibaly, Ghoulam (54’ Britos); Jorginho, Gargano; Callejon, Hamsik (70’ Insigne) (C), Mertens (77’ Zapata); Higuain (Andujar, Henrique, Inler, Zapata, Zuniga). All. Benitez.

Arbitro: Cuneyt Çakir (Turchia)

Guardalinee: Bahattin Duran (Turchia), Tarik Ongun (Turchia)

IV uomo: Çem Satman (Turchia)

Assistenti arbitrali aggiunti: Barış Şimşek (Turchia), Süleyman Abay (Turchia)

Marcatori: 46’ Hamsik (N), 61’ e 68’ Aduriz (B), 74’ Ibai Gomez (B)

Ammoniti: 30’ Susaeta (B), 39’ Ghoulam (N), 43’ Higuain (N).

Recupero: 0’ pt, 3’ st.

E’ finita come peggio con poteva per il Napoli. C’è modo e modo di lasciare il sogno Champions, ma quel ch’è accaduto al San Mamés in data 27 agosto 2014 passa nella storia tra gli eventi negativi per il Ciuccio. A un passo dall’impresa, possibile fino a un certo punto, non solo gli azzurri non hanno saputo tenere stretto il tesoretto, ma anzi sono nettamente crollati alla distanza. Puniti da quegli errori difensivi sempre accaduti e che quest’anno si ripeteranno di nuovo. Puniti dalla stanchezza (non di tutti, ma comunque conta). Puniti dalla mancanza di impeto, quell’impeto che, forse, Benitez non è riuscito a trasmettere appieno. Puniti da quell’inesperienza che, unità alla qualità, non s’è riuscito a fornire al mister stesso per tutto l’arco dell’estate. Non s’è riuscito? O forse non s’è voluto? Qualcuno dovrà chiarire, e soprattutto mettere ordine in un clima destinato, dopo questa mazzata, a rendersi ancora più incandescente e pregiudicare le cose positive mostrate fino allo scorso maggio. Spettatore della disfatta, l’Athletic Bilbao. Attenti, però: guai a dire che i baschi siano stati solo fortunati ad approfittare delle papere azzurre. I ‘Leoni’ hanno messo in campo impegno, voglia, disinvoltura, freschezza: bellezza pura. E meritano la Champions.

PEGGIO CHE A FUORIGROTTA – Rispetto allo spettacolo a due facce offerto nel primo round, Don Rafé decide di apportare alcune modifiche al suo rooster. In difesa ecco finalmente Ghoulam sulla corsia sinistra, al posto di Britos confinato in panca. E dal 1’ compare anche Mertens nel terzetto di trequartisti, in luogo di Insigne. Nulla di nuovo invece sul fronte basco: forte della rete realizzata in trasferta e del calore del pubblico, Valverde conferma in toto l’Undici del San Paolo, anche per quel che concerne i panchinari. E una conferma la trovano pure atteggiamento e forma fisica dei suoi ragazzi: tonici e decisi, pronti ad attaccare e aggredire sin dal fischio d’avvio del signor Cakir. Gli azzurri stentano fin dal via, senza spazi liberi e incapaci di tenere il possesso palla tanto predicato da Benitez. Eppure il primo squillo del match è il loro, al minuto 8, ma il tiraccio mancino di Callejon su invito di Hamsik serve più a scaricare la tensione che non a spaventare Iraizoz. In seguito l’antico furore dei padroni di casa sembra calare, sebbene leggermente, dacché essi continuano ad attaccare. Il Napoli si difende con ordine; o quasi, visto che in un’occasione Koulibaly si distrae e apre la strada ad Aduriz (al 15’: ci mette la pezza Albiol sulla lunetta d’area). In seguito tuttavia sarà tra i migliori di un Ciuccio che attacca a sprazzi e di rimessa. E che fa però tremare il San Mamés al 16’, allorquando il fischiatissimo (dai baschi, si badi) Higuain conclude al volo col sinistro su fallo laterale di Callejon: a lato. Non ha miglior fortuna poi, al 19’, un tentativo di Gurpegi da fuori dopo lunga azione su palla inattiva. E il capitano biancorosso si ripete al 23’, marcato male su corner da Ghoulam: la sua zuccata termina fuori di pochissimo. Ancora più clamorosa è tuttavia la chance che si divora Laporte al 27’: traversone di De Marcos, Rafael smanaccia alla men peggio e il difensore francese, a porta vuota, allarga male il compasso e manda alto. Soffrono i partenopei. Sugli esterni, in special modo quello mancino ove il tanto invocato Ghoulam si addormenta troppo, e Mertens non spinge errando controlli banalissimi. E in mediana, poiché Gargano recita la sua parte in fase passiva, ma ha il vizietto del lancio lungo, mentre Jorginho non prende sempre per mano la manovra. Hamsik s’incarta come suo solito, l’andirivieni di Calleti e il sacrificio del Pipita servono a poco. E nei minuti seguenti il copione non muta: anzi, si ci mettono errori di comunicazione elementari e avvilenti, con conseguenti possessi palla sprecati. Sicché subentra un tantinello di nervosismo tra i chicos di Benitez; ne fa le spese Higuain, ammonito da Cakir per proteste dopo essere stato sgambettato da Gurpegi. In tal lasso di tempo il Bilbao intanto ha continuato a fare la sua partita. La partita di chi, facendo incetta di calci d’angolo con contorno di un’altra occasione da rete (tiro in tribuna in Benat da 28 metri), mantenendosi stabilmente sul fronte nemico e approfittando dell’immobilismo avversario, può concedersi il lusso di conservare il pari ad occhiali. Avete capito bene: azzurri immobili mentalmente, anche peggio di otto giorni fa.

