PIU’ (SANTA)CROCE CHE DELIZIA

Quando giochi in una squadra che si chiama Napoli, hai uno stadio – il San Paolo – che grida il tuo nome dopo una buona giocata e la gente che per strada ti fa sentire un re, cominci ad avere un giro di amicizie completamente diverso rispetto a prima, ogni cosa che ti riguarda diventa di dominio pubblico, diventi insomma un personaggio, con tutte le conseguenze del caso. In situazioni del genere, è facile perdere un po’ il contatto con la realtà, soprattutto se hai solo 23 anni e vieni da una quotidianità completamente diversa da quella del capoluogo partenopeo. Questo è quello che per certi versi sta capitando a Fabiano Santacroce.

 

Arrivato in punta di piedi dal Brescia, il difensore di Camaçari è subito entrato nel cuore dei tifosi azzurri. Vuoi per quel suo modo di fare schietto e simpatico, vuoi per la sua grande abnegazione in campo durante gli allenamenti, sta di fatto che il ragazzino italo-brasiliano ha cominciato a ritagliarsi un ruolo importante nelle gerarchie della squadra azzurra. Le prestazioni in partita, del resto, erano tutte dalla sua parte. Al cospetto di giocatori più che affermati, Santacroce ha sempre giocato ad altissimi livelli tanto da guadagnarsi sia la convocazione premio in Nazionale da parte del CT Campione del Mondo, sia titoli di giornali che lo accostavano ai più gradi club europei. La fin troppo rapida ascesa, però, è evidentemente andata alla testa al giovane Fabiano. Quest’anno, infatti, sembra un calciatore completamente diverso da quello ammirato appena qualche mese fa. La sua eccessiva convinzione, gli fa commettere continue leggerezze che spesso sono costate care al Napoli. Per non parlare poi dei tanti falli commessi. Lo scorso anno c’era Blasi a giocare sempre sul filo dell’espulsione, adesso invece ci si è messo lui.

 

Le qualità tecniche e tattiche del ragazzo non sono in discussione: Santacroce può diventare senza dubbio uno dei  pilastri della Nazionale maggiore. In questi casi, però, l’errore più stupido da commettere è quello di sentirsi già arrivati. Il mondo del calcio è pieno di storie di giovani talenti che si sono bruciati con le loro mani per colpa di un carattere troppo esuberante. Passi pure qualche peccatuccio veniale – la birra su una pizza a cena con la ragazza – l’importante è che non si esageri – ma cosa ci faceva in giro per Napoli a notte inoltrata quando il giorno dopo c’era allenamento?. Sarebbe delittuoso sprecare un talento del genere a causa di un temperamento troppo vivace. Un bel bagno d’umiltà e si torna più forti di prima. Tanto il futuro è tutto dalla tua parte, caro Fabiano. Non sprecarlo.

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