QUESTE MORTIFICAZIONI SONO INACCETTABILI: IN 25 MINUTI CON KHARJA E MACCARONE IL NAPOLI VA KO

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Siena (4-3-1-2): Curci (33' st Manitta), Zuniga (41' st Brandao), Portanova, Ficagna, Del Grosso, Vergassola, Coppola, Galloppa, Kharja, Maccarone (13' st Ghezzal), Calaiò. A disp. Rossi, Jarolim, Codrea, Frick. All. Giampaolo 

Napoli (3-5-2): Navarro, Santacroce (32' st Aronica), Cannavaro, Contini, Montervino, Blasi, Amodio, Hamsik, Mannini (13' st Datolo), Zalayeta (13' st Denis), Pià. A disp. Bucci, Grava, Bogliacino, Pazienza. All. Donadoni

Arbitro: Ayroldi di Molfetta

Marcatori: 11' pt Kharja (S), 25' pt Maccarone (S), 35' st Pià (N)

Note: ammonito Galloppa

Recupero: 0’pt, 4’st

E adesso non venite a raccontarci la solita, squallida barzelletta del ritiro precampionato anticipato, della mancanza di motivazioni o dei tanti infortuni. Questo Napoli non ha nessun diritto di prendere in giro i tifosi. Queste mortificazioni non le meritiamo. Qui si sta giocando con la passione di più di sei milioni di tifosi e questi calciatori o pseudo tali non si possono permettere il lusso di deprimere i nostri sentimenti. Guardare il Napoli sta diventando quasi un atto sadomaso. Un’umiliazione costante. Per fortuna ne mancano solo quattro alla fine del campionato. Una liberazione.

Dopo la vittoria sulla capolista, ti aspetti una squadra rinfrancata, vogliosa di confermare il proprio valore e soprattutto smaniosa di interrompere un digiuno in trasferta che dura da dodici giornate. Nulla di tutto questo. Al Siena che, non andava in gol da 188 minuti, ne bastono 11 per sbloccare la partita: coast to coast di Kharja che riceve palla direttamente da Curci, prima di involarsi verso la porta di Navarro, superare con disarmante facilità Blasi e Cannavaro e trafiggere l’estremo argentino con un tiro all’incrocio. Una volta in vantaggio la squadra di Giampaolo arretra il proprio baricentro per sfruttare meglio le ripartenze degli attaccanti. Il Napoli però si limita al solito, snervante, sterile possesso palla. Gli azzurri fanno una fatica enorme a liberare un uomo alla conclusione. Ne approfitta il Siena che, senza strafare, si porta sul 2-0 grazie a Maccarone (25’), abile ad anticipare tutti e girare in rete il cross dalla destra di Zuniga, con la retroguardia azzurra a giocare alle belle statuine. E per fortuna che Calaiò, in sospetto fuorigioco, non chiude con quarantacinque minuti di anticipo la partita facendosi anticipare da un’uscita kamikaze di Navarro (28’). Nonostante il doppio svantaggio il Napoli non da segni di ripresa. La manovra della squadra è lo specchio di Marek Hamsik: quando non c’è il lancio lungo di Cannavaro o di Contini verso gli esterni, è lo slovacco a provare ad accendere la luce ma l’ex Brescia non riesce mai a caricarsi la squadra sulle spalle. Finisce così il primo tempo con il Napoli sotto di due gol ed uno zero impietoso nella casella delle conclusioni verso la porta.

Comincia la ripresa ma il copione non cambia. Solito Napoli sonnacchioso e sparagnino: manovra lenta, poche verticalizzazioni e Kharja che tra le linee mette in costante difficoltà la retroguardia azzurra. Donadoni prova a dare la sveglia inserendo Datolo per Mannini e Denis al posto di un a dir poco irritante Zalayeta (bravo solo a lamentarsi della contestazione dei tifosi dopo l’illusoria vittoria sull’Inter). Ma è ancora il Siena a sfiorare il 3-0 con Navarro decisivo su Ghezzal (64’), da poco subentrato a Maccarone. Al 68’, e di questi tempi è una notizia, arriva il primo tiro in porta del Napoli: punizione di Datolo quasi dall’altezza della bandierina che per poco non sorprende Curci sul primo palo. Il Napoli, però, non ha cattiveria, non morde, gioca con superficialità. La voglia di conquistare la salvezza anticipata produce una nuova occasione per il Siena, con Santacroce bravo e fortunato a sventare sulla linea un tiro sottomisura del solito Ghezzal (75’). Così, quasi a sorpresa, arriva il gol degli azzurri. Punizione di Datolo che trova il colpo di nuca di Pià. Il brasiliano, preferito da Donadoni a Russotto, festeggia nel migliore dei modi le duecento presenze da professionista in Italia. Ma neanche con lo svantaggio dimezzato il Napoli prova a mettere un po’ più di cuore in campo. La partita così scivola via senza ulteriori sussulti. Se squadra e società hanno un minimo di coscienza hanno l’obbligo di scusarsi pubblicamente con i tifosi. L’unica cosa che si può dire a questa squadra è VERGOGNATEVI!

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