I pro e i contro del Napoli scoppiettante di questo ultimo periodo

7 gol in 2 partite di campionato. Se aggiungiamo la gara di Champions League col Benfica, sono 8 gol in 3 partite. E’ lui il personaggio del momento: Dries Mertens. Il belga si è preso sulle spalle l’attacco del Napoli, in attesa di sistemare la questione centravanti, al punto che ormai Sarri non manda nemmeno più in campo Gabbiadini, in odore di cessione. Il folletto di Lovanio è ormai diventato uomo squadra, con le sue giocate imprevedibili. A Cagliari è uscito controvoglia dopo una tripletta, perché sognava di realizzare anche il quarto gol, impresa riuscitagli col Torino. Il torero Dries ha infilato 4 banderillas sul groppone del Toro, la quinta l’ha infilata Chiriches. Tra le altre cose, a Dries è riuscita l’impresa di procurarsi un rigore a favore del Napoli in questo campionato, il primo in assoluto. Se pensiamo che il Napoli è la squadra delle 20 della massima serie che entra di più in area di rigore avversaria, non ci si spiega come mai solo alla 17esima è giunto il primo penalty a favore degli azzurri. Da ricordare che agli azzurri mancano tre rigori netti nelle partite di Pescara e Genova, che avrebbero potuto garantirgli altri 4 punti.

Ora il Napoli è terzo in graduatoria, a pari punti con la Lazio a quota 34, alle spalle di Roma (1 punto di distacco) e Juve (8 punti di distacco) ed in vantaggio rispetto al Milan. Mancano ora due giornate alal fine del girone di andata. Contro Fiorentina e Sampdoria il Napoli dovrà cercare di fare quanti più punti possibile. Certo non pareggerà i 41 punti del girone di andata della scorsa stagione, grazie ai quali si laureò campione d’inverno, ma comunque nella corsa alla prossima Champions sarebbe più che utile girare a 38-40 punti in classifica. Poi c’è tutto il girone di ritorno da affrontare col ritorno di Milik e l’avvento del nuovo centravanti (sempre che De Laurentiis non ci ripensi).

Analizzando invece la gara col Torino, emergono due situazioni fondamentali: 1) l’attacco è in salute. Che siano gli attaccanti, che siano i centrocampisti o che siano i difensori a trovarsi in zona gol, il Napoli riesce sempre a trovare la via della rete, almeno nell’ultimo mese. Tuttavia,a fronte di tanta grazia realizzativa, vi sono ancora delle titubanze difensive che costringono la formazione azzurra a prendere dei gol quasi unici vista la singolarità con la quale li subisce. Da Reina ai terzini, dai centrali ai centrocampisti (e talvolta pure gli attaccanti) perdono di vista la concentrazione e regalano gol anche buffi agli avversari. Col Torino almeno due gol su tre sono stati frutto di disattenzioni difensive. Fino alla gara col Toro, il Napoli era sotto l’aspetto dei gol presi la seconda difesa della Serie A dopo la Juventus. Ma solo sotto l’aspetto numerico. Finché questa squadra non imparerà ad amministrare le situazioni difensive, avrà sempre qualcosa in meno rispetto ai bianconeri. Questo differenzia realmente Napoli e Juve. La differenza non è Higuain, visto che quest’anno ha segnato tanto quanto Mertens (ossia colui che mandava spesso in gol il Pipita). Manca solo la gara con la Fiorentina, poi tutti in vacanza fino a gennaio, forse con qualche volto nuovo, forse con qualche volto noto in meno. Ma l’identità del Napoli sarà sempre quella: gol a raffica segnati e patemi d’animo in difesa. In fondo il calcio è emozione e il Napoli ne regala tante.

di Vincenzo Perrella

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Luigi Giordano

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