PROVA DA TERZO POSTO, PRIMA RIVALE OUT

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Dalla settimana della vigilia al triplice fischio finale, il peso di Napoli-Inter resta rilevante per le sorti e il resto della stagione per entrambe le squadre. Ai nerazzurri la sconfitta pesa quanto un macigno e la caduta in stile libero sembra davvero irreversibile, mentre per gli azzurri continua spedita la rincorsa verso il terzo posto. Lazio e Udinese, entrambe vittoriose nelle gare di stasera rispettivamente contro Fiorentina in casa per i biancocelesti e Bologna fuori casa per i bianconeri, restano nel mirino della squadra di Mazzarri. Quei cinque punti non sono più un miraggio grazie ad un filotto di tre vittorie consecutive per i partenopei che, questa sera, offrono nuovamente una prestazione all’altezza dell’impegno soprattutto a livello difensivo e risultano concreti in zona goal. È una vittoria di misura ottenuta con il minimo sforzo, anche se alcune occasioni da goal potevano essere sfruttate meglio per consolidare il vantaggio e gestirlo con più tranquillità. La reazione dell’Inter è arrivata solo a causa dell’espulsione di Aronica per fallo da ultimo uomo su Pioli dopo uno stop errato, ma la palla più pericolosa è stata messa clamorosamente a lato da Pazzini libero di battere a rete. Sembra una maledizione, quella sui colori nerazzurri di Milano: se concedi, l’avversario ti punisce senza esitazioni, se reagisci tardi, non la butti mai dentro, neanche a due passi da De Sanctis. L’Inter ha perso la partita anche nei numeri: possesso palla sterile, trame di gioco mai incisive e valanga di calci d’angolo contro. Il Napoli dimostra di volerla vincere sin dalle prime battute, gettandosi subito in attacco sfruttando le fasce e gli inserimenti di un ottimo Dzemaili. Non solo qualità, ma anche tanta quantità da parte dello svizzero che, con grande determinazione, vince il contrasto con Lucio e colpisce centralmente la difesa nerazzurra offrendo, con la deviazione del difensore brasiliano, la palla goal a Lavezzi che migliora ulteriormente il suo score realizzativo. Sembra aver trovato stimoli determinanti dopo la doppietta rifilata ai Blues e affina la sua arma meno esplosiva, ovvero la finalizzazione. È una sorta di “prova nella prova”: senza Hamsik, l’attacco azzurro può contare sull’apporto del jolly Dzemaili tra le linee, e la difesa conferma la sua imbattibilità dopo cinque partite consecutive. Lo stesso equilibrio tra i reparti della squadra azzurra non viene minimamente intaccato neanche quando Ranieri rimodella l’assetto tattico giocando a specchio con un 3-5-2 ma non ottiene la giusta scossa. Anzi, tutt’altro: la difesa va allo sbando e viene infilata senza scrupoli dall’attacco partenopeo. A maggior ragione, dopo l’inferiorità numerica, la prova di compattezza difensiva tiene molto bene concedendo poco e rischia solo su quella palla sfumata da Pazzini a pochi minuti dalla fine. Come la fine di un ciclo e l’inizio di un altro diametralmente opposto: la squadra acquisisce ulteriormente fiducia nelle proprie potenzialità e ben figura in campo dove riesce a convertire l’entusiasmo e la caparbietà in risultati utili. Ne sono bastati tre consecutivi per rimettere tutto in discussione, quando ormai tutto sembrava perso, ma per tenere a vista il terzo posto e centrarlo definitivamente servono la continuità e la personalità della grande squadra consacrata.

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