PRIMA L’ERRORE, POI LE GEMME: CAVANI REGALA UN BEL PUNTO AL NAPOLI

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UDINESE (3-5-1-1): Handanovic; Coda, Danilo, Domizzi; Pereyra (85’ Ekstrand), Pinzi, Pazienza, Asamoah, Pasquale; Fabbrini; Di Natale (72’ Floro Flores) (Padelli, Armero, Abdi, Fernandes, Torje). All. Guidolin

NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Britos (63’ Vargas); Zuniga, Gargano (54’ Hamsik), Inler, Dossena; Dzemaili; Cavani, Pandev (Rosati, Fernandez, Aronica, Fideleff, Ammendola). All. Mazzarri

Arbitro: Rocchi (Firenze)

Guardalinee: Niccolai (Livorno) – Copelli (Mantova)

IV uomo: Peruzzo (Schio)

Marcatori: 28’ Pinzi (U), 52’ Di Natale (U), 80’ e 84’ Cavani (N)

Ammoniti: Coda (U), Domizzi (U), Cannavaro (N), Floro Flores (U).

Espulsi: Fabbrini (U), Guidolin (U).

Recupero: 2’ pt, 3’ st.

Arrabbiate e deluse dall’amara esclusione dall’Europa, Udinese e Napoli cercano riscatto al “Friuli”, sotto una leggera pioggerellina, in un vero e proprio spareggio per il terzo posto, l’ultimo valido per la qualificazione in Champions’ League; entrambe le squadre arrivano al match stanche per lo sfortunato impegno settimanale e in formazione rimaneggiata: Mazzarri deve rinunciare a Maggio infortunato e fa rifiatare Lavezzi e Hamsik (il Pocho non va nemmeno in panchina), lasciando in attacco il solo Cavani al fianco di Pandev e con Dzemaili nell’inedito ruolo di trequartista, mentre in difesa schiera dal primo minuto Britos al posto di Aronica, anch’egli tenuto a riposo; Guidolin invece rinforza reparto arretrato, con Coda al posto di Benatia rimasto a casa, e centrocampo, inserendo muscoli e sostanza con Pinzi, Pazienza, Asamoah, Pasquale e la novità Pereyra, mentre in attacco il solo Di Natale viene spalleggiato da Fabbrini, preferito a Floro Flores. Positivo l’inizio degli azzurri, che si gettano in avanti e che al 1’ vanno già alla conclusione con Dzemaili che, da posizione arretrata, manda la palla in tribuna con un tiraccio su respinta imprecisa della difesa friulana; nelle primissime e velocissime battute, pur non riuscendo a rendersi pericoloso efficacemente, il Napoli sembra avere in mano il pallino del gioco, anche se trova qualche difficoltà nell’imbastire manovre a causa della folta disposizione in linea mediana degli avversari che, peraltro, provano ad agire di rimessa. I partenopei tornano a farsi vedere dalle parti di Handanovic prima al 7’ con un colpo di testa di Cavani, su corner di Pandev, che finisce sull’esterno della rete, poi al 10’, ancora con Cavani, che spreca un bell’assist di Gargano in contropiede mandando a lato quasi a tu per tu con il portiere bianconero, e infine all’11’ con Pandev, che su suggerimento del Matador tira di sinistro dal limite facendosi bloccare dall’estremo difensore sloveno; al 14’ si fa viva anche l’Udinese, ma il tiro di Pasquale, su suggerimento di Di Natale, viene smorzato in angolo da Cannavaro. Nei minuti successivi la spinta del Napoli si esaurisce, complice anche qualche errore in fase offensiva, mentre l’Udinese lentamente caccia la testa fuori dal sacco proponendosi con in attacco meno esitazioni, anche se al 27’ sono ancora gli azzurri a creare apprensioni ad Handanovic, con un calcio di punizione dal limite di Dzemaili che perfora la barriera ma manda la palla fuori; un minuto dopo, però, una corta respinta di Cannavaro viene raccolta da Di Natale che suggerisce sulla destra per Fabbrini, il trequartista mette in mezzo per l’accorrente Pinzi che, lasciato solo da una difesa partenopea nelle nuvole, approfitta dell’uscita incerta di De Sanctis e infila in rete a porta sguarnita. La reazione del Napoli non si fa attendere, ma è dettata dal nervosismo e dalla frenesia e non produce gli effetti sperati, ed è anzi ancora l’Udinese a creare pericoli con Fabbrini, che entra in area servito da un illuminante passaggio di Di Natale, ma preferisce fare tutto da solo tirando fuori anziché mettere in mezzo. La Mazzarri-band si rifà vedere in avanti successivamente, ma non riesce a trovare pertugi percorribili nelle retrovie friulane e riesce a provocare grattacapi al portiere avversario solo al 38’, con una conclusione di Gargano dal limite respinta non senza difficoltà da Handanovic; due minuti dopo è invece Asamoah a provarci da fuori su respinta della difesa azzurra, ma la sfera finisce fuori; al 41’ è ancora il Napoli a provarci: combinazione Dzemaili-Pandev, sinistro dello svizzero e parata in due tempi di Handanovic. Nelle fasi finali della prima frazione di gioco non accade più nulla: i padroni di casa, forti del vantaggio acquisito cinicamente e chirurgicamente, non affondano i colpi, gli ospiti non sanno incidere come dovrebbero, dando comunque l’impressione di voler dare il tutto per tutto nella ripresa una volta riordinate le idee durante l’intervallo.

