Quando l’attaccante non fa goal

 

Il protagonista di questa sfida pomeridiana con la Spal è Arek Milik, l’attaccante polacco sbaglia tanto a porta vuota, pali, respinte e occasioni mancate.

Scegliere il protagonista in positivo avrebbe portato alla nomina di Alex Meret, ma ci perdoneranno i lettori se crediamo che sia importante sul rettangolo di gioco fare almeno un goal più degli avversari. Perciò è stato scelto Milik, siamo al finale di stagione, per questo motivo non si può essere totalmente critici nei confronti del ragazzo che ha fatto con i suoi mezzi tanto e più di quello che poteva. Non si può non essere riconoscenti per quei goal “sporchi” su campi difficili che hanno regalato punti importanti per la stagione non esaltante vissuta in casa Napoli; oggi però il polacco è stato fermo – impalato a tratti – davanti alla porta spallina, ha sbagliato come tante volte in questa annata, dove hanno fatto poco tutti, ma quando gli errori arrivano da chi deve spaccare la rete pesano sempre un po’ in più.

Sarà che il pubblico azzurro si è abituato negli ultimi anni alla bellezza: partendo da Cavani, passando per Higuain, fino all’inventato centravanti Mertens tanto che Milik – nonostante l’impegno manifesto – non solo non ha appeal ma è chiaro che non basta più.

Questa sera i goal li hanno siglati Allan e Rui, e il fatto che a mettere la firma in calce per i tre punti non sia l’attaccante di ruolo non può essere un caso dettato dalla stanchezza di un campionato che in via ufficiosa è già finito da tempo e  si sta trascinando verso il finale ufficiale.

Quando l’attaccante non fa goal in una squadra c’è evidentemente un problema che non può essere sottovalutato: ad Arek Milik la massima stima umana e professionale ma per capitalizzare quanto creato – una partita più qualche altra meno – questa squadra ha un bisogno vitale di un attaccante di peso, con fame ( quanto quella del Floccari in bianco blu la cui rete è stata annullata per fuorigioco e capace di procurarsi il rigore di mestiere per il momentaneo pareggio) fama, e che si adatti per tecnica e personalità al gioco che speriamo vorrà esprimere Carlo Ancelotti il prossimo anno.

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