Paura di diventare grandi

La trasferta di San Siro ha lasciato qualche perplessità e molte domande sulla stagione del Napoli, infatti è arrivata un’altra sconfitta contro una big dopo quella con la Juventus e soprattutto nei momenti decisivi gli azzurri sembrano venir meno. Dunque se si vuole fare un’analisi più approfondita, lasciando da parte l’amara sconfitta di Genova contro la Sampdoria ad inizio campionato, negli scontri decisivi gli uomini di Ancelotti hanno solo subito sconfitte. Contro la Juventus, dopo un buon inizio i partenopei sono praticamente scomparsi, passati in vantaggio con Mertens, sono caduti sotti i colpi di Cristiano Ronaldo e compagni, dando l’impressione di essere inferiori alla capolista. In Champions League, nella gara decisiva contro il Liverpool, pur avendo a favore due risultati su tre, Insigne e compagni sono stati superati dagli inglesi che hanno dato una grande dimostrazione di forza e mettendo gli azzurri più volte alle corde, anche se c’è da dire che gli uomini di Ancelotti hanno sprecato due limpide occasioni da gol che avrebbero dato la qualificazione agli ottavi della competizione europea. Infine nell’ultima gara contro l’Inter, il primo tempo dei partenopei è stato quasi inguardabile, nel secondo si è giocato meglio, ma poi nel momento topico la solita ingenuità che è valsa la sconfitta. Ora c’è da capire cosa manca a questo Napoli, di sicuro gli uomini più importanti come Insigne non stanno attraversando un buon momento di forma, ma la squadra in alcuni suoi elementi sembra mancare di quella cattiveria agonistica che è propria delle grandi squadre, quella grinta che porta a lottare su ogni pallone e anche di quella scaltrezza che ti fa congelare le partite quando sei in difficoltà o con un uomo in meno come a Milano. Ancelotti sta facendo un grandissimo lavoro, ma dovrà ancora lavorare sulla testa di molti calciatori che ancora non hanno quella garra di chi vuole vincere. A cio si aggiungano le espulsioni stupide e frutto di nervosismo di Mario Rui a Torino e Kalidou a Milano. E un’altra statistica negativa che si è perso contro la prima, terza e la quinta della classifica, vincendo a fatica solo con la quarta ossia la Lazio.

 

A proposito dell'autore

Rosario Verde

Maturita’ classica. Attestato di Intelligence e Spionaggio Industriale conseguito presso L’Iscom, istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell’informazione.Giornalista, curatore di rubriche e membro della redazione presso il giornale cittadino “Zapping” di Casandrino. Amante del Latino, si definisce un malato della maglia azzurra. Lettura e scrittura, tecnologie, sport, viaggi sono i suoi hobby nel tempo libero.

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