Ma nel secondo tempo, almeno all’inizio, la musica non cambia: poco efficaci le proiezioni offensive del Napoli che non riesce a trovare il modo di riequilibrare le sorti del match, nemmeno con Cavani che al 5’, ben servito da Pandev, conclude alto di destro al volo; due minuti dopo accade anche di peggio per gli azzurri: Pinzi combina con Pasquale che gli restituisce la palla in mezzo, colpo di testa del centrocampista bianconero sul palo, tap-in di Di Natale che, malgrado la disperata opposizione di De Sanctis, porta i suoi sul 2-0. E’ una doccia gelata e nemmeno l’ingresso di Hamsik al posto di Gargano sembra rivitalizzare il Napoli che potrebbe anche subire, al 10’, una clamorosa terza rete: Asamoah lancia Pasquale che salta Zuniga e crossa rasoterra per Pinzi, il quale manca di un niente l’impatto con il pallone. Al 60’ avviene un episodio che potrebbe cambiare il copione della partita, dacché Fabbrini ferma fallosamente una discesa in avanti di Campagnaro: per l’ex empolese, già ammonito in precedenza, scatta il secondo cartellino giallo con conseguente espulsione, e così, nel tentativo di approfittare della superiorità numerica, Mazzarri leva Britos e getta nella mischia Vargas. Tutto quello che però gli azzurri riescono a produrre, oltre ad azioni offensive senza fortuna, è un tiro rasoterra dal limite di Inler al 65’ su respinta della retroguardia bianconera: Handanovic si distende e blocca. Avanti di due reti e in 10 contro 11, l’Udinese sceglie intelligentemente di chiudere la saracinesca e per i partenopei, che sentono sulle gambe anche i supplementari con il Chelsea, diventa difficile alimentare speranze di portare a casa almeno un punto, anche perché la squadra di Guidolin, seguendo un andazzo praticato fin dai primi minuti, non va per il sottile quando si tratta di difendere e va giù pesante con interventi duri. La Dea Bendata può dare una mano al Napoli al 73’, quando Domizzi, in anticipo su Cannavaro, tocca di mano in elevazione aerea: nessun dubbio per Rocchi, è rigore, ma Cavani, confermando la scarsissima dimestichezza degli azzurri dal dischetto, tira malissimo, troppo centrale, e Handanovic, rimasto immobile, neutralizza il tentativo di trasformazione. E’ la spada di Damocle per i nostri beniamini? Assolutamente no, perché l’errore non taglia le gambe ai partenopei i quali, seppur in maniera confusionale, si buttano all’attacco generosamente, anche se né Hamsik, né il sempre più Carneade Vargas, né Pandev, né Cavani combinano qualcosa di costruttivo e utile alla causa, almeno sino all’80’ quando proprio il Matador, su punizione dal limite, supera la mal posizionata barriera dell’Udinese e uccella l’immobile Handanovic. Si riaccende la fiammella, gli azzurri ci credono, si lanciano a spron battuto in avanti e cozzano contro il muro bianconero che però all’84’ cede definitivamente: al termine di una fitta ragnatela di passaggi, Dzemaili trova il corridoio per Cavani che entra in area sulla sinistra e col mancino buca le gambe del portiere friulano. Ci sarebbe la possibilità di una clamorosa vittoria e difatti, sull’onda emotiva dell’incredibile rimonta, la squadra di Mazzarri schiaccia l’Udinese nella propria metacampo alla ricerca del colpaccio, sfiorandolo però soltanto, all’89’, con Zuniga che, da posizione defilata sulla destra, calcia a colpo sicuro costringendo Handanovic agli straordinari per salvare in corner. Il forcing finale degli azzurri nei tre minuti finali di recupero va a vuoto, ma arriva comunque un pareggio che, per come si era messo il match e soprattutto perché ottenuto in casa di una diretta concorrente per la corsa-Champions, sa quasi di vittoria: al di là del punto conquistato, conforta comunque il cuore e il carattere di un Napoli che, sebbene ingenuo nei goal subìti dai propri avversari (a Mazzarri il compito di rivedere un bel po’ di cose in difesa…), palesa di aver assorbito psicologicamente l’amara notte di Londra e si mostra pronto per la semifinale di ritorno contro il Siena di mercoledì a Fuorigrotta. E’ un Napoli vivo, ora più che mai!    

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