PER QUANTO TEMPO ANCORA CI COSTRINGERETE A GUARDARE QUESTO SCEMPIO?

Napoli (3-5-2): Navarro, Santacroce (43' st Montevino), Cannavaro, Contini, Maggio (29' st Russotto), Blasi, Gargano, Hamsik, Vitale, Denis (29' st Pià), Lavezzi. A disp. Bucci, Aronica, Pazienza, Datolo. All. Reja

Genoa (3-4-3): Rubinho, Papastathopoulos, Ferrari, Bocchetti, Rossi, Milanetto, Motta, Criscito, Mesto (10' st Sculli), Milito (46' st Olivera), Palladino (10' st Jankovic ). A disp. Scarpi, Terigi, Modesto, Vanden Borre. All. Gasperini

Arbitro: Orsato di Schio

Marcatore: 24' st Jankovic

Note: ammoniti Cannavaro, Palladino, Pià, Contini

 

La sconfitta contro il Genoa toglie qualsiasi speranza d’Europa al Napoli. I sogni azzurri hanno dovuto fare i conti con la triste realtà: una squadra lenta, impacciata, timorosa, bloccata più a livello mentale che fisico. Non si vede nulla che possa minimamente avvicinarsi ad una trama di gioco e soprattutto le conclusioni a rete latitano inspiegabilmente. Questa squadra ha bisogno di una scossa. Il tecnico, in evidente stato confusionale, non ha più la tranquillità e la serenità per gestire lucidamente questo gruppo. Nonostante lo svantaggio, gli azzurri non hanno mai dato l’impressione di poter arrivare al pareggio. Eppure c’è stata una settimana di ritiro ma la comitiva azzurra sembra tutt’altro che compatta. Non si è vista quella sana cattiveria agonistica di chi deve recuperare una gara ad ogni costo. Tutti segnali che fanno pensare ad una rottura tra squadra e tecnico. Evidentemente, parafrasando una massima tanto cara al direttore Marino, il tempo è stato galantuomo anche con Reja, mettendo a nudo tutti i limiti del tecnico che, forse, già si potevano prevedere spulciando il suo curriculum in serie A. Il Genoa, comunque, non è che sul campo abbia fatto sfracelli. Gasperini ha semplicemente stravinto la sfida tattica con Reja. L’allenatore rossoblu con poche mosse è riuscito a tenere in scacco per tutta la gara il proprio collega: Mesto e Criscito, molto propositivi, hanno costretto Vitale e Maggio a stare bassi, limitando molto la loro partecipazione alla fase offensiva degli esterni azzurri; Motta ha praticamente annullato Gargano, costringendo il Napoli ad impostare l’azione con i lanci lunghi di Cannavaro e Contini. Eppure il Genoa dove fare i conti con le assenze di due pedine importanti per il proprio scacchiere come Biava e Juric, ma l’organizzazione tattica è risultata ancora una volta vincente per il Grifone.

Chi si aspettava una partenza a tavoletta del Napoli è stato clamorosamente smentito. Gli azzurri hanno lasciato l’iniziativa ai propri avversari affidandosi, come al solito, agli spunti dei singoli. La prima e unica azione pericolosa del Napoli arriva al minuto 8 quando Vitale, su un calcio piazzato dalla sinistra, pesca in area Denis ma l’incornata del Tanque finisce alta. La partita stenta a salire di tono. Il Genoa, molto aggressivo, non fa ragionare il Napoli. Al minuto 18 Vitale si va ad incartare nella propria area di rigore, Mesto gli ruba palla ma Milito fallisce l’occasione calciando su Navarro in uscita. La squadra di Gasperini è molto accorta in campo: i rossoblu difendono e attaccano tutti insieme. A centrocampo, in particolare, Motta e Milanetto sovrastano Gargano e Blasi. Gli azzurri dal canto loro non fanno movimento senza palla, affidandosi al solito sterile canovaccio fatto di passaggi orizzontali. La squadra di Reja, però, prova a scuotersi nel finale. Prima Denis sbaglia l’appoggio su Lavezzi lanciato a rete (41’) e poi lo stesso Pocho si confeziona una palla gol accentrandosi dalla sinistra e sfiorando il palo alla destra di Rubinho. 

Comincia la ripresa e il San Paolo comincia ad invocare il nome di Russotto in modo da vedere un Napoli più spregiudicato. Reja fa orecchie da mercante e continua a mantenere l’assetto tattico che in quarantacinque minuti ha dato ben pochi grattacapi agli avversari. Gasperini, però, a differenza del proprio collega, capisce che la partita si potrebbe vincere se si osasse di più. Per questo tira fuori Palladino e Mesto, inserendo Jankovic e Sculli (54’). Proprio l’ex Palermo dopo appena tre minuti dall’ingresso in campo spreca un ottimo assist di Milito calciando fuori, alla sinistra del palo della porta di Navarro. Gli azzurri continuano a non cambiare ritmo e il Genoa comincia a prendere sempre più coraggio. Al minuto 68’ il preludio al gol rossoblu: sassata di Milanetto da fuori area, Navarro respinge e il pallonetto di Milito trova il salvataggio sulla linea di Cannavaro. Passano sessanta secondi e Jankovic premia la scelta di Gasperini: il serbo ottimizza il passaggio filtrante di Motta superando Cannavaro e depositando in rete il rigore in movimento che si ritrova a calciare davanti a Navarro. La mossa di Reja è quella di togliere Denis e Maggio, affidandosi a Pià e Russotto. La scelta, che a prima vista può sembrare scriteriata, potrebbe essere letta come un’aperta polemica del tecnico nei confronti della società che non gli ha rinforzato la rosa nell’ultimo mercato invernale. Sta di fatto che il Napoli combina poco o nulla. Anche perché gli azzurri continuano ad affidarsi al lancio lungo, nonostante l’uscita di Denis, invece di giocare palla a terra. La partita così scorre via senza sussulti. Il San Paolo, al fischio finale di Orsato, non può che contestare squadra e società.          

A proposito dell'autore

Avatar

Post correlati

Translate »