L’ILLUSIONE E I REGALI – Quando si rimette piede sul campo, a sorpresa avviene quello che non ti aspetti, e per di più dall’uomo fin lì più opaco: Marek Hamsik. Tempo per la prima azione offensiva, con Gargano che cerca di pescare Callejon, Balenziaga spizza male di testa e Hamsik, al limite dell’area, si coordina in maniera chirurgica e conclude di sinistro spedendo la palla nell’angolo più lontano di Iraizoz: bel colpo Marekiaro! La sua rete forse premia eccessivamente gli azzurri, bravi comunque a imbastire finalmente un’azione concreta. Sarà il granello di zucchero nel bicchiere di fiele, come si vedrà. Intanto l’inaspettato svantaggio gela il San Mamés, subito rianimato comunque dalla reazione logica e immediata dell’Athletic. I baschi suonano la sveglia già al 50’, proprio con Balenziaga: botta di sinistro del terzino, Rafael vola e smanaccia in corner. L’assalto a Fort Apache dei baschi continua imperterrito, arricchito dall’ingresso in campo di Ibai Gomez al posto di uno spento Benat. Sul suo fronte, invece, Benitez si vede costretto a fa uscire Ghoulam per un problema al polso, con conseguente entrata di Britos. Eccolo, l’uruguagio, pronto a far danni. Eh sì, perché al 61’, su angolo di Susaeta, l’ex bolognese e Maggio (male anche lui …) vanno in blocco su Gurpegi scordandosi di Aduriz che solo soletto infila Rafael di destro. L’ennesima ingenuità difensiva punisce il Napoli, si esalta conseguentemente l’ambiente casalingo. A scuotere dal torpore i suoi ci prova ancora una volta Higuain, che al 64’ fa tutto da solo, con un coast to coast al limite dell’area concluso con una botta centrale: Iraizoz blocca. Ma evidentemente il Ciuccio è in vena di doni generosi; e difatti al 68’ Muniain la butta lunga e irraggiungibile per Aduriz, solo che Albiol e Maggio non si capiscono, Rafael esce malaccio dalla porta e l’attaccante basco ringrazia e va a meta. E non è finita qui: al 74’ la retroguardia partenopea si prende un’altra siesta, convinta che un assist peschi ancora Aduriz in offside, solo che l’ariete biancorosso si disinteressa della palla e lascia in gioco proprio Gomez, lesto a prendere palla e uccellare il povero Rafael. La partita di fatto finisce lì: gli azzurri crollano fisicamente e psicologicamente, alzando bandiera bianca e mostrando tutti quei limiti non cancellati per tre mesi (indovinate per ordine di chi, verrebbe da pensare a questo punto). Francamente non rincuora né rende meno amaro raccontare il resto dell’agonia: gli ingressi in campo inutili di Insigne e Zapata, le chances capitate sui piedi del colombiano e di un irriconoscibile Callejon, le sgroppate vane di un Higuain che dopo questa serata terribile è destinato a divenire ancor più cupo. Cupo come l’ambiente partenopeo tutto. La stagione non è ancora finita ovviamente, cert’è che parte col piede decisamente sbagliato. Evidentemente si pensava di passarlo in fuga ed a braccia alzate, questo preliminare di Champions: errore madornale di chi governa dall’alto, il quale farebbe bene a buttarsi in un bagno d’umiltà molto lungo. Inutile elencare poi i suoi altri errori (pochi investimenti nelle strutture, poca attenzione all’organigramma societario), ma questi il pubblico se li ricorda bene e ne terrà conto. Forse potrebbe tenerne conto anche Rafa. Della falsa partenza è certo compartecipe per inspiegabili decisioni tecnico-tattiche, eppure la colpa non è solo sua. Fatto sta che, dopo la triste sera di Bilbao, siamo già ai processi. Speriamo di non farne troppi già a partire da domenica contro il Genoa.

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