PROVACI ANCORA NAPOLI

Quello che il Reja ha presentato domenica contro il Bologna era un Napoli “rattoppato”, sistemato a dovere in quei ruoli che necessitavano di ricambio, cosi da consentire ad alcuni titolari di recuperare le forze per presentarsi nella migliore condizione possibile in quel di Lisbona, dove giovedì gli azzurri affronteranno l’insidiosissimo Benfica, ultimo baluardo da superare per avere accesso a quel palcoscenico europeo che manca da tanti anni.Per via di questo “ricambio” annunciato, a Bologna ci si attendeva un Napoli scadente. E invece, accade quello che non ti aspetti: gli assenti vengono sostituiti più che degnamente, gli uomini mandati in campo dimostrano mentalità e grande coraggio, si sentono membri di un organico in cui sono tutti uguali; a differenza di altre società molto più blasonate, dove questo non accade.

E’ proprio così a quanto pare, nel Napoli gli uni valgono gli altri. Bisogna rendere giustizia sia ai “titolari” che sanno benissimo di poter essere messi sempre in discussione, sia i “panchinari” che mai entrano volutamente in concorrenza con i propri compagni di reparto, ma che quando sono chiamati in causa sanno sempre dare il meglio di loro stessi. Tutti desiderosi di fare esclusivamente il bene della squadra.Non ci può essere nulla da obiettare sul grande inizio di stagione del Napoli nel quale gli uomini di Reja hanno sempre ben figurato, e non con squadre che disputano il loro onesto torneo con l’unico scopo della salvezza, ma con squadre ben più titolate e che non fanno mistero di puntare a traguardi come scudetto, Champions’ League o Coppa Uefa. Tutte squadre di grandi ambizioni e spesso altissimi valori economici, e nonostante questo tutte adesso in classifica si trovano in posizioni più basse rispetto al Napoli. Allora, non è una fantasia credere che questo Napoli, al completo nei reparti con tutte le sue prime scelte, possa essere pari o superiore a queste stesse squadre che hanno a giusta ragione tali alte pretese. Sognare non costa nulla, perché non augurarsi cha queste pretese possano essere fatte proprie dagli azzurri, se le esibizioni e la classifica ci danno ragione?

Ma prima, c’è la trasferta in Portogallo da affrontare. Una gara contro quel Benfica cha fa un po’ paura e che anni e anni fa era considerata una delle migliori compagini d’Europa, che faceva tremare le gambe a tutte le squadre che incrociava. Era il Benefica di Eusebio, la “Perla nera” del calcio, che proprio in quegli anni era in forte competizione con “o Rei do futbol”, Pelè. Ambedue comunque, hanno in comune l’appartenenza all’olimpo del calcio, lo stesso di cui fa parte Diego Armando Maradona, considerato il più grande di tutti loro. Proprio Diego, che per sette anni indossò la casacca del Napoli portando la squadra e la città a livelli di notorietà mai raggiunti, fu il principale artefice del raggiungimento di grandi traguardi, quei traguardi di cui parlavamo prima e che da diciotto anni sono solo utopie.

Adesso il Napoli ci sta riprovando, e forse quegli obiettivi non rappresentano più utopie. Provaci ancora Napoli, sognare non costa niente. E vedrai che non sarà solo un sogno

 

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