Piotr, involuzione o semplice adattamento?

Negli scorsi anni Zielinski aveva dimostrato di essere all’altezza e pronto per un palcoscenico importante, diventando infatti il dodicesimo uomo di Sarri. Con l’arrivo del nuovo tecnico tutti si aspettavano un salto di qualità da parte del polacco, che con la partenza di Jorginho sarebbe dovuto diventare imprescindibile per il centrocampo azzurro. Le occasioni per dimostrare il suo valore di certo non sono mancate, ma dopo la super partita al San Paolo contro il Milan, accompagnata da una doppietta, il polacco è entrato in una fase calante, trovando diverse difficoltà che non gli stanno permettendo di dimostrare la sua forza. Complice il nuovo ruolo affidatogli da Ancelotti?

Nelle stagioni precedenti per più volte ha sostituito Insigne come esterno sinistro, collezionando buone prestazioni e trovando anche la via del gol, sia in Champions che in campionato. Quest’anno, invece, sembra che stia attraversando una vera e propria involuzione, probabilmente non si è ancora adattato al meglio agli schemi di Ancelotti che, tuttavia lo vede al centro del suo progetto. Non a caso, insieme ad Allan, è il centrocampista più utilizzato ed ha giocato in tutte le partite di Serie A fino ad ora, da subentrato se non da titolare. Un chiaro attestato di fiducia, l’ex tecnico di Milan e Real conosce il potenziale del polacco e non è intenzionato a sprecarlo.

Continuità. Zielinski è convinto che sia questa la vera problematica da affrontare, l’obiettivo è dunque quello di superare questo brutto periodo e tornare al meglio. I tifosi si augurano che questo avvenga al più presto, visto che in programma ci sono match fondamentali per l’andamento dell’intera stagione e sarebbe un peccato non farsi trovare pronti. La sfida con i toscani, sotto questo punto di vista, non è stata positiva e con un Fabian in condizione smagliante, all’ex giocatore dell’Empoli difficilmente sarà concessa un’altra occasione dall’inizio contro il PSG. Le prossime partite saranno fondamentali per cercare di ricambiare la stima di Ancelotti.

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Marco Ruggiero

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